La Shoah spiegata ai bambini

Buon venerdì a tutti, come sapete oggi, 27 gennaio, ricorre il 72° anniversario della liberazione del Campo di concentramento di Aushwitz, e dal 2000 è stata scelta come data simbolica per ricordare la Shoah, è “il Giorno della Memoria”. Proprio perché parliamo di memoria è importante continuare a tramandare ciò che è stato alle generazioni future, a partire da piccoli, poiché i bambini sono delle personcine serie e sensibili e se li trattiamo come tali, e non come bambole di pezza da piazzare davanti la tv, allora potrebbero perfino stupirci. Ma come si può, vi chiederete, parlare ad un bambino innocente di fatti così penosi, così disumani, come quelli della deportazione e dello sterminio degli ebrei? Si può. Procedendo per gradi ovviamente, in base all’età del bambino, ma si può. E io oggi voglio parlarvi di un libro bellissimo, intitolato proprio “La Shoah spiegata ai bambini”, un racconto di Paolo Valentini accompagnato dalle illustrazioni di Chiara Abastanotti, che ci permette di introdurre ai bambini un argomento così forte in modo lieve.

Editore: Becco Giallo

Pagine: 120

Data di pubblicazione: 27 gennaio 2016

Prezzo: € 12,00 

Il sottotitolo del libro è infatti “La misteriosa scomparsa di Aghi e Spille dalla Bottega di Nuvoletta Gentile”: in un piccolo villaggio Nuvoletta Gentile cuce magnifici abiti da sposa nella sua Bottega dei fili fin da quando era bambina, aiutata da Aghi Canterini, Bottoni dorati, Forbicine da Ricamo, Fili di Seta e Ditali.

 Ma quando in paese arriva un nuovo sindaco, il Generale coi Baffi, come lo chiamano tutti, le cose sono destinate a cambiare.

Anche se a volte gomitoli, fili, aghi e spille litigano tra loro, Nuvoletta Gentile interviene sempre a mettere pace e a ricordare il ruolo di ciascuno nella Bottega:

OGNUNO DI VOI È IMPORTANTE ALLO STESSO MODO. Che siate Aghi, Spille, Gomitoli, Ditali, Forbici o Bottoni, senza di voi non si può fare alcun vestito degno di questo nome”. 

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Ma un bel giorno il Generale decide di rimuovere Nuvoletta dal suo incarico alla Bottega, e d’ora in avanti sarà lui a stabilire le regole: innanzitutto niente più aghi, niente più spille, niente più punture per tutti! “E noi cosa faremo?” domandano intimoriti gli aghi e le spille.

Aghi e Spille da oggi non servono più. VI METTEREMO IN UN CASSETTO PER SEMPRE.”

Trasportati in un cassetto diviso in scomparti, chiusi nei loro astucci numerati, centinaia e migliaia di aghi e spille se ne stavano lì ammassati, “dove non c’era quasi nemmeno l’aria per respirare.” Le Forbici formavano uno squadrone che sorvegliava su tutto e tutti, ora si usavano solo Chiusure Stretch, il lavoro era continuo e balli e canti erano proibiti. Intanto gli Aghi e le Spille continuavano ad essere arrestati, ma quando non ci fu più spazio per loro nel cassetto il Generale coi Baffi ordinò ai Ditali di fonderli per liberare spazio e costruire nuove Forbici con il metallo fuso.

FONDETELI TUTTI, A NOI NON SERVONO PIÙ.”

E COSÌ LA VECCHIA STUFETTA INIZIÒ A LAVORARE A PIENO REGIME.”

E intanto scomparivano sempre più tubicini…

Sarà un piccolo ago insieme ad un gruppo di ribelli a denunciare la crudeltà del Generale e a riportare la pace alla Bottega dei fili.

Per noi adulti non è difficile cogliere il senso dietro queste parole e vedere il vero volto di Aghi e Spille che, da un giorno all’altro “non servono più”. Riusciamo a vedere il Campo di concentramento dietro quel cassetto e i forni che lavoravano senza sosta dietro la vecchia stufetta. Noi conosciamo già la storia, sappiamo com’è andata, ma i bambini no, e questo racconto servirà loro a capire che il male esiste, sotto varie forme, e che può essere sconfitto ma a un caro prezzo. Questa storia di aghi e di spille vuole instillare nei più piccoli la consapevolezza che l’uguaglianza e la libertà sono diritti sacrosanti, e lo fa in modo delicatissimo. Per cui leggiamo questi racconti ai nostri bambini, iniziamo ad insegnargli l’inviolabilità di certi valori, come il rispetto per l’altro, l’aiuto ai più deboli, l’essere grati per la propria vita.

E poi il libro è fatto benissimo, l’avete visto. Le illustrazioni sono stupende e toccanti, e in alcuni punti sono di una tenerezza sconcertante. Un motivo in più per leggere insieme ai vostri bimbi questa bellissima storia: sono certa che sarà uno di quei libri che rimane impresso nella mente e che ti porti dietro per tutta la vita. Si ricorderanno di queste immagini da grandi, un giorno lo troveranno tra le loro cose e sfogliandolo tornerà loro in mente quando glielo leggevate, il tono di voce, l’odore della carta, e vi ringrazieranno per questo.

Cosa ne pensate, vi sembra un buon metodo per iniziare a parlare ai bambini dell’Olocausto? Ci sono altre letture che vorreste consigliare? Fatemi sapere 🙂

27 gennaio 1945-27 gennaio 2017

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7 pensieri su “La Shoah spiegata ai bambini

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