Blogtour “Heidi” di Francesco Muzzopappa | I personaggi

Buongiorno a tutti cari imbranations, oggi ho il piacere di ospitare l’ultima tappa del blog tour dedicato all’ultimo libro di Francesco Muzzopappa, “Heidi”, uscito in libreria il 14 giugno per Fazi Editore. Questo autore mi ha fatta morire dalle risate lo scorso anno con “Dente per dente”, libro che mi aveva totalmente conquistata, tanto da convincermi a prendere in digitale tutti gli altri titoli dello scrittore (se non avete mai letto “Affari di famiglia”, fatelo!). Così anche quest’anno sono qui a parlarvi dei personaggi del nuovo libro, di cui vi parlerò in maniera più approfondita nella recensione che sarà online nei prossimi giorni.

 8672965_3268154                                                                                         Editore: Fazi

Collana: Le Meraviglie

Pagine: 230

Data di pubblicazione: 18 giugno 2018

Prezzo: brossura € 15,00 / ebook € 6,99

«Non sapevo di essere incinta», «Hotel da incubo», «Malattie imbarazzanti» e «Sepolti in casa» non bastano. Ormai la TV chiede sempre nuovi format, sempre più paradossali, sempre più surreali. Succede anche in Videogramma, un’azienda di contenuti in cui da anni lavora Chiara, trentacinquenne milanese, direttrice casting, single, irrisolta, piena di paure e ossessioni. Il nuovo capo, detto lo yeti, chiamato anche per operare dei tagli, costringerà tutti i dipendenti a proporre format innovativi, pena il licenziamento. Ma la situazione per Chiara si complica quando suo padre, Massimo Lombroso, un vecchio critico letterario del «Corriere della Sera» malato di demenza selettiva, viene cacciato dall’ospizio in cui è ricoverato perché ormai ingestibile. In attesa di trovare una nuova sistemazione, Chiara lo terrà in casa con sé. La convivenza però non sarà facile: lui la scambia sempre per Heidi, il cartone animato che seguivano insieme. Tutto il suo mondo è popolato da caprette, monti e Peter. L’alchimia tra questi elementi finirà per creare una combinazione paradossale che magicamente metterà a posto le cose, per Chiara, il lavoro e (inaspettatamente) la sua vita sentimentale.

I PERSONAGGI

CHIARA / HEIDI: la protagonista, è una ragazza di trentacinque anni che lavora a Milano come direttrice di casting, presso un’azienda chiamata Videogramma. La sua vita è frenetica, come potrebbe essere quella di qualsiasi milanese medio, e monotona, come potrebbe essere quella di qualsiasi milanese medio (non ne abbiano a male i milanesi XD). La sua giornata trascorre fondamentalmente mangiando agglomerati commestibili surgelati e guardando gente improponibile che si esibisce in provini altrettanto improponibili, cercando di scovare, in mezzo alla marmaglia, qualche “fulminante talento” da proporre ai vari show in voga, ossia quelli in cui c’è, o un cuoco cattivo pronto a bruciarti le chiappe se non prepari la bourguignonne che è nella sua mente (evidentemente malata), oppure in cui c’è un boss, non importa di cosa (dei calli incarniti, di milf alla riscossa, di siliconati), basta che sia un boss. La sua vita verrà stravolta quando dovrà personalmente prendersi cura del padre, cacciato in malo modo dalla casa di riposo in cui si trovava, affetto da demenza senile, che si ostina a chiamarla Heidi, in memoria degli unici momenti felici che trascorreva con sua  figlia,  ossia guardare insieme le puntate del famoso cartone animato.

Io non sono felicemente incasinata. Sono incasinata e basta. È da milioni di settimane che non riesco a sedermi dal parrucchiere per farmi dividere il cranio in sezioni e impacchettare le ciocche nella carta stagnola per dare al mio castano una luce in più. E se non ho tempo per i capelli, ne ho ancora meno per fare esercizio fisico. L’unica disciplina sportiva a cui mi dedico con costanza è masticare, soprattutto carboidrati. Ho rinunciato alle diete quando ho scoperto che anche restando a digiuno per tre settimane ingrassavo un chilo. Se sono stata progettata per espandermi nel cosmo è inutile oppormi. (…) Guardavo ancora Beverly Hills 90210 quando sognavo di diventare architetto, fare soldi a palate e vivere in una bella casa in campagna dotata di una sala prove in cui mio marito, Gary Barlow, avrebbe lavorato a tutti i suoi album con i Take That. Quando si sono sciolti, un ciclone forte, vendicativo e probabilmente fan dei Backstreet Boys si è abbattuto sulle mie speranze spazzandole via. Guardatemi oggi: non sono architetto, soldi a palate non ne ho fatti e Gary Barlow è sposato con un’altra. Colpa mia: quando dedichi al lavoro le energie destinate al tempo libero, il tuo tempo libero è una merda”.

MASSIMO: padre di Chiara, vive ormai in un mondo tutto suo fatto di montagne e capretti che si nascondono nei cassetti. In passato è stato un grande critico letterario del “Corriere della sera”, “accanito e burbero, misogino per giunta”. Campione agonistico di stroncature senza pietà:

“Le sue stroncature non erano semplici critiche spezzaossa compresse in un trafiletto di dieci righe, ma saggi lunghi anche quattro colonne che incombevano sul lettore come un presagio di morte. In questo mio padre è stato un pioniere, anticipando di anno l’arrivo degli hater. Ha distrutto carriere e fatto coriandoli di libri anche prestigiosi, costruendosi così una fitta rete di nemici.”

Anche il rapporto con sua figlia non è mai stato dei migliori, dato che si è sempre sentito al di sopra di tutto e tutti, ma ora che la sua mente ha preso il largo deve accontentarsi di restare con Chiara, soprattutto dopo essere stato mandato via dalla casa di riposo in seguito alla sua mania di lanciare oggetti. Il ritorno a casa è abbastanza traumatico, tanto più perché Massimo crede che sua figlia, Heidi, lo abbia confinato nelle stanze più inquietanti del mondo letterario, come la famosa stanza rossa in cui la signora Reed fa rinchiudere Jane Eyre. Per Chiara non è possibile gestire il lavoro e suo padre contemporaneamente, per cui deve affidarsi ad un aiuto esterno…

“Avere in casa un uomo che ti scambia per Heidi può anche essere divertente. Comincia a non esserlo più quando la paura che una carretta sia scappata dal recinto ti viene proposta di soprassalto alle quattro del mattino, con la figura di tuo padre in piedi sull’uscio della porta d’ingresso, spalancata, che urla FIOCCO DI NEVE, TORNA QUI!”

THOMAS: è il giovane infermiere a domicilio che viene assunto da Chiara per occuparsi di suo padre. Ha ventotto anni, abbronzato come potrebbe esserlo solo un modello di Calvin Klein, esperto nella riabilitazione neuromotoria, specializzato nell’assistenza a malati con patologie cronico-degenerative e aspirante medico. Chiara ha subito una buona impressione di lui, dato che si tratta di una di quelle persone che trasmettono sicurezza e tranquillità. Soprattutto, Thomas dimostra una grande pazienza con Massimo e fin dal primo incontro entra anche lui a far parte del mondo fantastico dell’anziano in cui le carpette ti fanno ciao:

“Papà, c’è una persona per te, gli dico.

Lui si volta al rallentatore, ci guarda senza interesse e ritorna a fissare le coppie dai vestiti in technicolor che ballano mazurke in una piazza di cartapesta ricostruita in uno studio televisivo troppo piccolo per ospitare quella sorta di balera.

Papà, Thomas; Thomas, papà.

Il ragazzo gli rivolge uno sguardo da antropologo romantico.

Sa chi sono io?, gli chiede.

Lo squadra dall’alto in basso con avidità, posando gli occhi su ogni dettaglio: il frontino tra i capelli, il naso piccolo, le labbra lucide, i pantaloni un po’ larghi.

Sei Peter, l’amico di Heidi.”

E chissà che questo “Peter” non riesca davvero a diventare un amico di Heidi?

LO YETI: è il capo di Chiara, colui che tutto può all’interno dell’azienda, soprattutto abbassare il livello culturale dei programmi e licenziare come se non ci fosse un domande. Egocentrico e narcisista, crede che tutto ciò che tocchi diventi oro, ma la realtà è parecchio distante dalla sua fantasia da megalomane. Prima di prendere decisioni importanti consulta sempre un antico e sacro oracolo “Siri”, questo per darvi un’idea sullo spessore del personaggio. Metterà non poco alla prova i nervi di Chiara, chiedendole di presentargli un progetto di format sorprendente e innovativo, mettendo ancor di più in subbuglio la vita della ragazza. La descrizione del personaggio, all’interno del libro, mi ha fatto davvero sorridere, perché sembra una mini-puntata di Super Quark dedicata ad una specie molto rara XD

“Lo Yeti trascorre gran parte della giornata chiuso nel suo ufficio a lucidarsi l’ego. Lui è il prescelto, il dito che tocca la mano di Dio. (…) Ma guardatelo voi stessi: entra in sala e non si prende neanche il disturbo di salutare. Camicia bianca ferocemente inamidata, colletto rigido con le punte all’ingiù, bretelle scure a reggere un paio di pantaloni con le pince, morbidi, su un paio di scarpe nere, lucide, lustrate di fresco. La barbetta leggermente incolta, bianca, esaspera i contorni del viso tagliati con l’accetta. Sulle tempie, due ciuffi cadenti di capelli bianchi coprono stancamente la calvizie. Camminando sulle acque, si sistema al centro del sistema solare. (…) Normalmente a ogni riunione ci propina la sua specialità gourmet, il gran fritto d’aria, un piatto ricco d croccante nulla appena pescato condito da sapienti supercazzole che tendono a esaltare il suo operato e a calpestare il nostro.”

GRETA: unico altro esemplare di genere femminile all’interno dell’azienda, oltre Chiara, Greta è l’assistente personale dello Yeti, costretta a sopportare le sue angherie e i suoi capricci da star del cinema. Amica di vecchia data di Chiara, è una donna gentile e affabile, ma ha un grande difetto: “parla troppo, non sai mai quanto ti puoi fidare. Se promette di non dire qualcosa ad anima viva, è giusto chiederle a quali anime vive si riferisca, se a quelle del primo piano, dell’intero palazzo o della provincia lombarda.”

TIBERIO: è il classico collega marpione, fastidioso come la sabbia nelle mutande, che Chiara si ritrova puntualmente intorno nei momenti meno felici. E lui ovviamente non perde mai l’occasione di propinarle inviti di vario genere, che la ragazza puntualmente declina.

“Tiberio, detto Tiby, è un regista sulla cinquantina che, per rifarsi una giovinezza, ha preso a definirsi videomaker, che fa molto più hipster. Inutile sottolineare che dell’hipster non ha nulla. Più che altro lo definirei un uomo diversamente intelligente. E per di più esibisce una pessima acconciatura unisex alla paggio. I suoi capelli sono come la pasta: maltagliati.”


La mia tappa termina qui. Spero di avervi incuriositi e che leggerete il libro, così mi farete sapere cosa ne pensate! Vi lascio qui sotto anche tutte le tappe precedenti del blogtour, se volete farvi un’idea più completa del romanzo 😉

heidi calendario

Stay imbranation

The imbranation girl

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