“L’uomo che conservava il suo denaro in una scatola” di Anthony Trollope

Buongiorno cari lettori, oggi vi parlo di un libricino stupendo che mi è stato gentilmente inviato dalla casa editrice ABEditore: un’edizione fantastica e curatissima di un racconto breve di Anthony Trollope, tradotto per la prima volta in italiano grazie a “La bottega dei traduttori” (visitate il sito per scoprire il loro progetto!).


Editore: ABEditore

Collana: Piccoli mondi

Pagine: 92

Data di pubblicazione: 20 luglio 2017

Prezzo: formato cartaceo illustrato € 6,90

Il signor Greene, un ricco inglese in vacanza in Europa con la famiglia, conserva il proprio denaro e i gioielli di sua moglie in una delle sue numerose scatole. Durante il trasferimento dal battello con cui attraversano il lago di Como all’albergo, la scatola viene persa. Dato che non parla italiano, l’uomo chiede al signor Robinson, uno dei suoi compagni di viaggio del quale aveva già potuto saggiare le capacità linguistiche, di aiutarlo nella ricerca. Il signor Robinson, invaghito della figlia, risponde positivamente alla richiesta e inizia a viaggiare su e giù per il lago alla ricerca della preziosa scatola, senza successo. Pochi giorni più tardi, quando i suoi effetti personali vengono trasferiti al piano di sotto in vista della partenza, nel più totale imbarazzo egli si rende conto che la scatola che aveva a lungo cercato è tra questi. Anche se il signor Greene non condivide apertamente i suoi sospetti, i suoi modi di fare svelano le sue convinzioni: il signor Robinson aveva pianificato di derubarlo.


Il racconto ha inizio al confine tra la Svizzera e l’Italia, durante il viaggio dei nostri protagonisti alla volta di Civenna (nel libro chiamata “Chiavenna”), una frazione del comune di Bellagio, in provincia di Como.

“Chiavenna è il primo comune italiano che un turista raggiunge passando per questa strada, e non conosco nessuna città del Nord Italia che sia così strettamente circondata da un panoramo tanto splendido. Il viaggiatore, mentre scende giù dallo Splugen, rimane meravigliato dalla bellezza delle valli (…) E poi dalla città stessa, si può passeggiare per due, tre o quattro ore attraverso bellezze selvagge e a volte sorprendenti.”

La voce narrante è quella del signor Robinson, un turista inglese alla scoperta delle bellezze del nostro paese, il quale, durante il viaggio, s’imbatte nella famiglia Greene costituita dal signor Greene, uomo nervoso e suscettibile, dalla moglie, indiscreta e altezzosa, e dalla figlia Sofonisba, un’affascinante fanciulla di cui il signor Robinson si invaghisce a prima vista. Arrivati a Bellagio, i turisti devono sistemarsi in albergo, ma i signori Greene non parlano bene l’italiano, per cui il signor Robinson si offre di fare da tramite con il personale dell’albergo. Durante la disposizione negli alloggi, la signora Greene si lascia sfuggire che suo marito porta sempre appresso una scatola in cui conserva tutti i suoi averi, denaro e gioielli. A questa notizia il signor Robinson reagisce suggerendo alla famiglia che non sia prudente viaggiare con un così ricco bottino concentrato in un’unica scatola e, perlomeno, di evitare di dirlo ad anima viva, ma i signori Greene sono certi di avere tutto sotto controllo. Sul battello che attraversa il lago di Como però, la loro preziosa scatola sparisce misteriosamente, e da questo momento iniziano le ricerche che coinvolgeranno in prima persona il nostro narratore. Pensando di fare cosa gradita ai suoi nuovi conoscenti, il signor Robinson si mette in viaggio a proprie spese ma, al suo ritorno, non riceve nessun ringraziamento nè risarcimento.

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L’autore semina per tutto il racconto indizi che il lettore è invitato a raccogliere, in vista dello spiazzante finale e della soluzione dell’enigma della scatola scomparsa. Eppure, nonostante questi indizi, io ci sono caduta con tutte le scarpe: non immaginavo affatto chi potesse essere il ladro! XD Il racconto fa riflettere sulle persone a cui decidiamo di destinare la nostra fiducia, poiché spesso chi si mostra gentile e affabile nasconde un secondo fine. Le maschere della società possono illudere chiunque, anche la persona più scaltra, insegnandoci a fidarci solo di noi stessi.

È doveroso spendere alcune parole su questa edizione, per la quale ABEditore si è davvero superata. I loro volumetti sono sempre super curati nei minimi dettagli, dalle illustrazioni ai caratteri scelti, fino alla carta utilizzata. Tutto conferisce un sapore squisitamente vintage a questi libricini, trasformandoli in veri tesori da custodire nella propria libreria. Il racconto è corredato dalle note biografiche sull’autore e sul traduttore, un ritratto illustrato dell’autore e l’immagine della prima edizione, pubblicata nel novembre del 1861.

 

 

La prossima volta che entrate in libreria vi consiglio caldamente di prendervi una copia di questo volumetto di rara bellezza! Grazie mille ABEditore per la copia, ne sono stata felicissima!

Stay imbranation

The imbranation girl

 

 

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