Recensione: “Non tornare indietro” di Sophie Hanna

Buongiorno cari lettori, il libro di cui vi parlo oggi è un thriller, “Non tornare indietro” di Sophie Hannah, uscito recentemente, che mi aveva incuriosita parecchio. Purtroppo mi ha fatto storcere il naso (più di quanto sia già storto), e ora vi spiego perché.


hanna

Editore: Garzanti

Collana: Narratori moderni

Pagine: 402

Data di pubblicazione: 25 maggio 2017

Prezzo: rilegato € 19,60 / ebook € 9,99

Spilling è una mattina come tutte le altre. Nicki sta portando i figli a scuola. Ma passando per Elmhirst Road si accorge che qualcosa non va. La polizia è arrivata in forze davanti a una villetta che conosce bene. Per paura di essere vista, fa una brusca inversione a U e scappa. La notte prima, in quella villetta, si è consumato l’omicidio del famoso opinionista Damon Blundy. Ma non ci sono segni di effrazione e la moglie Hannah non ha visto né sentito niente. Sono stati rivenuti solo un coltello e una strana scritta sul muro dello studio: «Non è meno morto». Chi può essere stato? Le telecamere di sorveglianza non hanno registrato nulla di strano, a parte una fuga sospetta: una macchina è stata vista allontanarsi bruscamente proprio la mattina del ritrovamento del cadavere. Non ci sono dubbi, è la macchina di Nicki. E ora Nicki è nei guai. Quando pochi giorni dopo viene convocata per un interrogatorio, non sa cosa rispondere alle domande insistenti del detective Simon Waterhouse. Non ha idea del perché il killer abbia usato il coltello proprio in quel modo, senza lasciare la minima traccia di sangue. Non ha idea del perché abbia scritto proprio quella frase, che le suona stranamente familiare. Non può mentire alla polizia, ma non può nemmeno spiegare perché quella mattina è scappata dal luogo del delitto. Altrimenti rischierebbe di rivelare un segreto in grado di rovinare la sua vita per sempre. Si sente incastrata in un gioco più grande di lei: il minimo cedimento e la verità verrebbe a galla, distruggendo anche la più piccola certezza rimasta. Perché spesso il confine tra realtà e menzogna è labile e può portare a conseguenze inaspettate.


Ci troviamo in Inghilterra, in una tranquilla cittadina a un’ora da Londra, Spilling, in cui vive Nicki con suo marito Adam e i due figli. Capiamo subito che la donna ha dei problemi relativi alla mania del controllo, sulla propria casa e sui propri figli, ma ci sono alcuni fatti avvvenuti nel suo passato che non riesce a controllare. Un famosissimo opinionista inglese, Damon Blundy, viene trovato morto nella sua casa a Spilling e la scena del delitto, perché di un delitto si tratta, è piuttosto complicata: l’assassino ha legato un coltello alla bocca della vittima con del nastro adesivo, ha fatto intendere di avere la sua password, e ha lasciato una scritta sul muro “Non è meno morto”. A causa di alcune manovre sospette durante quella mattina, Nicki viene convocata dalla polizia e, a questo punto, si vede costretta a ripercorrere il suo passato tormentato. A questo punto però, entrano in gioco molti altri personaggi, le cui vite e i cui segreti si sovrappongono, appesantendo moltissimo la trama di questo romanzo. C’è Melissa, la migliore amica di Nicki, nonché moglie di suo fratello; ci sono i nemici famosi che si era creato Damon Blundy durante la sua carriera di spietato opinionista, tra cui vari politici e scrittori; la moglie di Damon Blundy, Hanna, la quale sostiene che il marito era troppo perfetto ed è profondamente convinta che la tradisse; i due poliziotti che si occupano del caso, Simon Waterhouse e sua moglie Charlie; la sorella di Charlie e un collega poliziotto, entrambi sposati, ma che intrattengono da anni una relazione clandestina. Insomma, troppa carne al fuoco. Trattandosi di un thriller psicologico, uno dei miei generi preferiti, mi dispiace molto dire che mi sono annoiata tantissimo a leggerlo. La trama, che inizialmente mi aveva incuriosita, poi è diventata un guazzabuglio di storie su storie che non erano funzionali alla ricerca del colpevole, e tutto ciò per scoprire come si è arrivati a quel “Non è meno morto”. Questo messaggio era contenuto (implicitamente, tra l’altro) in un discorso fatto da uno dei personaggi sopra citati su un argomento piuttosto ambiguo: mi è sembrata davvero una forzatura, e leggere 400 pagine per vedersi spiegare una cosa del genere è deludente. Tutta la storia della password che dovrebbe contenere un messagio cifrato, in realtà non porta da nessuna parte, se non a confermare le teorie della moglie della vittima, cioè che Damon Blundy aveva un’amante. La tresca della sorella di Charlie con un suo collega è assolutamente superflua, e ne avremmo fatto a meno volentieri. Quindi, per me, questo libro è un NO deciso.

Fatemi sapere se lo avete letto e se vi è piaciuto, così magari mi spiegate il vostro punto di vista.

Stay imbranation

The imbranation girl

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