Recensione: “Nessuno come noi” di Luca Bianchini

Ciao a tutti cari imbranations, oggi vi parlo di “Nessuno come noi”, l’ultimo libro di Luca Bianchini, che ho avuto il piacere di leggere in occasione dell’incontro con l’autore, che si è tenuto ieri sera nella mia città. Una storia che è un tuffo nel passato, che ad ogni pagina fa riemergere ricordi che non sapevate neppure di avere, lasciandovi però, non con una nostalgia malinconica, ma con una bella sensazione che vi farà dire “l’ho vissuto anch’io”. Pronti a tornare nei mitici anni ’80?


Editore: Mondadori

Collana: Scrittori italiani e stranieri

Pagine: 250

Data di pubblicazione: 10 gennaio 2017

Prezzo: brossurato € 18,00 / ebook € 9,99

Torino, 1987. Vincenzo, per gli amici Vince, aspirante paninaro e aspirante diciassettenne, è innamorato di Caterina, detta Cate, la sua compagna di banco di terza liceo, che invece si innamora di tutti tranne che di lui. Senza rendersene conto, lei lo fa soffrire chiedendogli di continuo consigli amorosi sotto gli occhi perplessi di Spagna, la dark della scuola, capelli neri e lingua pungente. In classe Vince, Cate e Spagna vengono chiamati “Tre cuori in affitto”, come il terzetto inseparabile della loro sit-com preferita. L’equilibrio di questo allegro trio viene stravolto, in pieno anno scolastico, dall’arrivo di Romeo Fioravanti, bello, viziato e un po’ arrogante, che è stato già bocciato un anno e rischia di perderne un altro. Romeo sta per compiere diciotto anni, incarna il cliché degli anni Ottanta e crede di sapere tutto solo perché è di buona famiglia. Ma Vince e Cate, senza volerlo, metteranno in discussione le sue certezze. A vigilare su di loro ci sarà sempre Betty Bottone, l’appassionata insegnante di italiano, che li sgrida in francese e fa esercizi di danza moderna mentre spiega Dante. Anche lei cadrà nella trappola dell’adolescenza e inizierà un viaggio per il quale nessuno ti prepara mai abbastanza: quello dell’amore imprevisto, che fa battere il cuore anche quando “non dovrebbe”. In un liceo statale dove si incontrano i ricchi della collina e i meno privilegiati della periferia torinese, Vince, Cate, Romeo e Spagna partiranno per un viaggio alla scoperta di se stessi senza avere a disposizione un computer o uno smartphone che gli indichi la via, chiedendo, andando a sbattere, scrivendosi bigliettini e pregando un telefono fisso perché suoni quando sono a casa. E, soprattutto, capendo quanto sia importante non avere paura delle proprie debolezze.


Vince, Cate e Spagna sono i “tre cuori in affitto” protagonisti della storia che Bianchini ci racconta: un trio inseparabile di diciassettenni, attraverso le cui avventure e disavventure filtreranno tutti i ricordi più belli di quegli anni. Ah, ma non ve l’ho detto! Siamo nel 1987, al liceo di Moncalieri, lo stesso che ha frequentato l’autore, alla radio passavano i Duran Duran, gli Spandau Ballet, i Level 42, si girava sulla Fiat Ritmo (che non sentivo nominare non so da quanto!) o sul mitico motorino Sì; i ragazzi facevano colazione con latte, Nesquik e GranTurchese; si faceva merenda con la Girella (cioè, olio di palma “WHAT’S?”) andavano a scuola con gli zaini dell’ Invicta e, soprattutto, non avevano internet. Come in ogni liceo che si rispetti, anche quello di Moncalieri ha i suoi personaggi: c’è la sorcina, ci sono i paninari come Vince e Cate, la dark, che in questo caso è Spagna, le lecchine, i bocciati, la maga Circe e un bidello che ti vende di tutto, dalle sigarette alle pillole dimagranti. In questo ambiente ben consolidato, arriva un giorno Romeo Fioravanti, il classico ragazzo bello e ricco, che proviene da una scuola privata in cui è già stato bocciato una volta. Subito cambiano le dinamiche all’interno del nostro terzetto: Vince, che è da sempre segretamente innamorato di Cate, decide di dare confidenza al nuovo arrivato, rendendosi meno disponibile e accomodante con l’amica, nel tentativo di apparire più affascinante ai suoi occhi. Come gli dice Spagna, che ha sempre un consiglio per tutti, “la prima regola è non considerarla troppo. Lei è importante, ma non esiste solo lei al mondo, e devi essere bravo a farglielo capire. Altrimenti si stufa dopo tre secondi.” Tra amori che vanno e vengono, amicizie strappate e poi ricucite, arriviamo alla fine dell’anno scolastico (e del romanzo) con la consapevolezza che tutto è cambiato, noi stessi siamo cambiati assieme ai protagonisti, e che nulla sarà perfetto come allora, ma va bene così. Perché “Nessuno come noi” è una considerazione universale, che vale per tutti in quel momento speciale in cui siamo giovani e ci sentiamo invincibili con gli amici al nostro fianco.

Io sono nata nel cuore degli anni ’80, ed ero ancora molto piccola nell’anno in cui è ambientata la storia, ma mi ricordo benissimo tutto ciò che viene citato nel libro e che non sentivo da una vita! Quando Vince, nelle prime pagine, è entusiasta della sua nuova felpa della Best Company, ho avuto un tuffo al cuore, perché mia madre mi aveva comprato lo zaino, il diario, l’astuccio, i quaderni, insomma tutto lo school kit della Best Company, per andare in prima elementare, e non dimenticherò mai quella fantasia a fragoloni rosa! (In realtà, io volevo lo zaino di Barbie, ma mia madre si è sempre rifiutata di comprarmelo perché diceva che era da tamarri…poi uno dice i traumi infantili -.-) Ve la ricordate? Ora vado a prendere qualche reperto!

E quanto tempo è passato dalla vostra ultima telefonata in una cabina telefonica? O da quando avete ascoltato una cassetta in un walkman? E vi ricordate le telefonate a casa dei nostri compagni di scuola, rigorosamente da telefono fisso, e monitorate dai genitori, che sennò arrivava la bolletta della SIP troppo alta? Quello della comunicazione è un tema fondamentale nel libro, perché nessuno aveva ancora i cellulari, non c’era internet, o almeno non così a portata di mano come oggi, eppure l’adolescenza era vissuta con le stesse emozioni e gli stessi problemi del 2017. I personaggi del libro, a volte, si sentono soli contro il mondo, e nonostante i ragazzi di oggi siano costantemente connessi con il mondo esterno, continuano a sentirsi soli, a vivere quei momenti in cui il problema è solo qui ed ora, gigantesco, apparentemente insormontabile: l’adolescenza, con i suoi alti e bassi dolciamari. Certo, un po’ di spensieratezza e di ingenuità di quel tempo credo che i nostri ragazzi le abbiano perse, e questo è il prezzo da pagare per l’invasione della tecnologia nelle nostre vite. Ma è pur vero che certi sentimenti, come l’amore e l’amicizia, non cambiano mai.

L’idea di scrivere questo libro è nata, quando l’autore, cercando un vecchio scontrino di un elettrodomestico guasto, ha ritrovato, per caso, il diario degli anni del liceo. Sfogliare le pagine e ritrovarsi sui banchi di scuola è un attimo. Così, ha deciso di ricontattare i suoi compagni per una rimpatriata “30 anni dopo”, ed è così che sono nati i personaggi di Vince, Cate e Spagna, in cui Vince è Bianchini stesso, mentre Cate e Spagna sono le sue due migliori amiche del liceo.

In un mondo in cui tutti dobbiamo sempre essere rintracciabili, Luca Bianchini ci prende e ci riporta indietro (a un tempo che non è neppure così lontano eh! Altrimenti mi sento vecchia! XD), guidati da personaggi in cui ognuno di noi può identificarsi. Il libro mi è piaciuto moltissimo e sono stata felicissima (la sagra della “issima”) di poter incontrare l’autore personalmente. Non mi aspettavo che fosse così divertente! Avrebbe potuto fare il cabarettista, giuro! Se vi capita di poter assistere ad una sua presentazione nei vostri paraggi, non lasciatevela scappare.

Fatemi sapere se anche voi avete letto il libro e se vi è piaciuto! 😉

Stay imbranation

The imbranation girl

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3 pensieri su “Recensione: “Nessuno come noi” di Luca Bianchini

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