Recensione: “Dentro l’acqua” di Paula Hawkins

Buongiorno a tutti, oggi parliamo di “Dentro l’acqua”, il nuovo libro di Paula Hawkins, autrice del bestseller “La ragazza del treno”, uscito il 2 maggio per Piemme.


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Titolo: Dentro l’acqua

Autore: Paula Hawkins

Editore: Piemme

Pagine: 370

Data di pubblicazione: 2 maggio 2017

Prezzo: rilegato € 19,50 / ebook € 12,99

Quando il corpo di sua sorella Nel viene trovato in fondo al fiume di Beckford, nel nord dell’Inghilterra, Julia Abbott è costretta a fare ciò che non avrebbe mai voluto: mettere di nuovo piede nella soffocante cittadina della loro adolescenza, un luogo da cui i suoi ricordi, spezzati, confusi, a volte ambigui, l’hanno sempre tenuta lontana. Ma adesso che Nel è morta, è il momento di tornare. Di tutte le cose che Julia sa, o pensa di sapere, di sua sorella, ce n’è solo una di cui è certa davvero: Nel non si sarebbe mai buttata. Era ossessionata da quel fiume, e da tutte le donne che, negli anni, vi hanno trovato la fine – donne “scomode”, difficili, come lei -, ma mai e poi mai le avrebbe seguite. Allora qual è il segreto che l’ha trascinata con sé dentro l’acqua? E perché Julia, adesso, ha così tanta paura di essere lì, nei luoghi del suo passato? La verità, sfuggente come l’acqua, è difficile da scoprire a Beckford: è sepolta sul fondo del fiume, negli sguardi bassi dei suoi abitanti, nelle loro vite intrecciate in cui nulla è come sembra.


Ci troviamo a Beckford, una cittadina nell’Inghilterra settentrionale, in cui tutto ruota attorno al fiume che l’attraversa. Il paesino è infatti ricordato per una serie di disgrazie avvenute in passato, tutte legate al fiume: a partire dal 1600, nel periodo in cui infuriava la caccia alle streghe, molte donne, scomode alla società, sono state spinte nel fiume oppure vi si sono recate di propria volontà. C’è infatti un punto del fiume chiamato “Lo stagno delle annegate”, che viene considerato da tutti maledetto e su cui sono nate negli anni varie storie di superstizione. Quando il corpo di Nel Abbott viene rinvenuto nel fiume, la prima ipotesi è che la donna si sia gettata, ma sua sorella Jules sostiene il contrario. Alla notizia della morte di Nel, Jules deve necessariamente tornare a Beckford, il luogo in cui è cresciuta e il luogo che più ha odiato in tutta la sua vita, legato solo a spiacevoli ricordi. Quando era piccola, fino all’adolescenza, Jules è sempre stata sovrappeso e veniva presa continuamente in giro da tutti gli altri ragazzi, compresa sua sorella, che era invece molto popolare, disinibita e carina. Nel è sempre stata “strana”, ha sempre avuto una perversa predilezione per il macabro, ed era ossessionata dal fiume e dalle donne che vi avevano perso la vita, tanto che si recava spesso allo Stagno delle Annegate per scattare foto, per scrivere, indagare e a fare un bagno, anche se l’acqua era gelida. Per questo motivo, quando viene trovata nel fiume, tutti in paese, perfino la polizia, è convinta che si sia trattato di un suicidio.

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Nel libro possiamo leggere i pensieri di molte persone, che danno la loro versione dei fatti: tutti i personaggi nominati nella storia hanno voce in capitolo e si alternano nella narrazione. Questo è stato uno dei motivi per cui il libro non mi è piaciuto, perchè, a mio parere, narrare i fatti da almeno dieci punti di vista diversi disorienta il lettore, il quale, a metà libro, a meno che non sia Mandrake, non ricorda più chi è che sta parlando. E non è piacevole. Nell’alternarsi dei capitoli dunque, si susseguono i vari narratori che, se da una parte ci forniscono una visione a 360° di ciò che accade, dall’altro, come dicevo, confondono. Come in “La ragazza del treno”, anche in questo caso ci troviamo di fronte a molti caratteri femminili, tra cui si inserisce qualche debole figura maschile. Questi sono i vari personaggi che, a mano a mano, prendono la parola:

Jules Abbott: sorella di Nel, tornata a Beckford controvoglia dopo la sua morte. Nel periodo delle indagini torna a vivere nella vecchia casa di famiglia sul fiume e cerca di prendersi cura della nipote Lena.

Lena Abbott: figlia quattordicenne di Nel, ribelle, strafottente, sicura di sè, ma pur sempre una bambina che custodisce un segreto.

Nickie: sensitiva, sostiene di discendere da una delle donne uccise al fiume dai cacciatori di streghe.

Josh: fratello minore di Katie, amica di Lena, annegata due anni prima nel fiume.

Mark: insegnante nella scuola di Lena e Katie.

Louise: madre di Josh e Katie, non si da pace da quando ha perso sua figlia, convinta che Nel Abbott avesse a che fare con la morte di Katie.

Patrick: padre di Sean ed ex capo della polizia di Beckford, dopo la misteriosa morte della moglie al fiume è rimasto con il figlio a vivere nella cittadina. Ora vive nella depandance con la nuora Helen, trasferitasi qui dopo il tradimento del marito Sean.

Erin: agente di polizia trasferitasi a Beckford da Londra, vive nel vecchio capanno vicino al fiume in cui, molti anni prima, una donna uccise il marito. Perosnaggio di cui viene anche raccontata un po’ la storia e che credi possa avere un ruolo rilevante (in genere i personaggi vengono creati per questo), invece è inutile.

Helen: moglie di Sean, preside della scuola frequentata da Lena e Katie, dunque superiore di Mark.

Sean: capo della polizia di Beckford, indaga sul caso di Nel Abbott insieme ad Erin. Da piccolo pare abbia assistito al suicidio della madre al fiume.

A tutto ciò aggiungete i salti temporali con cui la Hawkins gioca per tutta la durata del libro, per mettere al corrente il lettore di fatti avvenuti molto tempo prima delle attuali vicende, così si passa dall’agosto 2015, quando muore Nel, all’agosto 1993, per narrare alcuni episodi dell’adolescenza di Jules e Nel, fino ad arrivare addirittura nel 1600, quando sono le donne annegate nel fiume in quell’epoca a parlare. Aggiungendo il fatto che i singoli capitoli sono piuttosto brevi, cosa che trovo alquanto snervante in un romanzo, potete comprendere perché non mi sia piaciuto. A metà libro mi sono ritrovata come a metà de “La ragazza del treno”, annoiata. Dopo questa seconda prova bocciata, evidentemente io e la Paula non andiamo d’accordo. Me ne farò una ragione 😉

E voi, lo avete letto? Cosa ne pensate?

Stay imbranation

The imbranation girl

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7 pensieri su “Recensione: “Dentro l’acqua” di Paula Hawkins

  1. Ciao, non l’ho ancora letto. Ho da leggere La ragazza del treno a breve, penso il prossimo. La mia idea pre-reading è che dietro questi due libri ci sia una ben riuscita campagna di marketing. Vediamo se mi ricrederò. Da quanto scrivi non penso. Belle e accurate le tue recensioni. Mi piacciono molto, ciao 😊🌺

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