Recensione: “La ragazza nel giardino del tè” di Janet MacLeod Trotter

Buongiorno a tutti cari imbranations, oggi vi parlo dell’ultimo libro di Janet MacLeod Trotter, intitolato “La ragazza nel giardino del tè”, che mi è stato omaggiato dalla casa editrice, che ringrazio. Precedentemente l’autrice ha pubblicato, sempre con Newton Compton, altri due libri che ruotano attorno ai coltivatori di tè inglesi in India, “La figlia del mercante di tè” e “La promessa sposa del mercante di tè” (che io ho letto), e, dato che molti personaggi ricorrono in tutti e tre i libri, potremmo parlare di una sorta di “trilogia del tè”, sebbene ogni romanzo sia autoconclusivo. Ne “La figlia del mercante di tè” si parla di Clarissa e Wesley, i genitori di Adela, la prtagonista del terzo libro, mentre ne “La promessa sposa del mercante di tè” protagoniste sono Sophie e Tilly, due cugine molto amiche di Clarissa, che ritroveremo nel terzo libro come le zie acquisite di Adela. Fatta questa premessa in stile “Beautiful”, ma doverosa nel caso in cui qualcuno di voi fosse interessato a recuperare i precedenti libri, possiamo iniziare finalmente a parlare di questa ragazza nel giardino del tè.


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Titolo: La ragazza nel giardino del tè

Autore: Janet MacLeod Trotter

Editore: Newton Compton

Collana: 3.0

Pagine: 477

Data di pubblicazione: 6 aprile 2017

Prezzo: rilegato 10,00 euro / ebook 2,99 euro

Adela Robson è una studentessa che sogna di calcare il palcoscenico, in un’India in cui l’impero è prossimo alla morte. Quando scappa dalla scuola con Sam Jackman, sa che sta andando incontro a una nuova vita. Ma quello che il futuro ha in serbo per lei non è ciò che Adela immaginava. Anni dopo, a Simla, la sede estiva del governo del Raj, Adela può abbandonarsi a ogni tipo di divertimento che la società degli anni Trenta è in grado di offrirle. Ma proprio quando le sue ambizioni sembrano sul punto di diventare realtà, conosce un principe, affascinante ma viziato, e quell’incontro scatena una serie di eventi dalle conseguenze devastanti. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Adela è in Inghilterra, in un Paese in cui ha vissuto da bambina, ma di cui non ha ricordi. La sua vita ormai sembra senza speranza, non ha nemmeno un amore a cui aggrapparsi. E ha un terribile segreto da nascondere. Solo il coraggio e la volontà di resistere la terranno a galla in tempi tanto bui, fino a quando potrà tornare a quella che, almeno nel suo cuore, è la sua vera patria.


Siamo a Shillong, in India, nel 1933 e Adela Robson è una ragazzina di tredici anni nel collegio di Saint Ninian, in cui studiano le figlie delle famiglie inglesi di tutto il paese, un luogo che le è ostile in tutto, a partire dall’odiosa Nina, una ragazza popolare che la mette continuamente in difficoltà. Un giorno Nina si rivolge ad Adela con cattiveria chiamandola “mezzosangue”, dicendole che suo nonna materna era indiana. Per Adela, da sempre convinta di essere inglese fin nelle ossa, è un brutto colpo e si rifiuta di crederle finchè non ne avrà avuto conferma dalla madre. Nel frattempo, alla Saint Ninian arriva un giovane fotografo, Sam Jackman per filmare il saggio delle ragazze, e quando se ne va Adela riesce ad intrufolarsi nella sua auto per scappare. Quando Sam si accorge della presenza della ragazza è sorpreso e amareggiato, ma decide comunque di aiutarla. Una volta giunti a casa Adela dovrà vedersela con i genitori, che sono ovviamente delusi dal suo gesto, e sospettosi nei confronti di Sam. Alla fine però riescono a capire il disagio della ragazza e le consentono di restare a casa con lo scopo di trovare per lei una scuola migliore. Dopo la conferma, da parte della madre, di avere del sangue indiano nelle vene, Adela accetta di andare in una scuola a Simla, lontano da casa, dove potrà coltivare la sua passione per la recitazione e verrà ospitata da un’anziana e gentile signora chiamata Fluffy Hogg. Nella nuova scuola Adela fa nuove amicizie e si inserisce perfettamente nel teatro della città, riscuotendo particolare successo per la sua bellezza e le sue doti interpretative. Gli anni passano e Adela diventa una giovane donna sempre più bella e brillante, la vita a Simla trascorre perfettamente tra uscite, feste, balli, nuovi incontri, ma quando per i suoi diciassette anni Fluffy organizza una festa a cui si presenta Sam Jackman, la ragazza si rende conto di esserne sempre stata affascinata, da quella volta in cui lui la salvò dalla Saint Ninian. Da questo momento in poi Adela non smetterà mai di pensare a Sam, e anche il ragazzo nutre dei forti sentimenti per lei, ma le vicende della vita li allontaneranno per alcuni anni. Sam è diventato un missionario e aiuta le popolazioni in difficoltà delle montagne, spostandosi continuamente. Adela viene corteggiata da un affascinante principe, fin quando lei cade nella sua rete fatta di palazzi, regali, abiti sontuosi, gioielli e lusinghe. Le conseguenze della sua devastante storia con il principe la seguiranno fino in Inghilterra, dove la sua vacanza di un mese si protrarrà a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. L’India, nel frattempo, è agitata dai continui disordini per l’indipendenza dall’Inghilterra e la madre di Adela, dopo una tragedia avvenuta in famiglia di cui Adela si sente responsabile, deve cercare di mandare avanti la piantagione di tè. Riuscirà mai Adela a tornare nella sua amata India? E se lo farà, come sarà cambiato il suo paese? E Sam Jackman, vorrà rivederla dopo quello che le è capitato?

Ho impiegato molto tempo a leggerlo, in quanto l’ho trovato un po’ noioso e prevedibile. Adela è una protagonista forte, non una di quelle che si piange addosso, per intenderci, e affronta senza mai lagnarsi tutto ciò che le accade. Eppure non ho trovato la storia scorrevole, a volte l’autrice si sofferma troppo a descrivere i pensieri dei personaggi che, come dicevo sopra, sono spesso prevedibili. Che Sam sarà importante nella vita di Adela si intuisce già dalle prime pagine, quando accetta di salvarla dalla scuola e riaccompagnarla a casa, ed è prevedibile anche il fatto che si innamoreranno. L’ambientazione è molto suggestiva, nell’India degli anni 30′ del secolo scorso: le descrizioni delle piantagioni di tè all’alba, i colori sgargianti, i profumi inebrianti e suoni provenienti dalle foreste indiane sono molto emozionanti. Se sono riuscita a proseguire nella lettura, infatti, è stato proprio grazie alle ambientazioni particolari, che però non sono riuscite a salvare il tutto. Purtroppo non sono riuscita ad appassionarmi alla storia, quindi gli assegno due stelline :/

Sunday _ September 16 _ Felicia's Garden _ 2-6pm-4

Fatemi sapere se lo avete letto, e cosa ne pensate!

Stay imbranation

The imbranation girl

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4 pensieri su “Recensione: “La ragazza nel giardino del tè” di Janet MacLeod Trotter

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