Recensione: “Il prodigio” di Emma Donoghue

Buon pomeriggio a tutti cari lettori, oggi vi parlo finalmente di un libro che ho letto a marzo e che ho amato tantissimo. Si tratta de “Il prodigio” di Emma Donoghue, scoperto per caso su una pagina Instagram che lo descriveva brevemente, e appena ho letto “Irlanda” e “seconda metà dell’Ottocento” ho capito che quel libro doveva essere mio. E ho fatto benissimo a seguire il mio istinto perché è una storia nelle mie corde, intrisa di mistero e superstizioni in un Irlanda povera e arretrata. Non sapevo che Emma Donoghue fosse l’autrice di “Room”, il romanzo che ha ispirato il film candidato a vari premi Oscar nel 2015, ma dopo aver letto “Il prodigio” sono curiosissima di leggere altri suoi romanzi.


NZO-307.jpeg

Titolo: Il prodigio

Autore: Emma Donoghue

Editore: Neri Pozza

Collana: I narratori delle tavole

Pagine: 301

Data di pubblicazione: 9 febbraio 2017

Prezzo: brossurato € 17,00 / ebook € 9,99

Irlanda, seconda metà dell’Ottocento. L’infermiera Lib Wright, una veterana della guerra in Crimea formatasi all’illustre scuola di Florence Nightingale, è appena giunta nelle Irish Midlands dall’Inghilterra. A convocarla è stato un comitato capeggiato dal dottor McBrearty, il medico della Contea. Il caso sottopostole è quanto mai insolito: Anna O’Donnell, una bambina in perfetta salute, afferma di non toccare cibo dal giorno del suo undicesimo compleanno, quattro mesi prima. Un vero e proprio «prodigio vivente», che non manca di attirare stuoli di fedeli da tutto il mondo, impazienti di vedere con i propri occhi la bambina che sostiene di nutrirsi soltanto di manna dal cielo. Non tutti, però, si sono lasciati impressionare dalle parole della piccola. Molti pensano che gli O’Donnell siano degli impostori che danno da mangiare alla figlia di nascosto, facendosi beffe del mondo e dello stesso dottor McBrearty. Per questo il comitato ha ritenuto opportuno ingaggiare due scrupolose sorveglianti che rimarranno a turno al fianco di Anna, giorno e notte, per due settimane. Lib è convinta di aver ottenuto l’incarico soltanto grazie all’autorevolezza della scuola da cui proviene e di aver affrontato quel lungo viaggio oltremare non per fornire la sua esperienza, ma per servire da balia e carceriera a una piccola imbrogliona, e tutto a causa dell’orgoglio ferito di un medico di provincia. Rifiutare, tuttavia, significherebbe rinunciare al lauto corrispettivo offerto, anche se il vero compenso sarà, per lei, smascherare quel miserevole inganno e far trionfare la verità. La casupola in cui vive la bambina non ha più di quattro stanze e l’infermiera confida sul fatto che le basterà una notte per sorprendere Anna a cibarsi di nascosto, da sola o aiutata da qualcuno dei famigliari. Eppure, nei primi giorni di vigilanza, la piccola non fornisce alcuna prova sul raggiro perpetrato, al di là di quella frottola gigantesca: la pretesa di poter vivere senza mangiare. Vivendo di privazioni al pari di una santa, mostra, anzi, una serenità e una padronanza di sé tali che Lib è spinta a chiedersi se per caso non stia affatto fingendo. Tuttavia, proprio quando le convinzioni di Lib cominciano a vacillare, Anna inizia a deperire rapidamente sotto i suoi occhi, ponendo l’infermiera di fronte a dilemmi ancora più grandi. Con una splendida prosa, capace di mantenere sempre alta la suspense, Emma Donoghue ci consegna un magistrale romanzo che parla di ignoranza, accanimento religioso e superstizioni nell’Irlanda dell’Ottocento, e della magnifica amicizia tra una donna scettica e una bambina terrorizzata.


È estate, e l’infermiera Lib Wright, allieva della famosa Florence Nightingale, fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, è partita dall’Inghilterra per raggiungere un remoto villaggio irlandese di nome Athlone, in cui una famiglia ha fatto richiesta di un’infermiera. Lib, vicina ai trent’anni, è rimasta vedova molto presto decidendo così di mettersi al servizio del prossimo e andare come infermiera in Crimea. Quando Lib arriva ad Athlone ciò che vede è solo una pozzanghera triste e umida, i cui abitanti sono solo contadini e scavatori di torba. Dopo un lungo viaggio in calesse, viene lasciata davanti a una locanda chiamata dalla gente del luogo “La bottega degli spiriti”, in cui soggiornerà per tutto il tempo, e in cui incontra il Dottor McBrearty, il medico della famiglia presso cui sarà impiegata. Il medico spiega a Lib che Anna, la bambina degli O’Donnell, non tocca cibo dal giorno del suo undicesimo compleanno, ossia da ben quattro mesi, e la gente ha iniziato a definirla “il prodigio vivente”. Il dottore aveva segnalato il caso di Anna all’Irish Times, ricevendo molte lettere di risposta in cui le persone avanzavano ipotesi, per esempio che Anna traeva nutrimento da qualità nutritive presenti nel magnetismo, o negli aromi, oppure che la bambina era in grado di trasformare la luce del sole in energia, come i vegetali. Ma la maggior parte delle risposte contenevano insulti, e le persone avevano iniziato a chiamare impostori la bambina e la sua famiglia, credendo che tutto ciò fosse una messa in scena per fare scalpore e ricavarne qualche guadagno. Il nome del villaggio stesso era diventato sinonimo di arretratezza e gli abitanti temevano che fosse a repentaglio l’onore stesso della contea. Così hanno dato vita a un comitato, decidendo di far sorvegliare la bambina per portare alla luce la verità, qualunque essa sia. Il compito di Lib, dunque, sarà quello di “osservare” e “sorvegliare” semplicemente Anna O’Donnell, insieme a Suor Michael, una Sorella della Misericordia anziana e taciturna, con cui Lib si darà il cambio ogni otto ore.

Due scrupolose sorveglianti rimarranno a turno al fianco di Anna, giorno e notte, per due settimane.”

Allo scadere delle due settimane entrambe dovranno rendere testimonianza, sotto giuramento, davanti al comitato, di quanto hanno visto e constatato nel periodo di sorveglianza.

Alle parole del dottore Lib è a dir poco sconcertata! Come può il medico credere a una tale fandonia? Eppure la donna è curiosa di conoscere la ragazzina che sta mettendo nel sacco un intero paese. In casa 0’Donnell vivono Anna e i suoi genitori, Malachy e Rosaleen, insieme alla cugina Kitty, che aiuta nelle faccende domestiche. La gente arrivava da lontano per vedere “la bambina magica che vive d’aria”, ma all’arrivo di Lib tutto questo deve finire: nessuno deve entrare in contatto con la bambina a parte le sorveglianti, perché qualunque occasione potrebbe essere buona per allungarle un biscotto o un pezzo di pane. L’infermiera non crede affatto che la bambina riesca a sopravvivere per Grazia divina, e non vede l’ora di smascherare quella piccola furfante. Il primo giorno in cui Lib mette piede in casa O’Donnell, vede che Anna è una normalissima bambina di undici anni, educata, gentile, dallo sguardo sincero, ma è determinata a non farsi abbindolare da quell’aria da angioletto: mette a soqquadro la camera della bambina, nell’intento di trovare la più piccola briciola nascosta chissà dove. Ma non trova nulla. Visita la bambina e annota tutto sul suo taccuino: Anna è pallida, ha la pelle secca, una leggera peluria sul viso e gambe e piedi molto gonfi. Qualunque cosa stia accadendo in quella casa, un fatto è certo, la bambina soffre di una qualche carenza e il suo fisico inizia a mostrare segni di cedimento. Eppure rimane il fatto che una persona che non mangia da quattro mesi non può logicamente essere nelle condizioni di Anna. Com’è possibile che quella famiglia di contadini gliela stia facendo proprio sotto il naso? Perché un trucco deve esserci. E in effetti c’è. Ma da quando è iniziata la sorveglianza è diventato pressoché impossibile metterlo in atto e Anna inizia a deperire velocemente. Quando Lib capisce anche il motivo per cui Anna ha deciso di digiunare, cerca di dissuaderla in tutti i modi, ma la bambina è molto testarda e l’infermiera farà qualcosa che non avrebbe mai pensato di fare, tutto pur di salvare la vita di quella bambina spaventata.

Alla locanda in cui alloggia Lib incontra William Byrne, un giovane giornalista dell’Irish Times, e sarà proprio lui ad aiutarla ad aprire gli occhi su ciò che accade nella casa degli O’Donnell e a farla interrogare sul proprio passato. Perché Lib non è rimasta vedova, la storia è un’altra, ma dovrà prima ammetterla a sé stessa per poterla poi raccontare agli altri.

La morbosità religiosa permea questo romanzo dalla prima all’ultima pagina, e credo che sia questo elemento a renderlo intrigante. Ci troviamo in un’Irlanda di fine Ottocento , in cui il cattolicesimo è presente nella vita degli uomini in ogni momento della loro giornata. La famiglia O’Donnell è molto credente e i vari momenti del giorno sono scanditi da preghiere e rintocchi di campane: si prega prima dei pasti, si recita l’Angelus a mezzogiorno e il Santo Rosario la sera. Anna stessa è una bambina molto devota, tanto da tenere nella sua stanza libri di preghiere pieni di immagini sacre, statue votive e soprattutto sussurra continuamente una preghiera, incomprensibile alle orecchie della protestante Lib. L’infermiera la chiamerà infatti “la preghiera di Dorothy”, perché è questo il suono che sente quando la bambina la pronuncia. Ma oltre alla religione, gli irlandesi hanno anche moltissime superstizioni, e tutto ciò, unito all’ignoranza della gente comune, rende a Lib più difficile individuare la verità. Nelle mura dell’umile dimora degli O’Donnell sono impastati capelli, sangue e latticello, per tenere lontani gli spiriti maligni; il sale serve ad allontanare le fate; secondo molti in paese, sarebbero proprio le fate a portare da mangiare di nascosto alla bambina. Inoltre, in paese c’è un antico albero, sui rami del quale sono appesi tantissimi stracci consumati dal vento e dalle piogge: secondo la credenza popolare, quando si prega per sconfiggere una malattia, bisogna appendere una striscia di stoffa all’albero; quando la stoffa si sarà completamente usurata, la persona malata sarà guarita. È proprio questo l’albero che vediamo raffigurato sulla copertina del libro. Lib non è mai stata molto religiosa, e cercare di capire la verità dalle preghiere e dalle superstizioni di quella casa sarà una dura prova per lei. E sarà proprio quella “preghiera di Dorothy” la chiave che la porterà a scoprire il segreto di Anna, un segreto che nessuna bambina dovrebbe custodire.

Avrete capito che il libro mi è piaciuto non tanto, di più! La narrazione mi ha catturata fin dalle prime righe e lo stile fluido della Donoghue mi ha incollata alle pagine in un crescendo di suspance e mistero. Mi sono rispecchiata tantissimo nei pensieri di Lib, che sono sempre molto schietti:

“La piccola è davvero scaltra, pensò Lib, sa che fornendomi una spiegazione si metterebbe comunque nei guai. Infatti se avesse affermato che era il Creatore a ordinarle di non mangiare si sarebbe in qualche modo paragonata a una santa. Se invece si fosse vantata di sopravvivere grazie a qualche misterioso principio naturale non avrebbe potuto sottrarsi all’esame della scienza. Ti schiaccerò come una noce, signorina!”

Nella prima metà del libro vengono descritte la prima settimana di sorveglianza e le piccole indagini di Lib in paese, ma a parte questo non accade nulla di significativo. Nonostante ciò, questa parte non risulta affatto noiosa! Anzi, contribuisce a creare la suspence nel lettore che non viene affatto scoraggiato a proseguire, ma viene imbeccato di tanto in tanto con piccoli dettagli inquietanti, tenendone desta la curiosità. Credetemi, leggetelo e non ve ne pentirete. DOVETE LEGGERE QUESTO LIBRO. Per quanto mi riguarda, resterà uno dei migliori letti quest’anno, per cui non posso che consigliarvelo: leggetelo!

Stay imbranation

The imbranation girl

Annunci

Un pensiero su “Recensione: “Il prodigio” di Emma Donoghue

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...