Recensione: “L’universo nei tuoi occhi” di Jennifer Niven

Buon pomeriggio cari lettori, oggi vi parlo dell’ultimo romanzo di Jennifer Niven, uscito per De Agostini il 21 marzo.


NZO-248

Titolo: L’universo nei tuoi occhi

Autore: Jennifer Niven

Editore: De Agostini

Collana: Le gemme

Pagine: 416

Data di pubblicazione: 21 marzo 2017

Prezzo: rilegato € 14,90 / ebook € 6,99

Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d’ordine di Jack Masselin, sedici anni e un segreto ben custodito. Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell’impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell’universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per farsi accettare dai suoi compagni. Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, un gioco che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due tipi più diversi di loro. Eppure… più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.


Non sono uno stronzo, ma sto per fare una stronzata. Mi odierai per questo, e anche altre persone se la prenderanno, ma devo farlo, per il tuo bene e per il mio.”

Le prime battute de “L’universo nei tuoi occhi” sono quelle di un biglietto di Jack Masselin, uno dei due protagonisti della storia, per chiedere perdono per ciò che sta per fare. Il suo amico Seth ha inventato un nuovo gioco al liceo e, anche se Jack non lo trova affatto divertente, vi prende parte per non essere deriso dai propri compagni. Le regole fondamentali di Jack sono:

  • saluta/sorridi a chiunque.
  • Fai il piacione.
  • Resta connesso.
  • Fai battute irresistibili.
  • Vai alle feste, ma non bere. Non puoi rischiare di perdere il controllo.
  • Stai sempre all’erta.
  • Tieniti pronto a tutto. Non aver paura di passare per uno stronzo. Qualsiasi cosa pur di non essere la vittima. Sempre meglio essere il cacciatore piuttosto che la preda.

Queste regole potrebbero essere importanti per qualsiasi adolescente alle prese con la dura vita del liceo, ma per Jack lo sono ancor di più perché soffre di “prosopagnosia”, un disturbo che non gli permette di riconoscere i volti delle persone, neppure il suo. Per riconoscere le persone il ragazzo deve focalizzarsi su alcuni particolari, come i capelli, le orecchie, il colore della pelle, la postura, la camminata, insomma tutto fuorché il viso, poiché il suo cervello, in seguito ad una lesione, non riesce più a trattenere i tratti caratteristici di un volto. Quando guardiamo una persona è come se scattassimo una fotografia e la archiviassimo nella nostra mente, ma questo a Jack non è possibile.

“È come partecipare ogni santo giorno a una festa in maschera in cui sei l’unico a non esserti travestito, mentre tutti gli altri si aspettano che tu li riconosca.”

Già, perché nessuno sa del suo disturbo, neppure i suoi genitori, ed è per questo che Jack fa lo sbruffone con tutti cercando di mantenere un certo livello di popolarità, così da potergli perdonare qualche piccola gaffe ogni tanto senza essere linciato. Sappiamo quanto possono essere crudeli i ragazzi al liceo (anche se inizio a credere che i licei americani siano proprio una categoria a parte, una sorta di associazione a delinquere creata per istigare al suicidio) perciò il ragazzo preferisce rimanere sempre sulla cresta dell’onda, anche se questo comporta uno sforzo non indifferente da parte sua. Ma facciamo un passo indietro. Quale è il gioco a cui Jack sta per prendere parte? Come dicevo, il suo amico Seth ha avuto l’idea di fare una sorta di crudele “rodeo” in cui l’obbiettivo è saltare addosso ad una ragazza in sovrappeso e restarle incollato sulla schiena il più a lungo possibile. E qui entra in gioco l’altra protagonista della storia, Libby Strout: capelli castani, una spruzzata di lentiggini sul viso, testarda e coraggiosa, ama leggere e balla leggera come una libellula. Ma, c’è un ma. Quando Libby ha perso sua madre a dieci anni ha iniziato a mangiare e non si è più fermata, fino ad arrivare ad un peso di 300 chili, tanto che l’hanno dovuta tirare fuori dalla sua vecchia casa con una gru, poiché non riusciva più a uscire. “L’Adolescente più grassa d’America” è rimasta chiusa in casa senza vedere nessuno, finché non ne ha avuto abbastanza e si è data da fare per riprendersi la sua vita. A 16 anni Libby pesa 150 chili ed è finalmente pronta a tornare a scuola dopo tanti anni, ma l’ansia e gli attacchi di panico sono sempre in agguato e deve cercare di controllarsi se non vuole diventare lo zimbello della scuola fin dal primo giorno. Quando Jack si avventa su di lei in mensa il mondo sembra rallentare fino a fermarsi, e quando tutto riprende a girare la prima cosa che Libby fa è mollare un pugno dritto in faccia allo spilungone che le si è attaccato addosso. I ragazzi finiscono entrambi dal preside e per punizione dovranno passare un tot di ore in una sorta di  gruppo di recupero della scuola. Da questo momento i due ragazzi si conosceranno meglio e soprattutto Jack si rende conto che ha molto da imparare da Libby, quella ragazza così forte che ha avuto il coraggio di affrontare le sue più grandi paure pur di vivere una vita normale. E nel tempo la loro amicizia si trasformerà in un sentimento più intenso.

Per me questo romanzo è un NÌ. Era partito alla grande, anche se sinceramente mi ha un po’ infastidita la brevità dei paragrafi che alternano il punto di vista di Libby a quello di Jack. Ogni paragrafo è lungo massimo tre pagine e questo ha reso la mia lettura meno scorrevole. Gli ingredienti per un eccellente romanzo young adult c’erano tutti, soprattutto il personaggio di Libby, che, lasciatemelo dire, è cazzutissimo! Purtroppo però, secondo me, questi elementi non sono stati sviluppati bene e la storia avrebbe potuto evolversi in un’altra direzione. Sinceramente non mi sarei mai aspettata che i due protagonisti potessero innamorarsi, non perché sono completamente diversi e neanche perché un ragazzo carino e popolare come Jack non potrebbe innamorarsi di una come Libby, nient’affatto. Credo soltanto che la direzione che la Niven ha deciso di dare alla storia sia un po’ banale, perché il fatto che “ci innamoriamo e tutto va bene trallallero trallallà” anche no, grazie. Io non ho letto il primo romanzo dell’autrice uscito lo scorso anno, “Raccontami di un giorno perfetto”, ma so solo che mi aspettavo di più da questo libro. Detto questo, comunque tantissima stima e rispetto per i protagonisti, la cui storia mi è piaciuta moltissimo. Devo ringraziare l’autrice per avermi fatto scoprire il romanzo preferito di Libby, “Abbiamo sempre vissuto nel castello” di Shirley Jackson, che è finito subito nella mia wishlist. Tra l’altro, Shirley Jackson è l’autrice di un altro romanzo già presente nella mia lista intitolato “L’incubo di Hill House”, quindi grazie Jennifer Niven 😉 

Voi cosa ne pensate?

Stay imbranation 

The imbranation girl

5 pensieri su “Recensione: “L’universo nei tuoi occhi” di Jennifer Niven

  1. Questo romanzo per me è stato una rivelazione. Mi è piaciuto tantissimo tanto che sono corsa subito in libreria e ho letto anche “Raccontami di un giorno perfetto”. Anche questo mi è piaciuto e ammetto che forse in alcuni piccolissimi punti le storie si somigliano e possono risultare un pochino banali ma apprezzo tantissimo il lavoro che l’autrice fa per gli adolescenti e il messaggio che vuole lanciare. Se ti va sul mio blog trovi le recensioni di entrambi. Un abbraccio ❤

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    1. Invece a me non ha convinta molto…personalmente non avrei fatto evolvere la storia in una storia d’amore. Non so, forse un’amicizia sarebbe stata un epilogo migliore, ma è solo il mio punto di vista. Però mi è piaciuto molto come ha caratterizzato i personaggi 😉 Volentieri, passerò da te!

      Piace a 1 persona

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