Recensione: “Delitto con inganno” di Franco Matteucci

Buon pomeriggio, oggi vi parlo di un nuovo caso dell’ispettore Santoni, un giallo tutto italiano scritto da Franco Matteucci, autore finalista al Premio Strega, che troverete in libreria a partire da oggi.


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Titolo: Delitto con inganno

Autore: Franco Matteucci

Editore: Newton Compton

Genere: giallo

Collana: Nuova narrativa Newton

Pagine: 250

Data di pubblicazione: 23 febbraio 2017

Prezzo: rilegato € 9,90/ eBook € 2,99

E un inverno molto freddo e nevoso a Valdiluce. L’ispettore Santoni si trova a dover indagare su un evento accaduto una quindicina di anni prima e che all’epoca sconvolse la cittadina. La drammatica vicenda costringe l’ispettore, assistito dal fedele Kristal Beretta, a recuperare notizie su come avvennero i fatti, ma anche a ripercorrere la sua storia privata, dato che all’epoca era un adolescente innamorato proprio della bellissima Clara Meynet, la ragazza al centro del crimine. La giovane è scomparsa in circostanze mai chiarite, e non è stata più ritrovata. Durante le indagini, nonostante una certa ritrosia degli abitanti a collaborare, una serie di coincidenze riportano alla luce elementi che convincono l’ispettore ad avventurarsi nelle viscere del monte Sassone, luogo ameno e minaccioso dimenticato da decenni, attraverso un dedalo di tunnel, gallerie e cunicoli che nascondono spaventosi misteri. La selvaggia e potente natura dei luoghi, protettrice di un macabro segreto, testimonia che la verità è rimasta sepolta per anni sotto una fitta coltre di neve, ghiaccio e paura… e il rischio è che a vincere sia di nuovo lei…


Clara Meynet è una bellissima ragazza che vive a Valdiluce, un paesino di montagna, insieme allo zio Walter Burlando, un personaggio burbero e solitario, e si guadagna da vivere raccogliendo mirtilli nei boschi. A Valdiluce tutti si conoscono e le voci girano in fretta, così quando a tredici anni Clara perde la verginità a causa di un incidente con uno slittino, tutto il borgo etichetta la ragazza come una facile,perché ha ormai perduta la propria virtù. Ad alimentare le chiacchiere si aggiunge una misteriosa lettera anonima inviata alla polizia: all’interno della busta sono state attaccati dei ritagli di giornale con la Coccoina, la colla dall’inconfondibile odore dolciastro, tanto che il misterioso mittente è stato soprannominato “Mr Coccoina”. Non è la prima volta che vengono indirizzate alla polizia lettere di questo genere e il personaggio misterioso scrive inquietanti messaggi, manifestando uno spiccato quanto macabro interesse per il sangue, riferendosi a riti di purificazione.  Crescendo Clara diventa sempre più bella, attirando l’attenzione di molti uomini del paese, ma i suoi occhi sono solo per Marzio Santoni, conosciuto in paese come “Lupo bianco”, un nome che si è guadagnato da piccolo quando riuscì a sopravvivere per tre giorni sotto la neve come un cucciolo di lupo. Marzio è un ragazzo piuttosto timido e riservato e, anche se è segretamente attratto da Clara, la ragazza impiega un po’ di tempo a convincerlo ad avvicinarsi a lei. Lupo la raggiunge in montagna, la aiuta a trasportare in paese la gerla (la cesta di vimini che le mirtillaie portano sulle spalle) piena di mirtilli e Clara prende il suo fazzoletto rosso che porta sempre legato intorno al collo, promettendogli di riportarlo l’indomani al loro primo appuntamento. Mentre i ragazzi scendono dalla montagna però, Lupo si accorge che qualcuno li sta spiando, scorge un uomo ma non riesce a raggiungerlo. Il giorno successivo, quando Lupo si presenta nel luogo prestabilito per vedere Clara trova i suoi vestiti sparsi sul prato ma non c’è traccia della ragazza. Da questo momento parte la caccia all’uomo, e Lupo parteciperà attivamente alle indagini coinvolto dall’ispettore Vallesi, il quale dedicherà tutta la sua vita al caso Meynet. Nel frattempo Clara si sveglia, nuda e infreddolita con solo il fazzoletto di Lupo addosso, in un luogo buio che non ha mai visto in vita sua, una grotta forse, e l’unico luogo in cui ripararsi è la sua gerla, che il suo rapitore ha portato con sé.

Quindici anni dopo Lupo Bianco è diventato ispettore a Valdiluce e non ha mai dimenticato Clara Meynet, che non è stata mai ritrovata e il suo caso non è stato mai chiuso. Ma un avvenimento imprevisto lo riporta sulle tracce di Clara e l’ispettore scoprirà di non conoscere le sue montagne così a fondo come credeva. Un segreto militare legato al “Buriano”, un misterioso vento che si origina fra i monti, sarà la chiave per chiudere i conti con il passato.

Non avevo mai letto nulla di questo autore e mi è piaciuto molto il suo stile e il tono immediato della narrazione, riuscendo comunque a creare suspence e a trattenerla fino alla fine, chiudendo il tutto con un colpo di scena che vi spingerà a leggere gli altri casi dell’ispettor Santoni. Un giallo completamente ambientato in un paesaggio alpino, in un piccolo borgo che nasconde segreti inconfessabili, proprio come i tunnel e le gallerie che sussurranno sotto i monti. Grazie a questo caso conosciamo le origini della vocazione poliziesca dell’ispettor Santoni, un personaggio molto tradizionale che incarna tutti i cliché dell’ispettore solitario, stacanovista, amante del silenzio e con bizzarre abitudini. Non da meno è il suo fidato assistente Kristal Beretta, leale, paziente, conosce bene le abitudini di Santoni, in buona sostanza un Watson di tutto rispetto. Mi è piaciuto molto più di quanto mi aspettassi, in particolare per l’aura di mistero creata attorno alle montagne, grazie anche ai riferimenti alle superstizioni e alle credenze popolari. Se siete amanti dei gialli Lupo Bianco diventerà uno dei vostri ispettori preferiti. 😉

Stay imbranation

The imbranation girl

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