Book News: domani in libreria

Buonasera cari imbranations, vi presento i libri editi dalla casa editrice Mondadori che troverete a partire da domani nelle librerie:

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Titolo: Ultima la luce

Autore: Gaia Manzini

Collana: Scrittori italiani e stranieri

Pagine: 248

Prezzo: brossurato € 18,50 / eBook € 9,99

Ivano è un uomo come tanti. Per tutta la vita ha cercato di costruire la sua felicità e ha sempre creduto di esserci riuscito. Il lavoro di ingegnere, una bella famiglia: un piccolo capolavoro di stabilità, proprio come le dighe che ha progettato in ogni parte del mondo. Finché Sofia, sua moglie, viene a mancare e lui si trova improvvisamente libero e solo, incapace di capire se esista ancora un Ivano senza Sofia. Decide allora di partire per Santo Domingo, dove il fratello si è ritirato dopo anni di lavoro nella finanza. Lì incontra Liliana, una donna spontanea e fragile come una bambina, e se ne sente attratto. Sull’isola, però, Ivano intuisce che qualcosa non va: il fratello, con il quale ha sempre avuto un rapporto di grande complicità, si comporta in modo strano, sembra un altro. Riconsiderandoli a distanza, molti fatti e persone della sua vita gli appaiono diversi da quello che ha sempre creduto. Prima tra tutti sua moglie, un enigma affascinante e indisponente, nonostante quarant’anni di vita insieme. E poi la figlia Anna, rimasta a Milano: reticente, ostile, asserragliata in una vita che il padre non ha mai compreso. Quello che Ivano scoprirà riguardo al passato finirà per rompere gli argini in cui la sua esistenza è sempre scorsa tranquilla. Eppure, quando tutto è sul punto di crollare, si prospetta una seconda occasione, la possibilità di un nuovo inizio. Con una lingua duttile, devota all’incanto semplice e maestoso della realtà, una scrittura mobile in cui ci si immerge come nell’acqua – limpida, avvolgente, misteriosa -, Gaia Manzini racconta le illusioni intorno alle quali creiamo la nostra felicità e dà voce a una generazione che negli anni del Boom si è costruita un’idea luminosa di futuro a costo di rifiutare le proprie radici, lasciando dei conti in sospeso. Ma Ultima la luce è anche la storia di un tempo di mezzo, dell’attesa di un nuovo ordine delle cose: una famiglia si è disgregata, una nuova famiglia sta per nascere. Il passato è alle spalle, davanti c’è solo la luce.

Gaia Manzini è nata a Milano e vive a Roma. Ha esordito nel 2009 con la raccolta di racconti Nudo di famiglia (Fandango, finalista premio Chiara). Nel 2012 ha pubblicato il romanzo La scomparsa di Lauren Armstrong (Fandango, selezione premio Strega e finalista premio Rieti) e nel 2014 Diario di una mamma in pappa (Laterza), un viaggio sentimentale tra le rocambolesche avventure della maternità. Ultima la luce è il suo primo romanzo edito da Mondadori.

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Titolo: La curiosità non invecchia

Autore: Massimo Ammaniti

Collana: Saggi

Pagine: 143

Prezzo: rilegato € 17,00 / eBook € 9,99

«Forse si invecchia veramente solo quando non ci si stupisce più, quando si dà tutto per scontato e la vita sembra non riservare più sorprese. Ma si può essere vecchi e mantenere il gusto della conoscenza e sapersi ancora meravigliare degli insoliti colori di un tramonto, di un fiore che si schiude o di una bambina che ti sorride con aria divertita.» Il nuovo libro di Massimo Ammaniti è una riflessione sulla terza e quarta età, e più in generale sulla vecchiaia, stimolata anche dalle testimonianze di ottantenni e novantenni protagonisti della vita culturale e politica del nostro paese (come Andrea Camilleri, Raffaele La Capria, Aldo Masullo, Mario Pirani, Alfredo Reichlin, Luciana Castellina, Angela Levi Bianchini) che ora raccontano di come e quanto è cambiato il loro modo di vivere i sentimenti e le esperienze propri della vita di ogni essere umano: la famiglia, l’amore, l’amicizia, il senso del tempo, i sogni, il desiderio, i ricordi, i lutti. Ammaniti ci mostra che non lasciarsi sopraffare dalla rabbia e dal rancore, non ripiegarsi su se stessi, ma continuare a coltivare affetti, interessi e passioni, a rimanere agganciati al presente e a fare progetti per il futuro, magari condividendo in modo partecipe quelli di figli e nipoti, è il segreto per far sì che la vecchiaia non corrisponda al tetro stereotipo di periodo di inquietudine e sconforto, di abulia e rassegnazione, insomma di vuota attesa della morte. Come l’anziano professor Borg, l’indimenticabile protagonista del film “Il posto delle fragole” di Ingmar Bergman, anche le persone intervistate rivisitano la storia della propria vita per rintracciare il filo rosso che l’ha attraversata e, con esso, la direzione e il significato del percorso compiuto. Così la dimensione anagrafica ed esistenziale della vecchiaia ritrova la sua verità, quella di una stagione indubbiamente difficile, irta di insidie fisiche e psicologiche, di paure e di perdite, ma che, se affrontata accettando la propria condizione senza risentimento né eccessivi rimpianti, e con la lucidità dovuta a una maggiore consapevolezza di sé e a un minor coinvolgimento emotivo nelle vicende del mondo, può rivelarsi una fase di straordinario arricchimento interiore e affettivo. Come quando il giorno concede al tramonto la sua luce più intensa e più vera.

Massimo Ammaniti è professore onorario della Sapienza Università di Roma, psicoanalista dell’International Psychoanalytical Association ed è stato nel Board of Directors della World Association of Infant Mental Health. I suoi interessi di studio e di ricerca si sono orientati in prevalenza ai temi della genitorialità e della maternità, dello sviluppo infantile e dell’adolescenza. Autore di numerosi testi scientifici, tradotti anche all’estero, ha fra l’altro pubblicato: Nel nome del figlio (con N. Ammaniti, 1995), Crescere con i figli (1997), Pensare per due. Nella mente delle madri (2008), Noi. Perché due sono meglio di uno (2014), La nascita dell’intersoggettività (con V. Gallese, 2014), La famiglia adolescente (2015).

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Titolo: Il tribunale del Duce. La giustizia fascista e le sue vittime (1927-1943)

Autore: Mimmo Franzinelli

Collana: Le scie

Pagine: 303

Prezzo: rilegato € 22,00 / eBook € 10,99

Novant’anni fa, il 1° febbraio 1927, s’insediava a Roma, nell’Aula IV del Palazzo di Giustizia, il Tribunale speciale per la difesa dello Stato, un organo composto da magistrati e giudici in camicia nera reclutati tra gli squadristi. Mussolini, dopo il discorso del 3 gennaio 1925 e l’introduzione delle «leggi fascistissime» – che avevano soppresso la libertà di stampa, di associazione e il diritto allo sciopero -, mostrava il suo vero volto, quello di un dittatore disposto ormai a tutto. Per i nemici del regime, ma anche per i semplici cittadini che osavano criticarlo, non c’era più spazio per il dissenso. Anzi, non c’era più spazio per la libertà. Agli imputati, condotti di fronte alla corte e rinchiusi in un gabbione, non rimaneva che attendere il verdetto: d’altra parte, come potevano difendersi se l’istruttoria era segreta? Fino al luglio 1943 la magistratura, sottoposta agli ordini del duce, processerà migliaia di oppositori politici (tra loro, Antonio Gramsci, Umberto Terracini, Altiero Spinelli, Sandro Pertini, solo per citarne alcuni) e persone comuni, accusate di spionaggio, contrabbando valutario, mercato nero… Le condanne a morte, mediante fucilazione alla schiena, saranno un’ottantina. Eppure, la storia del Tribunale speciale dello Stato è rimasta sostanzialmente sconosciuta. Poco studiata. Persino l’imponente biografia mussoliniana di Renzo De Felice, punto di riferimento irrinunciabile per chiunque si occupi del Ventennio, gli dedica meno di due pagine. Il libro di Mimmo Franzinelli, basato su fonti d’archivio sinora inesplorate, riempie questo «vuoto», e lo fa documentando attività e funzioni del Tribunale, svelando l’intreccio tra persecutori e perseguitati, raccontando i segreti, assai poco commendevoli, della magistratura di regime: gli scandali su cui fu imposto il silenzio, le ruberie dei giudici, la corruzione degli avvocati, le sentenze palesemente truccate, la terribile situazione in cui vennero a trovarsi le donne, vittime di una giustizia ferocemente maschilista (il solo essere figlia, sorella o moglie di un sovversivo comportava l’arresto, senza riscontri oggettivi di reato). Ma Franzinelli dedica pagine efficaci, ricche di dettagli e informazioni, anche ad altri aspetti, non meno inquietanti, dell’intera vicenda, come il potenziamento del Tribunale speciale durante la seconda guerra mondiale e, soprattutto, il colpo di spugna che dopo il 1945 «perdonerà» quasi tutti i responsabili. In nome della continuità dello Stato, si doveva archiviare (e dimenticare) un passato troppo scomodo.

Mimmo Franzinelli, storico del fascismo e dell’Italia repubblicana, è autore di numerosi saggi, fra cui, da Mondadori: Il piano Solo. I servizi segreti, il centrosinistra e il «golpe» del 1964 (2010), Il prigioniero di Salò. Mussolini e la tragedia italiana del 1943-1945 (2012), Il duce e le donne (2013), Bombardate Roma! Guareschi contro De Gasperi: uno scandalo della storia repubblicana (2014) e Disertori. Una storia mai raccontata della Seconda guerra mondiale (2016). Nel 2002 gli è stato conferito il Premio internazionale Ignazio Silone.

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Titolo: Dolce dentro

Autore: Ernst Knam

Pagine: 193

Prezzo: rilegato € 19,90 / eBook € 9,99

La pasticceria è curiosità, è sperimentazione, è scoperta. E meraviglia, quando si provano nuove combinazioni di ingredienti o si annusa un aroma mai sentito prima. E amore. Come tutti gli amori, non è solo slancio e creatività, ma anche paziente esercizio, in questo caso della ripetizione di gesti sempre uguali (come impastare, mescolare o montare) finché non sono diventati istintivi come camminare o bere un bicchiere d’acqua. La pasticceria è, insomma, un viaggio, afferma Ernst Knam, re del cioccolato e indiscusso maestro di tutto ciò che contenga anche una minima dose di zucchero: si parte (spesso e volentieri da zero), si esplora, ci si butta, si prova, si fallisce, si riprova, si individua una strada più somigliante a sé e su quella si procede, forti delle nuove conoscenze apprese. Dolce dentro è il racconto del viaggio di Ernst Knam nel mondo della pasticceria, riassunto in settanta, voluttuose ricette. Preparando le krostate scopriremo il vero significato della parola “croccantezza”, con le kremerie ci spingeremo invece oltre i confini del morbido; scaleremo le vette della bontà assaggiando i biskotti al lime o al tè matcha e sprofonderemo nei soffici cuori delle kakes. Grazie alle knamerie voleremo verso altre culture gastronomiche, come quella inglese o quella turca, mentre gli knamelés ci riporteranno a terra, precisamente in terra francese, dove ci soffermeremo a riflettere sulle infinite contaminazioni possibili tra dolci e spezie, prima di tornare in cucina e riprendere contatto con una salata realtà. «Ho scelto le ricette più “knamizzate”, quelle che considero più riuscite, più gustose, ma anche più belle» scrive Ernst Knam. «La bellezza forse non salverà il mondo, ma potremo essere certi di aver realizzato qualcosa di buono.»

Ernst Knam è nato in Germania il 26 dicembre 1963. Dopo essersi diplomato presso la pasticceria Marshall a Kressbronn inizia una carriera che lo porterà ben presto a lavorare in numerosi ristoranti stellati in giro per l’Europa.
Dopo una breve stagione in Scozia, approda a Londra da Anton Mosimann, a Ginevra e infine in Italia, al Relais Châteaux La Meridiana, a Garlenda. Nel 1989 Gualtiero Marchesi lo chiama nel suo tempio a Milano (3 stelle Michelin). Molte anche le esperienze extra-europee, tra cui alcuni periodi in Giappone, Hong Kong e Singapore. Nel 1992 apre “L’Antica Arte del Dolce”, e il suo catering, dove si cucina a 360 gradi. Dal 2015, l’ormai storico punto vendita in via Anfossi 10 a Milano, dopo un profondo rinnovo, prende il nome di “Pasticceria Ernst Knam”. Ha vinto numerose competizioni internazionali di cucina e pasticceria. Dal 2012 è protagonista su Real Time del docureality “Il re del cioccolato” e dal 2013 è giudice in “Bake Off Italia”, condotto da Benedetta Parodi. Dal 2015 è presente anche nello spin-off del programma dedicato ai bambini “Junior Bake Off Italia”. Nel 2014 ha pubblicato con Mondadori Che paradiso è senza cioccolato?

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Titolo: Dipende dalla schiena

Autore: Laura Bertelè

Collana: Comefare

Pagine: 128

Prezzo: brossurato € 17,00 / eBook € 9,99

La postura è un fattore chiave del nostro benessere: da essa non dipende solo la salute della schiena ma del nostro corpo nella sua interezza. A influenzarla sono sia fattori meccanici e fisiologici, sia i nostri vissuti emotivi e sensoriali: un insieme complesso e articolato che si traduce in quella postura che è solo nostra e ci contraddistingue. Come i tronchi degli alberi sono modellati dall’ambiente che li circonda, così gli uomini sono meravigliose sculture viventi, plasmate dalla vita. Laura Bertelè, medico ortopedico, vanta una lunghissima esperienza clinica, maturata dapprima lavorando al fianco di Françoise Mézières e poi integrando il suo rivoluzionario metodo di rieducazione posturale con la lettura emozionale del corpo. In “Dipende dalla schiena”, raccoglie i consigli che da anni offre ai suoi pazienti e agli allievi dei suoi corsi di formazione. Partendo dalla propria esperienza professionale e personale, in questo libro Laura Bertele insegna a correggere i più comuni difetti di postura e a prevenire così molti problemi di salute, nelle diverse fasi della vita: durante la gravidanza, l’infanzia, l’adolescenza, fino all’età adulta e matura. Un libro chiaro e indispensabile, che illustra gli esercizi fondamentali e alcuni semplici accorgimenti da adottare nella vita di tutti i giorni per mantenere l’elasticità dei muscoli e delle articolazioni. E ottenere una postura più armonica, più sana, oltre che più bella.

Laura Bertelè, medico fisiatra specialista in terapia fisica e riabilitazione motoria, è iscritta all’albo degli psicologi. Al suo metodo sono state dedicate, in Italia e all’estero, tesi di laurea in fisioterapia, medicina, psicologia e bioingegneria. Tiene corsi di formazione per figure sanitarie (medici, psicologi, terapisti della riabilitazione e psicomotricisti) e per armonizzatori muscolari, una nuova professione nell’ambito del benessere e dello sport. Svolge il suo lavoro terapeutico presso il Centro di rieducazione Gino Rigamonti della Fondazione Apostolo a Merate (Lecco). Per Baldini & Castoldi ha pubblicato: Il tuo corpo ti parla (1995), Se anche avessi… (2000) e Il linguaggio emozionale del corpo (2005), per Mondadori Ascolta e guarisci il tuo corpo (2011) e per la Fondazione Apostolo Basta saper vedere (2013).

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Titolo:La dieta dell’equilibrio glicemico. Il programma in sei settimane per perdere peso, prevenire le malattie e sentirsi in splendida forma

Autore: Mark Hyman

Collana: Comefare

Pagine: 453

Prezzo: brossurato € 17,90 / eBook € 9,99

Siete sovrappeso? Avete la glicemia alta? Sentite spesso il desiderio di mangiare zucchero e carboidrati raffinati? Soffrite di ipertensione? Nella vostra famiglia ci sono casi di diabete, malattie cardiache o di obesità? Se avete risposto sì a una qualsiasi delle precedenti domande, questo libro fa al caso vostro. Gli studi più recenti dimostrano che la causa principale di sovrappeso, diabete, patologie cardiache, cancro, demenza e altre malattie è uno squilibrio dei livelli di insulina nel sangue. Milioni di persone al mondo ne soffrono, ma non tutte lo sanno. Per fortuna è un problema reversibile, e questo libro ci spiega in quale modo. In “La dieta dell’equilibrioglicemico” il dottor Hyman presenta il suo programma, basato su studi scientifici, per riequilibrare i livelli di insulina e di zucchero nel sangue. Identifica i sette passi chiave per raggiungere il benessere – correggere l’alimentazione, regolare gli ormoni, ridurre lo stato di infiammazione, migliorare la digestione, massimizzare la disintossicazione, accelerare il metabolismo, eliminare lo stress – e delinea un programma pratico in sei settimane, fornendo a ciascun lettore gli strumenti per personalizzare il proprio approccio. Con questionari e test di autodiagnosi, indicazioni su integratori e farmaci, menu corredati da ricette, consigli su strategie antistress e attività fisica, “La dieta dell’equilibrio glicemico” ti permetterà di riconoscere e agire sulle cause dei tuoi specifici problemi di salute. Un metodo innovativo per perdere peso, prevenire le malattie e stare bene subito e per sempre.

Mark Hyman, medico, ricercatore, educatore, attivista e autore di fama internazionale, il dottor Mark Hyman ha dedicato la sua vita e la sua carriera alla salute degli altri. È stato uno dei pionieri nell’ambito della medicina funzionale, approccio innovativo che non cura i semplici sintomi, ma l’organismo nel suo complesso. È direttore del Cleveland Clinic Center for Functional Medicine, fondatore e direttore medico dell’UltraWellness Center e presidente del consiglio di amministrazione dell’Institute for Functional Medicine. Il suo obiettivo è diffondere l’armonia di corpo, mente e anima e fornire gli strumenti affinché tutti possiamo “riprenderci la nostra salute”. Scrive di medicina per l'”Huffington Post” ed è autore di numerosi libri sul benessere, tutti bestseller in vetta alle classifiche americane.

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Titolo: Sempre una gran Signora. Lettera d’amore alla nuova Juventus

Autore: Giampiero Mughini

Collana: Ingrandimenti

Pagine:148

Prezzo: rilegato € 17,00 / eBook € 9,99

“Nell’agosto 2016 la Juve è giunta a un momento apicale della sua storia ultracentenaria, quella di un brand italiano che dura e primeggia dagli ultimissimi anni dell’Ottocento e dunque è entrato nel terzo secolo della sua storia. Dio, quant’è giovane la Vecchia Signora. E quando parlo di un brand, ossia di uno stemma iconico ed elettrizzante, mi riferisco a qualcosa che è molto più di un marchio puramente ‘sportivo’, e bensì a qualcosa che attiene profondamente alla vita, all’immaginazione, alle fantasie e alle attese quotidiane di tantissimi di noi. Ma in tutta lealtà che cosa sarebbero state tante tantissime domeniche e serate e ore della vita di milioni di italiani, se a un certo punto della giornata non avessero preso a scorrazzare sul campo gli uomini con la maglia bianconera, gli uomini di tutte le speranze e di tutte le vittorie dai primi anni Trenta fino alla settimana scorsa? Sto esagerando?” Questo libro parla d’amore, quello per la Juventus. Un amore viscerale, totale, immune agli alti e bassi connaturati alle imprese sportive, cantato dal tifoso bianconero più sbilanciato e pugnace del mondo dello spettacolo, Giampiero Mughini. In “Sempre una gran Signora” Mughini enumera le infinite ragioni e le sfaccettature emotive della sua travolgente passione con quello stile letterario che gli è valso la professione prima di giornalista poi di opinionista. E un canto di passione e di giubilo, di sofferenza e di piacere, espresso con il giusto lirismo che si conviene agli eroi – da Boniperti a Marotta, da Platini a Marchisio, Buffon e Higuain – e ai vincitori di mille battaglie: tutti coloro che abbiano vestito anche solo per un istante la maglia a strisce bianche e nere.

Giampiero Mughini (Catania, 1941), scrittore e giornalista, ha lavorato per “il manifesto”, “Paese Sera”, “L’Europeo” e “Panorama”, di cui è tuttora corrispondente. Fra i suoi libri: Compagni, addio (Mondadori 1987), Dizionario sentimentale (Rizzoli 1992), La ragazza dai capelli di rame (Rizzoli 1993), Il grande disordine (Mondadori 1998), Un secolo d’amore (Mondadori 1999), L’invenzione del ‘900 (Vallecchi 2001), La mia generazione (Mondadori 2002), Un sogno chiamato Juventus (Mondadori 2003), Che belle le ragazze di via Margutta (Mondadori 2004), Un disastro chiamato Seconda Repubblica (Mondadori 2005), E la donna creò l’uomo (Mondadori 2006), Sex Revolution (Mondadori 2007), Juve (Mondadori 2008), La collezione (Einaudi 2009).

Stay imbranation

The imbranation girl

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