Recensione: “Vietato leggere all’inferno” di Roberto Gerilli

Buon pomeriggio a tutti cari imbranations, oggi sono davvero entusiasta di potervi parlare di un libro che ho letto la scorsa settimana e che si è rivelato una piacevolissima scoperta! Ringrazio tantissimo Alessandra Zengo, responsabile della casa editrice Speechless, per avermi fatto conoscere questo libro, e non sapendo che abito vicino ai luoghi in cui è ambientato il romanzo mi ha fatto un grandissimo regalo. Ma bando alle ciance, venite con me all’inferno!…Lo so, non sembra allettante come proposta, ma vi assicuro che vi piacerà! 😉

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Titolo: Vietato leggere all’inferno

Autore: Roberto Gerilli

Editore: Speechless Books

Pagine: 412

Data di pubblicazione: 10 ottobre 2016

Prezzo: digitale → gratuito / cartaceo € 15,90

Accompagnato dalla prefazione di Giovanni Arduino, Vietato leggere all’inferno è un thriller pulp a sfondo distopico che si cala nella cultura trash contemporanea, riprendendo lo stile ironico e disincantato del moderno noir americano.

In un mondo in cui i libri sono vietati e la cultura fa male, le uniche alternative a una vita da fuorilegge sono la resa o la ribellione.

E tu, rinunceresti a leggere per sopravvivere?

Mi chiamo Amleto Orciani e sono un libromane. Ho trentacinque anni e mi faccio dall’età di dodici, quando la lettura era ancora legale. Ho iniziato per scherzo con L’isola del tesoro e non ho più smesso. Leggere è la prima cosa a cui penso quando mi sveglio e l’ultima prima di andare a dormire. Sono talmente assuefatto da conoscere il significato di parole come paradosso, pennivendolo e opulenza. Insomma, uno sniffa-inchiostro senza speranza. Vivo vicino ad Ancona, lavoro come inserviente in un discount di bricolage e arrotondo spacciando romanzi alla gente della zona. La mia vita non è un granché, ma mi ci trovo. Il problema è che vorrei avere più soldi, per questo accetto di aiutare Eleonora. La ragazza è brava, ma così folle da voler cambiare il mondo dell’editoria da sola. Per seguirla mi tocca coinvolgere amici discutibili e incontrare gente che preferirebbe vedermi morto (il Bibliotecario ti dice niente?). Meno male che ho dalla mia Caterina, una camgirl con un secondo lavoro ancora meno presentabile del primo, però non sono sicuro mi possa salvare il culo, stavolta. Se ne esco vivo, giuro che smetto di leggere. Forse.

Vietato leggere all’inferno racconta la mia storia. Non insegna qualcosa che vale la pena conoscere, non ci sono buoni sentimenti o altre cazzate ma per sballarsi con gli amici è perfetto. Provalo, e fammi sapere se funziona.

Roberto Gerilli è un lettore anconetano di trentasei anni. Non esce mai da una libreria senza aver comprato almeno un libro, riconosce gli editori dall’odore della loro stampa e vive in una casa in cui ci sono più librerie che armadi. È talmente dipendente dalla lettura che ha cominciato a scrivere. E ha scritto un libro sui libri.

Nel 2014 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, Città Senza Eroi, per UteLibri, mentre nel 2015 e nel 2016 sono usciti Questo non è un romanzo fantasy! e Apocalypse Nerd, entrambi editi da Plesio.

Editore

Realtà editoriale no profit nata nel 2012, Speechless Books ha esordito con una rivista letteraria da venti milioni di lettori, Speechless Magazine. Successivamente, ha pubblicato il romanzo urban fantasy / young adult di Emanuela Valentini da più di duecentomila download, La bambina senza cuore, e un alcuni racconti di Eleonora C. Caruso (Col nostro sangue hanno dipinto il cielo), Andrea G. Colombo (La lapide di ardesia) e Chiara Palazzolo (Damasco e dintorni). Oltre ai progetti per il sociale Diari dal sottosuolo e What women don’t want – Il web contro la violenza sulle donne, Speechless coltiva belle storie e autori di talento, spesso ancora poco conosciuti. Gli e-book sono gratuiti e scaricabili dal sito ufficiale www.speechlessmagazine.com e dagli store online.

Ok, lo ammetto, quando ho letto “thriller pulp a sfondo distopico” ho arricciato il naso. Oggi “distopia” sembra essere la parolina magica per avere successo tra i lettori, e ha perso il suo fascino. La mia assuefazione suggerisce inflazione ritrito. Ma appena ho letto la trama e la quarta di copertina ho pensato “Wow!”, e vi assicuro che non è una reazione frequente da queste parti. Ho iniziato a leggerlo e…niente, l’ho divorato, voracemente. Che parolone eh? Il protagonista, Amleto, sarebbe fiero di me. Sì, perché Amleto è uno che legge, tanto, tantissimo, è uno “sniffa-inchiostro” per dirla come lui. E che c’è di male? direte voi. Beh, la sua (non unica) sfiga è quella di vivere in un’epoca in cui la letteratura è stata bandita e leggere è diventato illegale, perciò la sua “assuefazione” alla letteratura gli causerà non pochi problemi. Nel 2000 è stata proclamata la legge Montag che ha reso illegale i libri e tutto ciò che ruota attorno ad essi; l’Anti-Literature Movement, che da anni si batteva per eliminare il flagello della cultura, ha finalmente ottenuto quello che voleva, ed ora tutto ciò che riguarda l’arte è considerato deviante, così la realtà è diventata un’inferno. Amleto vive in un mondo in cui il film “La storia infinita” è considerato un crimine contro l’umanità, e si può partecipare a un’Anonima Lettori per riabilitarsi, dove un assistente sociale esalta la grandezza della fede e il suo potere curativo contro la bibliomania. Tutto sarebbe molto più facile se il ragazzo fosse cresciuto nell’ignoranza generale e non con due genitori come Antonio e Clara, una sorta di hippie amanti dei libri che hanno lasciato che il loro unico figlio leggesse liberamente fin dalla tenera età. Questo ha fatto di Amleto un emarginato dalla società, un “drogato” che passa le serate a “farsi” di libri e a spacciare capitoli nel parcheggio dell’Ikea. Nato ad Ancona, vive a Senigallia e lavora in un negozio di bricolage: proprio qui conoscerà Eleonora, una ragazza che lo coinvolgerà in un progetto ambizioso quanto rischioso. Insieme al suo gruppo di lettura infatti, Eleonora vuole fondare una casa editrice indipendente, ma per farlo ha bisogno di un vero esperto come Amleto. Insieme scriveranno “il romanzo che salverà i romanzi” un avvincente groviglio di generi letterari che cambierà le sorti della letteratura. Ma la notizia fa molto arrabbiare qualcuno che tenterà in tutti i modi di fermare l’impresa dei ragazzi. Alle prime avvisaglie di pericolo Amleto ricorre a Caterina, la sua migliore amica nonché camgirl, nonché assassina di professione, che lo aiuterà a salvare la pelle. Riuscirà questa squadra a portare a termine la propria missione, ossia diffondere il “romanzo che salverà i romanzi” e riportare in auge l’amore per i libri?

Partiamo dai due personaggi femminili, Eleonora e Caterina: due Lara Croft in missione per salvare la cultura. Saranno loro due a salvare Amleto dai tizi che li vogliono morti, due amazzoni senza peli sulla lingua e l’istinto di un predatore. Amleto ama leggere sì, ma con le armi non ci sa fare molto, e se non fosse stato per le sue compagne di avventura (o sventura) non sarebbe vissuto tanto a lungo da vedere la fine del libro. Lui è un po’, come dire…imbranation? Sì, direi che è proprio così XD Ama farsi interi capitoli e restare assorto assorbendo le idee, i concetti, le emozioni, è cinico, conduce la sua vita da sbandato (cioè sniffa-inchiostro), ma quando si ritrova nel vortice dell’azione preferisce restare in disparte mentre le due compagne lo tirano fuori dai guai. Ci si innamora subito di lui, perché è uno di noi, un vero nerd dei libri, che si ritrova nell’occhio del ciclone senza volerlo, e come dargli torto quando preferisce lasciar uccidere gli assassini dalle sue esperte compagne? Alcune scene sono davvero esilaranti, e mi sono divertita tantissimo a leggere questo libro. L’autore ha una scrittura che scorre liscia come l’olio, una dialettica da rapper e una padronanza lessicale che si fatica a trovare ultimamente negli autori contemporanei. Non sapete che goduria è stata leggere un libro privo di strafalcioni letterari! E poi conosco benissimo la zona di Ancona, e sono stata in tutti i luoghi in cui è ambientato il thriller, dal parcheggio dell’Ikea al Passetto, per cui la lettura è stata ancora più coinvolgente. Mi sono ritrovata a ridere, sospirare, fare il tifo per i protagonisti, imprecare insieme a loro, insomma mi ha appassionata totalmente. Cosa devo dirvi? Ah già, DOVETE ASSOLUTAMENTE LEGGERLO!!!

Vi lascio un breve estratto per darvi un’assaggio della vena ironica dell’autore. Nel passo seguente Caterina deve occuparsi della trasformazione fisica di Amleto ed Eleonora per ragioni di sicurezza:

“Caterina apre una delle buste fornite da Roger, l’ex attore. Forbici, rasoio elettrico, tintura per capelli, crema autoabbronzante, lenti a contatto colorate e una trousse di trucchi. «Chi vuole cominciare?»

Eleonora inorridisce. «Non ci pensare proprio. I miei capelli li tocca solo Serge!»

«E chi è Serge, di grazia?» chiedo.

«Il mio parrucchiere francese.»

«Okay, dai, chiamalo e prendi appuntamento, allora. Fa anche visite a domicilio?»

«Piano con il tuo sarcasmo, ciccio.»

Caterina sbatte un pugno sul tavolo. «Non abbiamo tempo per discutere. Se oggi pomeriggio volete andare alla Battersea Power Station dobbiamo cambiare aspetto.» Eleonora la guarda con un misto di terrore e rassegnazione. I suoi capelli lunghissimi e còratissimi stanno per essere violentati da una lesbica in una bettola di Londra. È difficile mantenere un’espressione seria e trattenere la mia fantastica ironia. Cate mi lancia il rasoio elettrico. «Tu intanto rapati a zero barba e capelli». La mia vena comica si esaurisce all’istante. «Come?»

«A zero, forza. Barba e capelli cambiano molto la fisionomia di un uomo. Rasati e sei a posto.»

«Non se ne parla.»

«Ora non fai più il sarcastico, darling!»

Tutte le proteste sono inutili. Caterina assume il ruolo dittatoriale di nazi-parrucchiere e il monolocale si trasforma in un campo di sterminio per capelli. Io sono confinato in bagno, con il rasoio elettrico che vibra in modo sinistro. Sembra affamato. Vorrei potermi fare un capitolo o due, ma l’unica cosa da leggere a portata di mano è il foglietto delle istruzioni di questo aggeggio infernale. Che brama i miei capelli. Lo sento. E allora mi arrendo, e inizio a tagliare. Mi guardo allo specchio e penso a Bruce Willis: lui non è male anche se è calvo/rasato, giusto? E anche John Travolta in From Paris with love aveva il suo perché. Poi però penso a Lex Luthor, Antonio Chimenti e Zio Fester. Merda.

Non siete ancora convinti? Dai, ma avete visto che la copia digitale si può scaricare gratuitamente? Dategli una chance, sono sicura che lo adorerete!

Spero che la recensione vi sia piaciuta, e se leggerete il libro fatemelo sapere, mi raccomando! A presto 😉

Stay imbranation

The imbranation girl

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13 pensieri su “Recensione: “Vietato leggere all’inferno” di Roberto Gerilli

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