Recensione: “Lois la strega”di Elizabeth Gaskell

Buon pomeriggio cari lettori, oggi parliamo di “Lois la strega” di Elizabeth Gaskell, un libro che è stato ripubblicato lo scorso mese dalla casa editrice Elliot.

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Titolo: Lois la strega

Autore: Elizabeth Gaskell

Editore: Elliot

Collana: Raggi

Pagine: 126

Data di pubblicazione: 1 dicembre 2016

Prezzo: brossurato € 12,50

Rimasta orfana di entrambi i genitori, Lois è costretta a lasciare l’amata casa del padre, pastore anglicano, e a partire per l’America, dove sarà accolta dagli zii puritani che vivono nel villaggio di Salem. La giovane, onesta e timorata di Dio, fa fatica fin da subito ad adattarsi alla nuova vita oltreoceano, in particolare nell’incontro con una parte della sua famiglia a lei sconosciuta, che scopre essere dominata dall’egoismo, dal sospetto, dalla discordia e dalla gelosia. Siamo alla fine del Seicento e la cittadina di Salem è in preda alla paura: la superstizione sta guidando i gesti della comunità, tutti rischiano di venire accusati di stregoneria, e Lois è in pericolo soprattutto tra le mura domestiche. Una novella gotica e cupa, in cui Elizabeth Gaskell si confronta con l’idea del male e con le conseguenze distruttive che ne derivano.

Lois, detta anche “mai ‘na gioia”, è uno di quei personaggi un po’ sfigatelli che va in processione dietro a Tess dei D’Urberville, per intenderci. Perché? Eh perché la cara Lois… (ATTENZIONE SPOOOOOOILER!!!)

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…una bella fine non la fa. La ragazza nasce e cresce in Inghilterra insieme ai propri genitori, è molto carina, gentile, ha un ragazzo che le ha promesso di tornare a prenderla per sposarla: insomma ha tutte le carte in regola per condurre un’esistenza tranquilla, modesta e gratificante. Ma il destino crudele ci mette non uno zampino, bensì tutti e quattro dato che alla povera ragazza muoiono entrambi i genitori e, non avendo nessuno che si prenda cura di lei in Inghilterra, viene mandata nel Nuovo Mondo da uno zio, l’unico parente rimastole. E quale luogo è più felice per accogliere Lois, sola e spaventata, in una casa con un cugino pazzo che sente le voci, una zia bigotta, e due cugine da prendere a schiaffi dalla mattina alla sera? Ma Salem, ovviamente! E le fortune di Lois non sono ancora finite, perché arriva nella cittadina del Massachusetts proprio nel periodo in cui imperversa la caccia alle streghe, e l’isteria collettiva fa puntare il dito contro una schiera di innocenti. Lois, dopo un lungo viaggio in nave, arriva in casa dello zio e scopre che quest’ultimo è gravemente malato, e la moglie Grace Hickson non la vede di buon occhio considerandola un peso per la famiglia. L’unico che dimostra un briciolo di affetto per lei è proprio suo zio, che però morirà poco dopo il suo arrivo. -.-

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Suo cugino, Manasseh, è un tipo piuttosto silenzioso, solitario, che ama leggere la Bibbia e recitarne alcuni passi, ma quando vede Lois (che peggio di me, i matti se li attira tutti!) inizia a sentire una voce che gli dice «Sposa Lois! Sposa Lois!» e la tormenta continuamente con la sua proposta di matrimonio. In casa ci sono anche le due cugine, Faith, la maggiore, e Prudence, la minore, una ragazzina supponente che causerà solo guai. Lois entra in confidenza con Faith, la quale le confida di essere innamorata del pastore Nolan, che è stato appena trasferito presso un’altra parrocchia e per tale motivo detesta l’attuale pastore di Salem. Faith è molto legata a Nattee, un’anziana donna indiana che lavora come sguattera in casa, che racconta alle ragazze storie spaventose e alimenta le loro superstizioni. Il clima che si respira a Salem è davvero pesante, tutti sono in preda allo sconforto e alla paura, si raccontano storie agghiaccianti di possessione e oscure presenze, ed ogni comportamento minimamente ambiguo viene sospettato. Quando il pastore Nolan torna in città nota subito la nuova arrivata, e questo non fa che trasformare le ansie di Faith in una cupa gelosia nei confronti della cugina, che ignara di tutto continua ad essere gentile e premurosa con lei. La goccia che farà traboccare il vaso sarà la dispettosa cugina Prudence, la quale, per uno stupido capriccio, trascinerà Lois nel profondo baratro della vergogna e dell’umiliazione.

La Gaskell scrisse questa storia nel XIX secolo, portandola come esempio della malvagità umana agli uomini del suo tempo. La storia di Lois è esemplare di quel periodo di follia che seminò vittime innocenti nell’America del ‘700, e l’autrice è consapevole che i tempi sono cambiati e si rallegra del fatto che i racconti del terrore e le antiche credenze diffuse nei secoli precedenti siano ormai un lontano ricordo.

Questo è stato il primo libro della Gaskell che ho letto, e il suo stile mi ha totalmente conquistata. In maniera semplice e con occhio compassionevole ci racconta una storia di ingiustizia e di crudeltà, sondando l’animo umano e mostrandoci come sentimenti di rabbia, odio, pietà e compassione possano essere a volte distruttivi. Le vicende della povera Lois aiutano sicuramente il lettore a comprendere l’isteria di quel periodo e ad immedesimarsi nella protagonista.

Ovviamente non poteva essere un libro allegro! Ve lo consiglio assolutamente se vi piacciono le storie relative al periodo della “caccia alle streghe”, e una piccola chicca per chi ha visto la serie televisiva “Salem” su Sky, è che il personaggio del reverendo Cotton Mather è tratto proprio da questo libro della Gaskell! 😉

A presto!

Stay imbranation

The imbranation girl

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