Book News: le uscite di gennaio in casa Elliot Edizioni!

Buon pomeriggio cari imbranations, anno nuovo, letture nuove, perciò iniziamo subito a dare un’occhiata alle prossime uscite in libreria! Oggi vi propongo le novità edite dalla casa editrice Elliot:

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Collana: Scatti

Pagine: 192

Prezzo: brossurato € 17,50

Spagna, prima metà del Cinquecento, Inquisizione. Il Sivigliano, uomo dotto, figlio di conversos, viene imprigionato con l’accusa di possedere e studiare i libri proibiti. Condannato a morte, proprio mentre si trova già sul rogo il vescovo gli concede insperatamente un’opportunità: per salvare la vita e la propria anima egli dovrà affrontare un viaggio di espiazione, “l’attraversamento del mare”. Inizia così per il Sivigliano un viaggio periglioso per mare e per terra, nel quale incontrerà corsari, pellegrini, belve fantastiche e feroci, spiriti infestatori. Un romanzo epico, avventuroso e picaresco che supera i confini della narrazione storica incrociando il cammino con il fantastico, l’occulto e il misticismo. uno dei più importanti autori serbi viventi un romanzo affascinante ricco di rimandi filosofici e mistici.

“Esiste, in cielo e in terra, un’infinità di strade che si incrociano; questa in cui ci troviamo in un certo momento è soltanto una delle molte. È destino dell’uomo vagabondare tra i mondi, separati da storie diverse, da parti di un grande, comune racconto. Colui che ascolta e colui che narra sono al di sopra della vita e al di sopra della morte. Non c’è fine al viaggio, non c’è fine alla narrazione.”

FILIP DAVID Scrittore serbo, di origine ebraica, nato nel 1940 a Kragujevac, vive da sempre a Belgrado, dove è stato professore di drammaturgia alla Facoltà di Arti Drammatiche. È uno degli scrittori più noti della letteratura serba contemporanea, appartenente alla cerchia di Danilo Kiš, Borislav Pekić e Mirko Kovač. Le sue opere, compreso il romanzo Pellegrini del cielo e della terra, sono state più volte premiate in Serbia e sono state tradotte in varie lingue.

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Collana: Scatti

Pagine: 128

Prezzo: brossurato € 14,50

Davide vive nella borgata di una piccola città siciliana, una provincia avvolta nei suoi rituali: la processione dell’Addolorata, la gara di sosia di Raffaella Carrà, le sanguisughe per i salassi, la perdita della verginità con le prostitute del Lungomare. Una provincia in cui l’attualità degli anni ’70 filtra attraverso la televisione e i giornali, ma rimanendo in sottofondo, mai protagonista. Davide Buscemi è un bambino prigioniero: di una infanzia che sembra non finire mai, dei suoi compagni di scuola, di un padre violento che lo considera senza spina dorsale, un fessacchiotto che non vale nulla. Da questa condanna, sancita da un soprannome spietato, Davide dovrà fuggire per riuscire a diventare finalmente adulto. momenti crudeli e insieme comici, che sanno raccontare le difficoltà dell’infanzia e gli scorci della terra di Sicilia una scrittura ricca e brillante, impastata del dialetto siciliano, per un romanzo di formazione di grande originalità.

“Peter Parker era il mio eroe. Quel caruso un po’ minchia di mare, pigghiato pu’ culu dai suoi compagni di scuola (un po’ come a mmia, ’nzomma). Quel caruso un po’ minchia di mare che riceve grandi poteri e grandi responsabilità dal morso di un ragno. Quel caruso un po’ minchia di mare che diventa un eroe perché ci ammazzano so ziu. Ora: io ero solo un po’ minchia di mare, non avevo grandi poteri e purtroppo mio padre non era morto. Potendo fare picca e nenti per risolvere il problema di mio padre, avevo deciso di lavorare sul versante dei poteri. Avevo dipinto con i pennarelli Giotto una vecchia federa, avevo tracciato uno per uno tutti i fili e, al centro delle ragnatele, avevo ritagliato due buchi per gli occhi. La mia maschera era beddissima.”

ARTURO BELLUARDO È nato e cresciuto a Siracusa, ma vive a Roma con due donne e due gatti. Lavora alla Direzione Crediti del Banco Popolare e spesso cucina. Il suo romanzo Il ballo del debuttante è stato segnalato al Premio Calvino 2016. Le sue storie sono state pubblicate su «Lo Straniero», «Buduàr», «Succedeoggi» e «Mag O». Nel 2015 il suo testo Scatola a sorpresa è stato portato in scena al Teatro Biondo di Palermo.

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Collana: Raggi

Pagine: 128

Prezzo: brossurato € 14,50

Juliet Appleton è la giovane figlia di un ufficiale, che si ritrova costretta a cercare di sopravvivere dopo la morte del padre. Come molte delle ragazze ai primi del Novecento, anche Juliet impara a fare la copista, usando la macchina da scrivere, sinonimo in quei decenni di emancipazione e novità, uno strumento in grado di creare una schiera di giovani impiegate: le type-writer girls. Juliet diventa una di loro e trova lavoro in un ufficio legale, ma la vita con il capo e i colleghi è difficile. Juliet è considerata una ragazza eversiva, perché vive da sola, frequenta il Girton College, fuma sigarette e gira in campagna con la sua bicicletta, anch’essa simbolo di una nuova forma di libertà femminile. Dopo varie avventure Juliet riuscirà a trovare un buon impiego e l’amore, ma non senza difficoltà. romanzo d’amore e di emancipazione ai primi del Novecento ideale per un pubblico femminile una piccola perla della letteratura inglese inedita in Italia gennaio 2017.

“Una donna in bicicletta ha tutto il mondo davanti a sé da scegliere, può andare dove vuole, senza uomini tra i piedi.”

Grant Allen Autore di origine canadese versatile e prolifico, molto attivo alla fine del XIX secolo. Scrisse soprattutto testi scientifici, filosofici e sull’evoluzionismo, ma anche numerosi romanzi. Considerato uno dei pionieri del genere fantascientifico, è ricordato anche per i suoi romanzi gialli e polizieschi. Morì nel 1899 mentre stava terminando il suo ultimo romanzo, ma riuscì a dettarne a voce il capitolo finale all’amico e vicino di casa Arthur Conan Doyle. La ragazza con la macchina da scrivere è uno dei due scritti sotto pseudonimo femminile.

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Collana: Raggi

Pagine: 128

Prezzo: brossurato € 14,50

Peines de coeur d’une chatte anglaise venne pubblicato per la prima volta nel 1846 all’interno della raccolta satirica dal titolo Scene della vita privata e pubblica degli animali. In questo racconto Beauty è una gatta che non potrà vivere la sua grande storia d’amore con un impertinente gatto francese a causa dell’educazione moralista e rigida ricevuta dalla padrona inglese. Insieme a questo racconto – in cui Balzac fa una parodia della morale vittoriana – trovano posto altri celebri racconti con protagonisti felini che celebrano l’intelligenza e l’indipendenza dell’animale da sempre compagno della scrittura e del pensiero letterario. una raccolta di racconti celebri dedicati ai gatti per gli amanti dei felini e del loro rapporto con gli spiriti letterari.

Con i racconti di:

Honoré de Balzac

Edgar Allan Poe

H.P. Lovecraft

Banjo Paterson

Saki

Mark Twain

Mary E. Wilkins Freeman

“Dovete rendervi conto, Miss Beauty, che i Gatti Inglesi nascondono i loro istinti naturali – i quali si oppongono alle leggi della rispettabilità inglese – nel segreto più profondo, e bandiscono tutto ciò che è improprio, applicando a ogni creatura, come hai sentito dire dal Reverendo Dottor Simpson, le leggi fatte da Dio per la creazione. Avete mai visto la Terra stessa comportarsi indecentemente? Imparate a soffrire come se moriste mille volte piuttosto che rivelare i vostri desideri.”

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Collana: Novecento italiano

Pagine: 128

Prezzo: brossurato € 14,50

La protagonista di questo romanzo è una donna acculturata, borghese, moglie, lavoratrice, impegnata politicamente, madre che si barcamena in quell’epoca di grandi cambiamenti di costume che furono gli anni Settanta. Una donna media, si potrebbe dire, che passa il tempo tra la scuola dei ragazzi, le cene con gli amici, il rapporto complesso col marito e ce ne racconta tutti i retroscena. Pensieri di disgregazione dell’io di quegli anni in cui le donne dimettevano abiti e abitudini, e si trovavano fatte a pezzi nella loro interiorità, tanto da perdere di vista se stesse e l’amore per i figli. Donne non più Donne con la maiuscola come le loro madri, solo quarti di donne. Reso noto dalla prematura scomparsa, un anno dopo la pubblicazione nel 1974 con Marsilio, di quella che sembrava una grande nuova voce della nostra letteratura, e dalla presenza di argomenti difficili come la malattia e l’aborto, Un quarto di donna è ancora oggi un manifesto femminile scritto con una lingua travolgente e poetica. un libro sul complesso rapporto tra modernità e maternità che andrebbe riletto alla luce dei dibattiti contemporanei sulla società che non genera più il numero “idoneo” di figli che dovrebbe un’autrice di carattere che si legge tutta d’un fiato e che ha anticipato in queste pagine la ormai celebre idea di frantumaglia di Elena Ferrante, lo squarcio esistenziale nella femminilità all’interno della vita famigliare e privata.

“Aperti gli occhi ho subito di fronte la mia vita quale è. Con il suo indirizzo, via tale numero tale, la sua misura di ricchezza, le sue ricompense, il suo tanto mi dà tanto, le sue ingerenze continue di bene e di male, la sua reputazione, il suo insieme contenuto in un appartamento come in un globo che scoppia di sentimenti, di orari, di rumore, di gente con lo stesso cognome. Il mio globo mi piace, anzi lo amo e lo riamo continuamente. L’ho voluto così, pulito, scarno, abbondante di valori, inzeppato di principi, cresciuto del suo tempo, frettoloso. Così frettoloso che certe volte mi scappa dalle mani.”

GIULIANA FERRI Nacque a Roma nel 1923. Durante la Seconda guerra mondiale si iscrisse molto giovane al PCI e partecipò alla Resistenza. È stata giornalista e pubblicista politica anche all’interno del partito. È scomparsa prematuramente nel 1975, un anno dopo la pubblicazione di Un quarto di donna.

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Collana: Lampi

Pagine: 46

Prezzo: brossurato € 7,00

Nonoche è una prostituta alle prese con i ricchi equivoci di Biarritz, protagonista di queste quattro scenette comiche dal tono beffardo insieme all’amica Lulu: Nonoche al verde, Nonoche al Louvre, Nonoche al cinema e Nonoche dalla chiaroveggente. Due giovinette un po’ galline dei ruggenti anni Venti, che amano inseguire i loro amanti, la chiaroveggenza e le omelette alla pancetta. La scrittrice era allora una studentessa di diciotto anni, iscritta alla Sorbonne, che scriveva per diletto e viveva una vita allegra piena di ammiratori. Già in questi brevi testi sceneggiati si ritrova però il carattere tipico da “piccole belve” dei suoi protagonisti, come Gabri di La nemica o Joyce di David Golder. Queste scenette denotano così un dono satirico che fiorirà poi ne Il ballo. Quattro brevi dialoghi divertenti scritti dalla giovane autrice di Suite francese e La nemica.

“Noi siamo quello che siamo, Lulu, ma è forse una buona ragione per trascurare la nostra educazione estetica?”

Irène Némirovsky. Nata a Kiev nel 1903, è stata una scrittrice ucraina naturalizzata francese. Nel 1939 si convertì al Cristianesimo, cercando di sfuggire alle persecuzioni razziali, ma fu deportata nel luglio del 1942 ad Auschwitz, dove morì dopo un mese. La sua riscoperta, avvenuta solo alcuni anni fa grazie al romanzo Suite francese, le ha procurato una straordinaria fama a livello mondiale. Tra i suoi libri pubblicati recentemente ricordiamo Nascita di una rivoluzione (Castelvecchi, 2012), La sinfonia di Parigi e altri racconti (Elliot, 2012), Legami di sangue, Ida, Un amore in pericolo, La nemica e La commedia borghese (Elliot, 2013), Vita di Čechov (Elliot, 2015).

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Collana: Lampi

Pagine: 64

Prezzo: brossurato € 9,00

Sette storie, tratte dalla più ampia raccolta di antiche fiabe giapponesi Japanese Fairy Tales, che raccontano le peripezie di animali reali e mostri mitologici. Nelle ultime due storie figurano infatti, come in ogni bestiario che si rispetti, anche un goblin e un orco che prendono le sembianze di innocue vecchine per circuire le loro prede. Nelle altre fiabe troviamo un perfido tasso che uccide la moglie del contadino e, assunte le sembianze della povera donna, gliela serve per cena; oppure un’ingorda scimmia che, pur di mangiare tutti i cachi dell’albero del granchio, lo uccide a sangue freddo e infine scopriamo anche come mai la medusa ha assunto l’aspetto che conosciamo e per quale crimine sia stata punita. Dopo il successo del piccolo bestiario cinese, una nuova raccolta di storie sorprendenti e suggestive.

“Il coniglio se n’era andato via contento e sorridente pensando che la punizione per il tasso fosse già cominciata. Sperava che il tasso morisse a causa delle ustioni, perché sentiva che nessun dolore sarebbe stato troppo per un animale colpevole di aver ucciso una povera donna vecchia e indifesa che aveva avuto fiducia in lui.”

Yei Theodora Ozaki Yei Theodora Ozaki (1871-1932) è stata una delle prime traduttrici dal giapponese all’inglese. Come il suo lavoro, anche la sua vita è a cavallo tra due mondi: la madre Bathia Catherine Morrison era londinese, e il padre Baron Ozaki originario del Giappone. Dopo aver rifiutato un matrimonio combinato, Yei comincia a lavorare come insegnante e segretaria per mantenersi. Inizia inoltre a viaggiare continuamente tra Giappone ed Europa, vivendo anche in Italia per un breve periodo. Grazie ad alcune lettere a lei indirizzate ma recapitate per errore al politico Yukio Ozaki, anche la vita di Yei si trasformò in una favola: nel 1904 si incontrarono e di lì a breve convolarono a nozze.

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Collana: Antidoti

Pagine: 128

Prezzo: brossurato € 16,50

Questa è la storia di Fatina Sed, nata a Roma l’8 marzo 1931, arrestata a Roma a 12 anni, deportata nel campo di sterminio di Auschwitz e sopravvissuta alla Shoah. Una storia scritta a penna su un quaderno trovato dopo cinquant’anni da sua nipote Fabiana Di Segni, che ha ricostruito tramite il racconto la parte mancante della vita di sua nonna e la sofferenza sua, delle zie e della madre. Un dolore che si è tramandato nelle generazioni successive e che ci mostra, con estrema verità e crudezza, Auschwitz come un trauma personale, famigliare ma anche e soprattutto collettivo: uno degli strappi più feroci alla nostra idea di umanità. Una testimonianza che ci aiuta a tener viva la memoria per renderla ancora attuale e mai vicina alla semplificazione o all’oblio. Il quaderno ritrovato di una testimone diretta della Shoah. In uscita per il giorno della memoria 27 gennaio.

“Provai a seguirla, a dire che volevo andare con lei, ma lei, guardandomi dritta negli occhi, mi disse: “Tesoro, non puoi venire con me, devi guardare e aiutare tua sorella, tu sei più sveglia, lo sai che lei è timida e vergognosa. Non ti preoccupare, ci rivedremo tutti al campo. Voi siete giovani e dovete fare la strada a piedi. Io invece salgo sul camion con anziani e bambini, ci vediamo dopo”. Diede un bacio a me, uno a mia sorella più grande, prese Emma in braccio e salì sul camion. Fu l’ultima volta che vidi mia madre, questo è l’ultimo ricordo che ho di lei.”

FABIANA DI SEGNI Psicoterapeuta sistemico-relazionale, nipote di Fatina Sed.

ANNA SEGRE È medico psicoterapeuta. Ha pubblicato una raccolta di epitaffi Monologhi di poi (Manni, 2005). Per Elliot ha curato Judenrampe. Gli ultimi testimoni (2010).

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Collana: Maestri

Pagine: 64

Prezzo: brossurato € 9,00

Questo volume raccoglie i saggi di Giacomo Debenedetti su uno dei suoi padri putativi: Francesco De Sanctis (1817-1883). Primo fra tutti il saggio contenuto in Saggi critici del 1929, Commemorazione del De Sanctis, in cui Debenedetti tratteggia l’opera e il lavoro critico di De Sanctis sottolineandone la modernità e rintracciando nei suoi scritti molti punti di partenza del proprio pensiero. Come De Sanctis anche Debenedetti ha alla base della propria critica la verifica delle “cagioni dei capilavori dell’arte” e la volontà di incontrarsi e scontrarsi con i grandi maestri della letteratura e dell’arte in generale. Dal celebre commento desanctiano di Leopardi ai ritratti di Debenedetti degli autori del romanzo del Novecento si può tracciare una linea imprescindibile per comprendere la storia della letteratura e della critica italiana. Una raccolta dei saggi critici di Giacomo Debenedetti dedicati a Francesco De Sanctis per gli amanti e gli studiosi della critica letteraria di Ottocento e Novecento.

“L’alloro più amato, il più tardo e il più restio è l’alloro del critico.”

GIACOMO DEBENEDETTI Nacque a Biella nel 1901. È stato scrittore e tra i maggiori critici del Novecento, celebre per essere stato tra i primi a utilizzare le scoperte della psicoanalisi e delle scienze umane per la formazione del pensiero critico e per aver colto la portata dell’opera di Proust. Tra le sue opere più importanti, di cui molte pubblicate postume, ricordiamo: le tre serie dei Saggi critici (1929, 1945, 1959), 16 Ottobre 1943 (1945), Il personaggio- uomo. Saggi critici (1970), Il romanzo del Novecento (1971), Poesia italiana del Novecento (1974), Verga e il naturalismo (1976), Pascoli: la rivoluzione inconsapevole (1979). Morì a Roma nel 1967.

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Collana: Poesia

Pagine: 192

Prezzo: brossurato € 25,00

La più recente opera poetica di Charles Simic, tra i maggiori esponenti della poesia nordamericana di oggi. La sua ispirazione cordialmente spettrale, ironica e straniata, dà vita ai quadri mobili del nostro surrealismo quotidiano. Simic è fantasioso e malinconico: nato fra le rovine della vecchia Europa, il poeta sente nelle proprie fibre il richiamo di quell’America fatta non di modernità e slanci, ma di sparizioni e trapassi, osservati con tenerezza e senso del paradosso. Tra le parole di Simic capita di camminare per la città, rasentandone la follia; di assistere al nitore di un’alba; di imbattersi in personaggi bizzarri, non si sa se reali o ricordati. I suoi versi sono sobri, leggibilissimi, frutto del colloquio con un reale vario e sorprendente. La nuova opera poetica del celebre autore americano, Premio Pulitzer Un autore già conosciuto al pubblico italiano e tradotto da Adelphi.

Uno dei migliori poeti di oggi. Granta

Sono uno dei suoi ammiratori da sempre. Mark Ford, The Paris Review

Charles Simic è nato a Belgrado, in Jugoslavia, nel 1938. La sua infanzia fu segnata dall’occupazione nazista e dalla guerra. Nel 1954 la sua famiglia si è trasferita negli Stati Uniti. È professore emerito di Letteratura americana e Scrittura creativa alla University of New Hampshire. A lungo poetry editor di «The Paris Review», premio Pulitzer nel 1990, nel 2007 è stato nominato Poeta Laureato dalla Library of Congress. In italiano sono apparsi Il mondo non finisce (Donzelli, 2001), l’antologia poetica Hotel Insonnia (Adelphi, 2002), Club Midnight (Adelphi 2008), i taccuini di Il mostro ama il suo labirinto (Adelphi 2012).

A presto, con altre novità!

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