Recensione: “Il labirinto degli spiriti” di Carlos Ruiz Zafón

Buon pomeriggio cari imbranations, oggi sono felicissima di potervi parlare di un libro stupendo, degna conclusione di una serie affascinante scaturita dalla penna e dalla mente del maestro Zafón. Perché è certamente di un maestro della scrittura contemporanea che stiamo parlando, un autore che ha saputo riprendere vari generi letterari e fonderli insieme. Prima che mi lasci prendere la mano mi fermo e vi lascio alla scheda libro. Ci rileggiamo dopo il salto!

nzo-50

Titolo: Il labirinto degli spiriti

Autore: Carlos Ruiz Zafón

Editore: Mondadori

Collana: Scrittori italiani e stranieri

Pagine: 819

Data di pubblicazione: 22 novembre 2016

Prezzo: rilegato € 23,00 / eBook € 10,99

Il Labirinto degli Spiriti di Carlos Ruiz Zafón mette in scena il sequel della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, serie di gigantesco successo ambientata in una Barcellona magica e misteriosa. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo di oltre 800 pagine, ma si leggono in un soffio. E alla fine vien voglia di (ri)leggere L’Ombra del Vento…

“La città a poco a poco sparì in lontananza e dopo un po’ il treno si addentrò in una pianura senza orizzonte che si stendeva all’infinito. Alicia sentì che dietro quel muro di oscurità, Barcellona aveva già fiutato le sue tracce nel vento. La immaginò aprirsi come una rosa nera e per un istante la invase quella serenità dell’inevitabile che consola i maledetti, o forse, si disse, era solo la stanchezza. Ormai importava poco. Chiuse gli occhi e si arrese al sonno mentre il treno, facendosi largo fra le ombre, scivolava verso il labirinto degli spiriti”.

Barcellona, fine anni ’50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo.

Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell’enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime.

È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un’anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.

Dodici anni dopo L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón torna con un’opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati.

Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante, fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l’arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.

Carlos Ruiz Zafón è uno degli scrittori più conosciuti nel panorama della letteratura internazionale dei nostri giorni e l’autore spagnolo più letto in tutto il mondo dopo Cervantes. Le sue opere sono state tradotte in più di cinquanta lingue. Ha cominciato la sua carriera nel 1993 con un libro per ragazzi, Il Principe della Nebbia, che, insieme al Palazzo della Mezzanotte e alle Luci di settembre, forma la “Trilogia della Nebbia”. A questa serie è seguito poi Marina. Nel 2001 ha pubblicato L’ombra del vento (Mondadori, 2004), il primo romanzo della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, che comprende Il Gioco dell’Angelo, Il Prigioniero del Cielo e Il Labirinto degli Spiriti: un universo letterario che si è trasformato in uno dei più grandi fenomeni editoriali dei cinque continenti. I suoi romanzi, in Italia, sono tutti pubblicati da Mondadori.

Non riesco a credere che siano già passati dodici anni da quando lessi L’ombra del vento, un libro che mi si impresse subito nel cuore e nella mente, ed è rimasto nel tempo uno dei miei romanzi preferiti. Non sapevo a quel tempo che si trattava solo del primo capitolo di una serie, e negli anni seguenti lessi tutti i libri dell’autore: la “Trilogia della nebbia”, Marina, Il gioco dell’angelo e Il prigioniero del cielo. La serie del “Cimitero dei libri dimenticati” comprende quattro volumi che l’autore sostiene possano essere letti anche in ordine sparso «consentendo al lettore di esplorare il labirinto di storie accedendovi da diverse porte e differenti sentieri, i quali, una volta riannodati, lo condurranno nel cuore della narrazione.» Personalmente li ho letti in ordine, ed il consiglio che posso darvi è di farlo anche voi, in quanto, secondo la mia opinione, riuscireste ad inquadrare meglio i personaggi e a seguirne l’evoluzione attraverso la storia. Anche perché, come dice l’autore, i libri sono composti da un labirinto di storie, e «sono legati attraverso personaggi e fili argomentativi che gettano tra loro ponti narrativi e tematici, sebbene ciascuno di essi offra una storia indipendente e chiusa in se stessa.» Storie che si intrecciano dunque, e che ci riportano sempre e comunque nel luogo in cui tutto ha avuto inizio: il famoso Cimitero dei libri dimenticati. Attendevo con ansia l’uscita di quest’ultimo capitolo e me lo sono goduta a poco a poco con il timore di terminarlo e di abbandonare troppo presto quei personaggi che ho tanto amato.

In ogni romanzo la storia si avvolge attorno ad un personaggio diverso, sebbene i protagonisti restino sempre Daniel Sempere e la sua famiglia, e ne “Il labirinto degli spiriti” Zafón introduce un nuovo carattere che proviene dal passato di Fermin (il mio adorato Fermin!), Alicia Gris, un angelo nero, un personaggio tormentato, a mio parere uno dei più riusciti dell’autore. Alicia è una donna bellissima e fredda come il ghiaccio, sensibile solo al dolore che l’attanaglia e la costringe a soffrire in silenzio a causa di una vecchia ferita al fianco procurata durante la guerra, quando era solo una bambina. Il suo lavoro prevede muoversi dietro le quinte delle indagini della polizia, agli ordini di Leandro, l’uomo che fin da ragazzina la segue come un padre e che l’ha aiutata a diventare la donna che è. Proprio quando è decisa a svincolarsi dagli ordini di Leandro, un nuovo importante caso richiede la sua professionalità: il Ministro Mauricio Valls è scomparso e prima che la notizia faccia il giro del paese Alicia deve trovarlo, e per farlo deve andare via da Madrid e tornare nella città che l’ha vista nascere: Barcellona. Ad accompagnarla nella sua missione sarà il capitano Vargas, un uomo che resterà affascinato da Alicia e dai suoi modi, e a cui si affezionerà come ad una figlia. E finalmente ritroviamo una delle protagoniste più belle di questi romanzi, la città di Barcellona, di una bellezza struggente, misteriosa, minacciosa. L’autore ci ha fatto amare questa città descrivendocela con i propri occhi, dipingendola a tinte fumose, proponendoci un’immagine completamente diversa da quella  della Barcellona allegra e spensierata dei turisti.

«Barcellona è una casa stregata, Vargas. Il fatto è che a voi turisti non viene mai in mente di guardare dietro le tende.»

In questo scenario Alicia si muove sinuosa come una gatta, ammaliando con il suo sguardo affilato chiunque la incroci. Le ricerche partono da Villa Mercedes, la residenza di Don Mauricio Valls, dove Alicia trova il libro di un certo Victor Mataix (vissuto negli anni ’30 e appartenente al gruppo degli “scrittori maledetti” di cui fecero parte, Julian Carax e David Martin)  intitolato “Il labirinto degli spiriti VII. Ariadna e il Principe Scarlatto”. Ancora una volta i segreti sono custoditi in un libro in cui la fantasia si intreccia con la realtà, e sarà questo romanzo che condurrà Alicia sulle tracce di Valls, la cui storia si intreccia con quella di Isabella, la madre di Daniel, il protagonista de “L’ombra del vento”. Nella libreria “Sempere & Figli” in calle Santa Ana la vita scorre tranquilla, con Daniel, Bea e il piccolo Julian dietro il bancone, Fermin come consulente e il vecchio Sempere nel retrobottega, e non sanno che la loro vita sta per essere di nuovo travolta dal passato. Un segreto nella vita di Isabella è stato a lungo custodito nel suo diario, e se finisse nella mani di Daniel potrebbero distruggere per sempre la sua vita. Il figlio del signor Sempere non è più il bambino che abbiamo conosciuto nel primo libro, è ormai un uomo con una famiglia, e un sentimento potente come l’odio ha annerito il suo cuore nelle lunghe notti insonni passate nella libreria, un odio che porta un nome e che medita una vendetta da molto tempo. Fermin e Bea si accorgono che qualcosa offusca lo sguardo del ragazzo, e assistono impotenti al suo consumarsi in silenzio.

È stato bellissimo tornare a passeggiare al fianco dei personaggi per le vie di Barcellona, quelle vie e quei luoghi che abbiamo imparato a conoscere bene attraverso i vari capitoli della serie: da Puerta del Ángel svoltiamo l’angolo e possiamo scorgere la vetrina della vecchia libreria Sempere e Figli, il cimitero del Montjuic, l’avenida del Tibidabo, i bar di Plaza Real e infine il Cimitero dei libri dimenticati, con i suoi infiniti corridoi a spirale e la sua volta di vetro. Rivediamo i personaggi con lo stesso piacere con cui si rivedono i vecchi amici, e scopriamo che, come noi, sono cambiati pur restando gli stessi. Fermin resta uno dei miei personaggi preferiti, con il suo linguaggio forbito e tagliente, le sue battute, il suo sarcasmo, la sua indomabile voglia di vivere e le sue inseparabili caramelle Sugus. Non avete ancora avuto il piacere di conoscerlo? Allora vi lascio un breve estratto da uno dei suoi infiniti monologhi:

“All’ora di mentire, ciò di cui si deve tenere conto non è la plausibilità della frottola, ma l’avidità, la vanità, e la stupidità del destinatario. Non si mente mai alla gente; la gente si mente da sola. Un bravo bugiardo dà agli stupidi quello che vogliono sentire. Ecco il segreto. (…) In questa farsa di scimmie vestite di seta che è il mondo, la falsità è la malta che tiene uniti tutti i pezzi del presepe. La gente, vuoi per paura, per interesse o per minchionaggine, si abitua talmente a mentire e a ripetere le menzogne degli latri che finisce per farlo anche quando crede di dire la verità. È il male del nostro tempo. La persona sincera e onesta è una specie in via d’estinzione, come il plesiosauro o la cantante di couplet, se pure sono esistiti e non sono come l’unicorno.”

Nel finale de “Il labirinto degli spiriti” si inserisce un altro finale, quello dell’intera serie del Cimitero dei libri dimenticati, ed è una vera chicca che gli appassionati della storia apprezzeranno senz’altro. Il lettore viene di nuovo sorpreso e scioccato, e trascinato di nuovo nel passato, che nei libri di Zafon ha un ruolo fondamentale. Toccherà ad un nuovo personaggio chiudere la storia e raccontarci com’è nata, e soprattutto da chi è stata scritta. Ammetto che una lacrimuccia mi è scappata leggendo le ultime pagine, ma non poteva esserci finale migliore per far accomiatare il lettore dalla famiglia Sempere e dai suoi amici.

Pur essendo un libro di oltre 800 pagine non c’è stato un momento in cui mi sia annoiata o mi sia venuta voglia di saltare le pagine, mai. Ho divorato ogni parola con avidità e la prosa di Zafon ha qualcosa di assolutamente affascinante, che strega il lettore rendendo difficile il distacco dalla narrazione per tornare alla realtà.

Dunque è con immenso piacere che invito a leggere l’intero ciclo del Cimitero dei libri dimenticati, a chi ancora non ha iniziato, e quest’ultimo splendido capitolo a chi invece ha già letto tutti gli altri libri. Il mio preferito resta “L’ombra del vento“, mentre devo confessarvi che “Il prigioniero del cielo” è quello che mi ha entusiasmata meno. Ora che ho letto il capitolo conclusivo però posso dire che si tratta di un’opera incredibilmente affascinante, sfido chiunque ad affermare il contrario.

Spero davvero che leggiate questi libri, fatemi sapere!

A presto 🙂

Stay imbranation

The imbranation girl

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