Recensione: “Quando Babbo Natale arrivò a Simpson’s bar e altri racconti natalizi”

Buon pomeriggio cari imbranations, ieri ho terminato la lettura della raccolta di racconti natalizi che mi è stata gentilmente inviata dalla casa editrice Elliot, che ringrazio immensamente, per cui ora voglio illustrarvi questo libro e parlarvi un po’ delle mie impressioni.

nzo-73

Titolo: Quando Babbo Natale arrivò a Simpson’s bar e altri racconti natalizi

Autori: Bret Harte, William Dean Howells, H. P. Lovecraft, Henry Van Dyke, Lucy Maud Montgomery, Alan Alexander Milne, Christopher Morley, William Makepeace Thackeray, Louisa May Alcott

Editore: Elliot

Collana: Raggi

Pagine: 128

Data di pubblicazione: 17 novembre 2016

Prezzo: brossurato € 14,00

I racconti sul Natale possono contribuire a celebrare al meglio una delle festività più antiche e affascinanti della nostra storia, mettendone però in risalto non solo le luci ma anche le ombre, facendone emergere i lati meno noti. Questi racconti di grandi scrittori riprendono gli aspetti fiabeschi e mitici, ma sondano anche arcaiche paure, affascinano con balli, vischio e neve in un cortile ottocentesco e riescono a far brillare le metropoli caotiche così come i più inaccessibili paesini di montagna, portando in scena desideri e speranze di tutti i tempi. Ogni scrittore e ogni scrittrice ha saputo trovare nel Natale qualcosa di profondo e intimo, degno di essere raccontato.

La raccolta comprende nove racconti di Natale, ognuno di un autore diverso, offrendoci pertanto molteplici visioni e pensieri sulla festa più amata di tutti i tempi:

  1. Quando Babbo Natale arrivò a Simpson’s Bar di Bret Harte
  2. Natale tutti i giorni di William Dean Howells
  3. La celebrazione di H. P. Lovecraft
  4. Il primo albero di Natale di Henry Van Dyke
  5. Un errore di Natale di Lucy Maud Montgomery
  6. I giochi di Natale di Alan Alexander Milne
  7. Vecchi pensieri per Natale di Christopher Morley
  8. Attorno all’albero di Natale di William Makepeace Thackeray
  9. Natale in campagna di Louisa May Alcott

In questi racconti non troverete descrizioni di feste sfarzose, ma narrazioni di Natali semplici, di affetti sinceri e di antiche tradizioni. Perché il Natale arriva ovunque, persino nella sperduta Simpson’s Bar, dove neppure si sa cosa sia e gli abitanti si riuniscono la sera  della Vigilia a bere per dimenticare il freddo che penetra nelle ossa, e dove tutti sembrano essere uomini freddi e insensibili…eppure un bambino riesce a toccare il cuore di uno di loro e a far arrivare il Natale fin lassù. La bellezza di questa festività consiste principalmente nell’attesa, nello stare insieme alle persone che si amano e, per i bambini,  soprattutto nello scartare i regali. Ma se Natale arrivasse tutti i giorni, sarebbe così bello come ce lo immaginiamo o potrebbe trasformarsi nel peggior incubo di sempre? Henry Van Dyke ci narra l’origine della bellissima tradizione natalizia dell’albero di Natale, legata alla conversione dei popoli nordici e al bisogno di sostituire i vecchi simboli pagani. E proprio attorno all’albero si sviluppano i seguenti racconti: ogni scrittore ci mostra attraverso i propri occhi la magica atmosfera che si respira nelle case il giorno della Vigilia e il giorno di Natale, i canti, le risa, i giochi e lo spirito natalizio:

Solo per poche ore, alla vigilia e nel giorno di Natale, il meccanismo stupido e inflessibile del mondo viene meno e ci concediamo di vivere in base a un illimitato buon senso, all’indomita efficienza della bontà. Ci concediamo il piacere completo ed egoista di amare gli altri più di noi stessi. Come sembra strano, com’è innaturale la nostra felicità! Abbiamo l’impressione che debba esserci un qualche errore, e desideriamo piuttosto gli attriti e i problemi che ci sono familiari. Solo per poche ore “cancelliamo da ogni cuore il rancore latente”. Sappiamo che l’odio è una malattia; che sospetto e orgoglio sono solo paura; che le malefatte degli altri sono forse dovute, nel bizzarro intrico delle relazioni umane, a qualche nostra insensibilità. Chissà?

Indovinate quale è stato il mio racconto preferito? Ma quello di Louisa May Alcott! Che con il suo stile inconfondibile ci trasmette l’atmosfera semplice e genuina di un Natale trascorso in campagna. È il brano più lungo rispetto a tutti gli altri, ed è anche quello che chiude questa raccolta. Inserendo nel contesto bucolico di un paesino del Vermont due personaggi provenienti dalla città, la Alcott riesce a mostrarci la sorpresa di questi ultimi nei confronti della semplicità e della spontaneità della gente di campagna e delle loro usanze, che possono sembrare antiquate ad un occhio abituato a ben altri sfarzi, ma  che rivelano tutta la bontà e la sincerità delle persone umili. Chi ha amato “Piccole donne” non tarderà a riconoscere quella sensazione di calore e di famiglia che caratterizza tutto il racconto e che lo rende unico nel suo genere.

Mi è piaciuto moltissimo leggere questa raccolta e la consiglio a tutti gli amanti delle tradizioni, delle belle storie raccontate davanti al camino, dei profumi e dello spirito natalizio. Se volete regalare a qualcuno un’ora piacevole in questi giorni allora questo è il libro che fa per voi. Spero che vi sia piaciuto!

A presto!

Stay imbranation

The imbranation girl

Annunci

Un pensiero su “Recensione: “Quando Babbo Natale arrivò a Simpson’s bar e altri racconti natalizi”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...