Recensione: “Mai baciare un uomo con una renna sul maglione”di Debbie Johnson

Buongiorno a tutti cari imbranations, oggi vi parlerò di un libro natalizio che mi ha tenuto compagnia ieri sera, un’ottima compagnia! 😉

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Titolo: Mai baciare un uomo con una renna sul maglione

Autore: Debbie Johnson

Editore: Harper Collins Italia

Pagine: 235

Data di pubblicazione: 24 novembre 2016

Prezzo: brossurato € 12,90 / eBook € 4,99

Maggie è una madre single e per lei Natale è sempre stato un’occasione per stare in famiglia, con la figlia Ellen che riempie la casa di addobbi, il padre Paddy che festeggia con un bicchierino di troppo e l’albero dall’inquietante aspetto di un elfo ubriaco. Ma quest’anno sarà diverso, perché Ellen e Paddy saranno via per le vacanze e per Maggie si prospetta un Natale solitario tutt’altro che gioioso. Finché, pedalando per le strade innevate di Oxford, Marco Cavelli non va a sbatterle contro, entrando così di prepotenza nella sua vita, e nella sua casa, con tanto di gamba ingessata. Be’, a Natale non sarà sola, dopotutto, ma farà da crocerossina a un fusto tutto pepe. Anche se ha sempre pensato che fosse una verità universalmente riconosciuta che non si deve mai baciare un uomo che indossa maglioni di Natale. O sì?

Quando ho visto per la prima volta la copertina di questo libro e ho letto il titolo ho subito pensato che dovesse essere mio! L’uomo con la renna sul maglione ci rimanda inevitabilmente all’immagine di Colin Firth che in “Il diario di Bridget Jones” esibisce il suo fantastico maglione verde (o era rosso?)con una renna ricamata sopra, e in questo libro vi assicuro che i rimandi a Bridget Jones non mancano. La protagonista della storia è Maggie, una donna di trentadue anni che vive a Oxford con la figlia Ellen, avuta a soli sedici anni, ha un padre in pensione che ogni tanto passa a trovarla, crea stupendi vestiti da sposa e crede che la sua vita le vada bene così. Un giorno, facendo jogging al parco con la figlia vede un uomo fighissimo giocare con il proprio figlio e ci manca poco che si metta a sbavare, diventando così lo zimbello della figlia per tutto il giorno. Qualche giorno dopo quello stesso fusto intravisto al parco si presenta al suo negozio di abiti da sposa per chiedere aiuto per una riparazione, e Maggie diventa rossa come un pomodoro e inizia a sentirsi strana. Ma l’aitante sconosciuto se ne va e i battiti del cuore riprendono il loro ritmo regolare. Maggie ha appena ritirato il regalo di Natale per sua figlia e sta pedalando tranquillamente per le stradine di Oxford, decisa a godersi finalmente una giornata libera, quando all’improvviso SBAM! qualcuno le piomba addosso con la bici dalla direzione opposta e lei finisce ad imprecare a gambe all’aria. Quando si riprende e riesce a sollevarsi scopre che il tizio che l’ha investita è il papà figo del parco e che in realtà è messo peggio di lei. Per cui, dopo avergli sbraitato contro per un po’ Maggie prende la saggia decisione di chiamare un’ambulanza dato che l’uomo ha visibilmente una gamba rotta. In ospedale scopre che l’uomo si chiama Marco Cavelli e che il bimbo che ha visto con lui al parco non è suo figlio bensì il nipote, figlio del fratello Rob e di Leah, una piccola donna tutto pepe che fa subito amicizia con Maggie. Marco è un rampante avvocato di Chicago venuto a stare un mese ad Oxford per tenere alcune conferenze all’università: è affascinante, spiritoso, intraprendente, sa di far colpo sulle donne ma ha rinunciato all’amore dopo una spiacevole situazione familiare. Leah, come un ingegnoso folletto natalizio, organizza perbene la convalescenza di Marco: lei, il marito e il figlioletto devono ripartire e non possono lasciarlo tutto solo con una gamba rotta e l’unica soluzione è che Maggie lo ospiti a casa sua. In fondo si tratterà solo di un paio di settimane, e quando Maggie inizia piantare storie la cognata di Marco gioca la sua carta: Leah è incinta e non riuscirebbe a sopportare l’ansia di sapere Marco tutto solo ad Oxford e bisognoso di amorevoli cure. Davanti agli occhi dolci di Leah Maggie capitola e finalmente il convalescente viene trasferito a casa sua stabilendosi al pianterreno su un letto reclinabile, con un’infermiera (soprannominata Tata Matilda) che verrà una volta al giorno ad occuparsi dei suoi “bisogni”. Tanto Maggie quanto Marco inizialmente sono contrari a questa convivenza forzata: Marco è un tipo indipendente e detesta dover essere aiutato per fare qualsiasi cosa, mentre Maggie pensa a come reagirà sua figlia Ellen quando scoprirà che il tipo figo del parco si è stabilito a casa loro. In realtà Ellen è ben felice di vedere in casa l’uomo che manda in visibilio la madre ogni volta che la guarda e tra di loro si instaura subito un buon rapporto. Marco segue Maggie al negozio di vestiti da sposa, per non dover restare solo in casa tutto il giorno, e conosce le clienti che convoleranno a nozze di lì a poco. La sera i due condividono una birra raccontandosi le proprie vite illuminati dal fuoco del camino e dalle lucine dell’albero di Natale. Complice un paesaggio innevato romanticissimo e l’atmosfera natalizia, tra Maggie e Marco inizia a nascere qualcosa, anche se Maggie è spaventatissima e gli ostacoli che la separano da una possibile relazione sono molti.

Maggie è un personaggio molto fragile e forte allo stesso tempo e le sue paure sono anche le nostre. Da quando ha avuto sua figlia a sedici anni non è più stata con uomo e non si è mai innamorata di nessuno. Negli anni si è convinta che doveva essere grata per la vita che era riuscita a costruirsi mentre si creava una corazza invisibile attorno al cuore per non soffrire e per non pensare. Queste corazze possono essere molto ingombranti, ed è davvero difficile scrollarsele di dosso, potersi fidare di una persona e lasciarsi guardare per ciò che si è, rendendosi vulnerabili. È qualcosa che mette una paura tremenda, ma se si ha la fortuna di incontrare qualcuno che ci prende per mano e ci conduce nei luoghi oscuri delle nostre paure e ci fa sentire meno soli allora qualcosa può cambiare. La storia di Maggie parla proprio di questo, e l’autrice ha saputo raccontarla colorandola con ironia e un pizzico di imbranataggine, che ci piace tanto! 😉 Una lettura piacevolissima, in cui il tema delle relazioni è affrontato in modo non banale e melenso, ma tenendo conto delle reali difficoltà che la vita ci mette davanti. L’ho divorato in una sera quindi, sì, ve lo consiglio assolutamente, se volete passare una bella serata di dicembre a leggere vicino all’albero con una tazza di tè fumante. Non vi sembra un bel programmino?

Spero che la mia recensione vi sia piaciuta! A presto 🙂

Stay imbranation

The imbranation girl

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3 pensieri su “Recensione: “Mai baciare un uomo con una renna sul maglione”di Debbie Johnson

  1. Voglio assolutamente leggere questo libro da quando te l’ho visto su IG, ma anche Christmas Party, infatti credo che ti citerò in un articolo molto presto per le idee che mi hai dato 😛 e poi ho visto che hai comprato anche A Christmas Carol, uno dei libri più belli di sempre a mio avviso!

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