Recensione:”Quando amavamo Hemingway” di Naomi Wood

Buongiorno a tutti cari lettori, non so voi come siete messi, ma qui da me oggi fa davvero moooolto freddo, anzi si gela proprio! Mi prenderete per pazza, ma a me piace tantissimo l’inverno e pur essendo una persona estremamente freddolosa, amo il freddo, l’odore dei camini e dell’aria pungente. Fatta questa premessa non richiesta XD non sono qui in veste di meteorologa per illustrarvi i prossimi cali di temperatura, ma per parlarvi di un libro stupendo che ho appena terminato di leggere. Si tratta del romanzo di Naomi Wood che presto diventerà una miniserie prodotta da Amazon, con Jude Law e Ben Jackson come produttori esecutivi. Un romanzo che da’ voce alle donne che hanno amato uno dei più grand scrittori del ‘900, Ernest Hemingway.

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Titolo: Quando amavamo Hemingway

Autore: Naomi Wood

Editore: Bookme

Pagine: 322

Data di pubblicazione: 25 ottobre 2016

Prezzo: rilegato 16,90 € / eBook 8,99 €

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna.
E qualche volta persino più di una.

Bestseller da oltre 60.000 copie in Inghilterra.
In corso di traduzione in 14 Paesi.

La prima è Hadley, la moglie dei giorni “poveri e felici” che precedono la fama e il successo. Hadley del piccolo appartamento mal riscaldato a Parigi, la stessa che, in un momento di distrazione, perde per sempre la valigetta contenente i preziosi manoscritti del marito. Poi c’è Pauline, per tutti Fife, dal fisico acerbo e perfetto, ricca ed elegante, inevitabile fin dall’istante in cui gli appare per la prima volta avvolta in un soprabito di cincillà. Dopo viene Martha, reporter leggendaria, compagna coraggiosa nel cuore esplosivo e disperato della Guerra Civile Spagnola. E infine Mary, l’ultima – sposata a Cuba e abbandonata in Idaho in modo persino più crudele e definitivo delle altre. Hadley, Fife, Martha e Mary: sono le “Signore Hemingway” cui dà voce questo celebrato e luminoso romanzo. Quattro mogli, quattro donne tra le tante amate e tradite dallo scrittore più famoso e tormentato della sua generazione. Tra la Parigi degli Anni Venti e Key West, tra Cuba e l’America della Guerra Fredda, le quattro Mrs. Hemingway si passano il testimone per raccontare una storia densa di passioni e tradimenti, di intrighi, ambizioni e gelosie. Perché dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. E qualche volta persino più di una.

«Una storia coinvolgente e ricca d’atmosfera, meravigliosamente scritta: non sono riuscita a staccarmene nemmeno un istante.»
Jojo Moyes, autrice di Io prima di te

«Un romanzo appassionato pieno di intrighi, tradimenti e momenti di struggente intimità.»
Marie Claire

«Incalzante, godibilissimo e abilmente congegnato.»
The Boston Globe

«Semplicemente sublime.»
The Bookseller

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Naomi Wood ha 27 anni e, dopo aver abitato a Hong Kong, Parigi e Washington DC, oggi vive a Londra. Ha conseguito un master in scrittura creativa a Cambridge. Attualmente è al lavoro sulla sceneggiatura tratta dal suo primo romanzo, The godless boys.

Prima di iniziare a parlare del libro vorrei ringraziare la casa editrice per avermi inviato l’eBook di questo romanzo, grazie davvero!

Abbiamo quattro donne, quattro grandi amori, le cui storie si intrecciano e si sovrappongono in alcuni momenti in quanto si ritrovano ad amare lo stesso uomo e a contendersi il titolo di “Signora Hemingway”. Ma Hernest, o Nesto, come lo chiamano le sue donne, è un uomo fragile e insicuro nonostante le grandi imprese compiute nella sua vita, è un uomo incapace di vivere solo, ha bisogno di amare una donna, di appoggiarsi a lei, ma mai la stessa per troppo tempo.

“Ernest Hemingway è un innamorato perfetto, qualità che fa di lui un marito abominevole.”

La prima moglie è Hadley, che conosce un Hemingway giovane, bellissimo, affascinante, pieno di vita, così pieno di vita da trasmetterne anche a lei che era stata timida e insicura fino ad allora. Ernest è già stato in Italia a combattere durante la prima guerra mondiale, e appena sposato viene inviato in Europa come corrispondente e inviato speciale. Siamo all’inizio dei mitici anni ’20 e la giovane coppia si stabilisce a Parigi, dove frequentano Francis Scott Fitzgerald e sua moglie Zelda, una coppia di miliardari, Gerard e Sarah Murphy, Sylvia Beach proprietaria della famosissima libreria “Shakespeare & Co.”, e altri illustri personaggi dell’ambiente letterario del tempo. Hadley è una moglie comprensiva e una madre premurosa, ma ben presto nel suo matrimonio entrerà un terzo incomodo senza rendersi conto che è stata proprio lei a lasciarlo entrare. Pauline Pfeiffer, che tutti chiamano Fife, redattrice di moda di Vogue, inizialmente è una semplice amica che frequenta assiduamente casa Hemingway, passa molto tempo con Hadley quando il marito è fuori per lavoro e l’aiuta a prendersi cura di Bumby, il figlio avuto da poco. Ma Hadley si rende conto che Fife si sofferma sempre più a lungo in casa loro, restando a bere e a parlare con Ernest fino a tarda notte. Sarà decisivo il periodo di vacanza passato ad Antibes nell’estate del 1926 in Ernest si rende conto di amare entrambe le donne e galeotto sarà un frusciante abito di piume di Fife. Con lei il matrimonio sarà tutto un fuoco, e la carriera dello scrittore inizia a decollare con i primi romanzi di successo, ma il suo chiodo fisso è quello di essere apprezzato dai critici. Dal matrimonio con Fife nasceranno due figli, ma lei ha sempre dato la precedenza al ruolo di moglie che a quello di madre e, grazie a Dio, ha avuto dei figli maschi che, stando a quanto dice lei, non hanno bisogno di molte attenzioni, per cui si è sempre potuta dedicare di più al marito. Vivono a Key West, in Florida, e nei tredici anni di matrimonio Fife ha sempre curato le opere del marito, è sempre stata lei a leggere per prima cosa scriveva, a consigliarlo e ad incoraggiarlo. Fife è stata quella che grazie al suo fascino irresistibile è riuscita a portarlo via alla prima moglie, e si sente invisibile. Ora Nesto è suo e nessuno potrà portarglielo via. Ma la donna non ha fatto i conti con la volubilità del marito e presto si presenta alla sua porta un pericolo biondo di nome Martha Gellhorn, una giovane scrittrice con cui Ernest aveva lavorato come corrispondente in Spagna. Fine è più combattiva di Hadley, ma nonostante le sue minacce e le sue resistenze non riuscirà a trattenere il marito. Martha sarà la donna più anticonvezionale delle quattro, tanto più perché non ci tiene affatto a sposarsi e a diventare la Signora Hemingway. Martha vuole mantenere la propria autonomia e la infastidisce l’atteggiamento di Ernest, di dover avere per forza qualcuno al proprio fianco per andare avanti. Lei diventerà una delle più grandi corrispondenti di guerra del XX secolo e nell’agosto del 1944 sarà a Parigi per raccontare la vita durante la guerra, mentre Ernest compie imprese eroiche come liberare la Shakespeare & Co. o il Ritz. E proprio il Ritz sarà lo scenario della loro rottura, quando Martha trova il marito euforico ma distrutto, con un vuoto dentro che lo accompagnerà d’ora in avanti. Ernest aveva sempre bevuto tanto, ma ora sta scivolando verso qualcosa di oscuro che spaventa Martha:

“«E se finissi come mio padre?» È un colpo nel buio. «Martha» dice ed è come se il suo nome emergesse da un buco profondo dentro di lui; l’ha sempre chiamata Marty. Le fa paura questa voragine in cui si annidano i suoi orrori, duri come il quarzo. Che cosa lo spaventa tanto? Sa che ha paura di stare da solo. Ha paura della natura brutale della sua tristezza, ma c’è dell’altro, cui lei non sa dare un nome e nemmeno lui. Nel profondo di Ernest c’è qualcosa di guasto: c’è un cumulo di scorie, non diverso da tutta questa spazzatura.”

Mary sarà quella che lo accompagnerà fino alla fine, sopportando i suoi sbalzi d’umore e le sue sfuriate. Ognuna di queste donne ha accompagnato il grande scrittore in una delle sue fasi evolutive, e talvolta anche involutive. Lo hanno sostenuto, incoraggiato, ma soprattutto lo hanno amato, di amore diverso sì, ma profondo e sincero. Il libro è diviso in quattro capitoli, ognuno dei quali prende il nome di ciascuna moglie e il racconto di ciascuna relazione inizia sempre dalla sua fine o dall’imminente fine. Attraverso le sue donne impariamo a conoscere i punti deboli del famoso scrittore, i suoi slanci e le sue passioni passeggere, il suo affetto un po’ rude, il suo costante bisogno di attenzione e la smania di essere sempre nell’occhio del ciclone. Capiamo che Ernest Hemingway è stato un uomo che ha amato, ma che soprattutto è stato amato. E nonostante ciò, nel tempo, cresceva dentro di lui, inarrestabile, quella voragine incolmabile che lo condurrà alla morte.

L’ho trovato un libro molto emozionante, assolutamente ben costruito, che permette di assistere al dietro le quinte della vita privata dello scrittore, ma dal punto di vista delle donne che lo hanno amato. Mi è piaciuto molto e ve lo consiglio! Potrebbe essere un bellissimo regalo di Natale, e credo proprio che lo regalerò. Fatemi sapere cosa ne pensate!

A presto 😉

Stay imbranation

The imbranation girl

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2 pensieri su “Recensione:”Quando amavamo Hemingway” di Naomi Wood

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