Book News: a novembre in libreria con Fazi Editore

Buon pomeriggio cari lettori, ottobre volge ormai al termine e nuove letture ci attendono in libreria il prossimo mese. Oggi vi parlerò delle prossime uscite in casa Fazi Editore, tra cui una che aspettavo da tempo:”Via dalla pazza folla” di Thomas Hardy. Ok, esistono varie edizioni di questo romanzo, ma io stavo aspettando proprio quella della Fazi perché sono totalmente innamorata del loro progetto di ripubblicazione di grandi opere classiche e, a dir la verità, anche delle loro copertine! Iniziamo subito:

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Titolo: L’uomo che scrisse il romanzo perfetto. Ritratto di John Williams, autore di Stoner 

Autore: Charles Shields

Collana: Le vite

Pagine: 300 ca.

Data di pubblicazione: 10 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 18,50

A oltre vent’anni dalla morte di John Williams, i suoi romanzi sono amati da milioni di lettori in tutto il mondo e considerati dai critici fra i migliori esemplari di narrativa americana del ventesimo secolo. In un insolito caso di giustizia artistica,
John Williamsè diventato un autore bestseller internazionale a vent’anni dalla morte.

Il suo capolavoro Stoner è stato definito dalla critica “il romanzo perfetto”, un capolavoro alla pari del Grande Gatsby di Fitzgerald.
E i lettori iniziano a chiedersi: che storia si nasconde dietro a Stoner?
E chi è l’uomo che scrisse questo libro perfetto?

«A volte basta guardare una persona per sapere quanto sia stata interessante la sua vita», osserva Anne Marie Candido, la curatrice delle carte di John Williams. E con il tempo il volto dello scrittore si era riempito di rughe, segni inequivocabili di una vita piena e sofferta e di una quotidiana ed estenuante lotta per essere riconosciuto come romanziere.
Probabilmente con Stoner Williams ha voluto esorcizzare la sua paura di morire nell’anonimato, come accade al protagonista del suo capolavoro: un ragazzo di campagna del Missouri che diventa professore, si accontenta di una vita senza scossoni e mantiene un atteggiamento di passiva e serena accettazione per tutto ciò che accade. Williams invece è il contrario: anch’egli di estrazione contadina, procede ostinatamente in salita e non demorde. Il romanziere e il suo doppio sono entrambi infelici ma, se Stoner è un tipo accomodante e comprensivo, Williams ha invece un carattere impossibile ed è ossessionato da un unico pensiero: essere preso sul serio come artista. Il paradosso che gli si para davanti è che, proprio quando la strada si spiana e il suo talento pare trovare il pubblico riconoscimento, lui non ha più molto da dare e da dire: ha già speso le sue energie migliori e si richiude in una spirale di autodistruzione, tra alcol, fumo e risentimento nei confronti del mondo letterario e di quello accademico.
Attraverso una biografia meticolosa, coinvolgente e ben scritta, possiamo finalmente scoprire chi è l’uomo che sta dietro a un’opera straordinaria come Stoner, ma anche ad altri tre ottimi romanzi, Nulla, solo la notte, Butcher’s Crossing e Augustus, con il rimpianto di avergli riconosciuto la gloria troppo tardi ma con la consapevolezza di aver scoperto un piccolo e discreto eroe dei nostri giorni.

Charles Shields, biografo di Kurt Vonnegut e Harper Lee, è noto per il suo talento nel raccontare le vite degli scrittori, con tanto di dettagli appassionanti e coinvolgenti. John Williams è il nuovo mistero su cui Shields fa luce.

È ora di conoscere l’uomo
che ci ha regalato quest’opera straordinaria…
e che ha vissuto una vita altrettanto straordinaria.

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Titolo: Stoner. La fragile essenza della vita

A cura di: Barbara Carnevali

Pagine: 300 ca.

Data di pubblicazione: 10 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 16,00

«Quando, cinquant’anni fa, pubblicò il suo romanzo con il titolo poco vistoso di Stoner, John Williams non suscitò molta attenzione presso l’opinione pubblica americana. La ragione per cui il romanzo si è affermato solo ai nostri giorni è che, forse, nel frattempo, le condizioni della nostra vita culturale sono notevolmente mutate, e dunque soltanto ora Stoner può sviluppare quella forza di diagnosi epocale che mancava al momento della sua prima pubblicazione per l’assenza di un rapporto evidente con la realtà. Se così fosse, dobbiamo allora chiederci: quali sono i tratti di comportamento sintomatici del nostro tempo che il romanzo riesce a mettere a nudo? O, invece, sono in gioco questioni del tutto diverse? Può essere che l’accoglienza entusiastica del romanzo da parte della critica letteraria rispecchi solo l’immagine nostalgica di una corporazione incapace di affrontare le tendenze e gli sviluppi del presente? A queste domande, suscitate non solo dal romanzo in sé ma anche dal suo inaspettato successo, il nostro approfondimento offre le risposte più diverse. Nel complesso, esse dimostrano con chiarezza che la ricerca sociale farebbe bene a cominciare a prendere di nuovo sul serio il contenuto di conoscenza delle opere d’arte».
Axel Honneth, direttore dell’Istituto di Ricerche Sociali di Francoforte

Chi è Stoner?
«Penso che sia un vero eroe.
Un sacco di persone che hanno letto il romanzo pensano che Stoner abbia avuto una vita terribilmente triste e miserabile. Io penso che abbia avuto un’ottima vita. Di certo, ha avuto una vita migliore della maggior parte della gente. Ha fatto quello che voleva, si appassionava a quello che faceva, ha compreso l’importanza del lavoro che svolgeva. Ha portato la testimonianza di valori importanti».
John Williams

NUOVA EDIZIONE DI STONER ARRICCHITA DALLE LETTERE INEDITE DI JOHN WILLIAMS AL SUO EDITORE:

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Titolo: Stoner

Autore: John E. Williams

Collana: Le strade

Pagine: 332

Data di pubblicazione: 10 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 15,00 / eBook €4,99

William Stoner ha una vita che sembra essere assai piatta e desolata. Non si allontana mai per più di centocinquanta chilometri da Booneville, il piccolo paese rurale in cui è nato; mantiene lo stesso lavoro per tutta la vita; per quasi quarant’anni è infelicemente sposato alla stessa donna; ha sporadici contatti con l’amata figlia e per i suoi genitori è un estraneo; per sua ammissione ha soltanto due amici, uno dei quali morto in gioventù. Non sembra materia troppo promettente per un romanzo e tuttavia, in qualche modo, quasi miracoloso, John Williams fa della vita di William Stoner una storia appassionante, profonda e straziante. Come riesce l’autore in questo miracolo letterario? A oggi ho letto Stoner tre volte e non sono del tutto certo di averne colto il segreto, ma alcuni aspetti del libro mi sono apparsi chiari. E la verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria. È il caso che abbiamo davanti. La prima volta che l’ho letto sono rimasto sbalordito dalla qualità della scrittura, dalla sua pacatezza e sensibilità, dalla sua implacabile chiarezza abbinata a un tocco quanto mai delicato. Dio si nasconde nei dettagli e in questo libro i dettagli ci sono tutti: la narrazione volteggia sopra la vita di Stoner e cattura ogni volta i momenti di una realtà complessa con limpida durezza […], e attraversa con leggera grazia il cuore del lettore, ma la traccia che lascia è indelebile e profonda.
dalla postfazione di Peter Cameron

In un insolito caso di giustizia artistica, John Williams è diventato un autore bestseller internazionale a oltre vent’anni dalla morte.
Questa nuova edizione in brossura, arricchita dalle lettere inedite dell’autore al suo editore, vuole essere un ulteriore omaggio al suo genio e alla sua opera, definita dalla critica “il romanzo perfetto, un capolavoro alla pari del Grande Gatsby di Fitzgerald”.

«Una scoperta meravigliosa per tutti gli amanti della letteratura».

Ian McEwan

«Uno dei più grandi e insospettabili romanzi americani del ventesimo secolo».
Bret Easton Ellis

«Questo è semplicemente un romanzo che parla di un ragazzo che va all’università e diventa un professore. Eppure è una delle cose più affascinanti che vi capiterà mai di leggere».
Tom Hanks

«John Williams è uno di quegli scrittori che dopo aver letto non puoi fare a meno di consigliare perché hai la certezza che farai felice il tuo prossimo».
Niccolò Ammaniti

«Stoner parla di resistenza ed è tra i migliori romanzi per tempi incerti che mi sia capitato di leggere. E questo, il nostro, è un tempo incerto».
Paolo Giordano

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Titolo: Johann Holtrop

Autore: Rainald Goetz

Collana: Le strade

Pagine: 328

Data di pubblicazione: 3 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 20,00

Vincitore del Georg-Büchner-Preis 2015, il più importante riconoscimento letterario tedesco

Ispirato alla storia vera del manager Thomas Middelhoff, Johann Holtrop racconta l’ascesa e la caduta dell’onnipotente amministratore delegato della Assperg Spa, impero multimediale che dalla profonda provincia di una Germania appena unificata protende i suoi tentacoli nel mondo con un solo imperativo aziendale: crescere. Corteggiato dalla stampa, temuto dalla politica e venerato dal patriarca Berthold Assperg, il genio del marketing Johann Holtrop domina il mercato internazionale. Da Francoforte a Hong Kong a New York, al vertice di un’azienda con venti miliardi di fatturato annuo, negozia fusioni editoriali, progetta annessioni televisive, impone contratti pubblicitari e frequenta con disincanto i ricevimenti del Potere. Lo accompagna una suprema fiducia nella propria capacità di capire gli uomini, lusingarli, manipolarli oppure (qualora sgraditi) eliminarli dal suo percorso inarrestabile fatto di disprezzo della burocrazia, automitologia visionaria e abuso di anfetamine. Ma Holtrop non si accorge che con l’arrivo del nuovo millennio le regole stanno cambiando. I geni del marketing stanno lasciando il posto ai geni della finanza e, quando un insieme di elementi di per sé irrilevanti annuncerà l’inizio della fine, ci sarà il branco, sempre pronto ad azzannare chi cade, ad attenderlo al varco. Con la sua lingua ricercata e possente Johann Holtrop racconta la parabola di un uomo che non coglie i segni del terremoto imminente e che – al termine di una vicenda dietro la quale vediamo il laconico sorriso della Storia – dovrà riconoscersi per ciò che non sospettava di essere: un furfante. Ma racconta anche l’abisso dei nostri anni dalla prospettiva inedita dell’alta società tedesca: quell’impero che attraversa sottopelle l’intera economia mondiale ma ha i suoi gangli vitali molto vicino a noi, nel motore trainante e cuore finanziario della giovane Unione Europea.

«Una brillante analisi del potere. Il libro dell’anno».
«Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung»

«Un progetto, un’opera, una dichiarazione di guerra».
«Die Zeit»

«Un grande romanzo sulla Germania degli ultimi anni».
«Der Spiegel»

«Con la sua impaziente violenza verbale, il suo freddo furore analitico e il suo spirito canzonatorio, Goetz si è immerso in modo convincente in un sistema guasto».
«Süddeutsche Zeitung»

«Un’operazione mimetica di precisione estrema condotta sul vuoto gergo del sistema della finanza, una fondamentale resa dei conti con il capitalismo come forma di vita. Il ritorno dell’odio come motore narrativo».
«Welt am Sonntag»

Rainald Goetz è nato nel 1954 a Monaco di Baviera. È uno dei più noti e acclamati scrittori tedeschi. Per la sua eclettica opera, inaugurata nel 1983 con il romanzo Irre (Pazzo), ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali l’Heinrich-Böll-Preis nel 1991 e il Berliner Literaturpreis nel 2012. Nello stesso 2012 gli è stata conferita la Heiner-Müller-Gastprofessur. Nel 2014 si è tenuto a Francoforte il primo simposio internazionale de- dicato alla sua opera. Nel 2015 Goetz è stato insignito del Georg-Büchner-Preis, il più importante rico- noscimento letterario tedesco. Johann Holtrop è il suo primo libro tradotto in italiano.

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Titolo: Baires

Autore: Chiara Rapaccini

Collana: Le strade

Pagine: 220 ca.

Data di pubblicazione: 10 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 18,00

Un romanzo sensuale, femminile, ipnotico, scritto da un’artista d’eccezione con lingua scrupolosa, ironica e strabordante di immagini.

L’autrice presenterà il romanzo in anteprima il 13 novembre al Pisa Book Festival e il 20 novembre a BookCity.

«Baires è un romanzo autobiograco ma è anche un noir, un libro di avventura e, perché no, un mistery. Non ultimo, è una storia per bambini». Così l’autrice descrive questo suo libro insolito, originalissimo e pieno d’atmosfera che narra la perdita di sé e le conseguenti disavventure di una donna in crisi. Il racconto si dipana tra Buenos Aires, la provincia argentina e Roma. La protagonista, alter ego della scrittrice, è una donna di mezza età, Frida, stilista e disegnatrice per bambini che, annientata dal lutto per la perdita del marito, fugge dalla sua città verso un territorio misterioso e contradditorio: l’Argentina. Viaggiando, si spoglia poco a poco di strati sovrapposti, convenzioni, certezze, narcisismi e sicurezze, che come bucce di cipolla l’hanno avvolta per metà della sua esistenza. La donna elegante, sicura di sé, ancora bella, a causa e grazie al dolore per la perdita del compagno, un anziano padre padrone che l’ha resa dipendente e insicura, recupera lentamente il nocciolo duro della propria anima prendendo dolorosamente coscienza di sé così come dell’inevitabile passare del tempo. Perdendosi nelle strade affollate e bollenti di Buenos Aires, attraversando lande desolate tra i umi Uruguay e Paranà, incontrando la magia attraverso le mani di una sciamana, in un incontro a metà tra sogno e veglia, Frida nalmente ritroverà se stessa attingendo forza, tra le altre cose, dalla propria creatività artistica.

L’autrice è stata la compagna di una vita
di Mario Monicelli, che in questo libro
viene adombrato nella gura emblematica del Vecchio.

Chiara Rapaccini in arte rap è nata a Firenze, dove si è laureata in pedagogia. Vive attualmente a Roma e insegna Illustrazione per bambini presso l’Istituto Europeo di Design. Designer, pittrice, illustratrice e scultrice, scrive e illustra libri per ragazzi e adulti. Vignettista per «l’Espresso», collabora anche con «Linkiesta». La sua pagina satirica Amori Sfigati, che riscuote molto successo in Italia e all’estero, ha un grande seguito su Facebook con oltre 120.000 seguaci. Per Sonzogno, nel 2011, ha pubblicato La bambina buona.

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Titolo: Ho 8 anni ma il tempo passa

Autore: Valerio Di Gravio

Collana: Le meraviglie

Pagine: 120 ca.

Data di pubblicazione: 3 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 15,00

Un’originale raccolta di racconti dallo stile intelligente e arguto.

La scrittura, solo più distesa, ricorda per lo stile
e i temi affrontati i Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo.

Una garbata ironia e una tenera indulgenza verso le cose del mondo sono le chiavi di lettura per questi racconti, sempre tenuti sul labile con ne che divide la realtà dal paradosso.
Nella raccolta, lieve e delicata, quadretti comico-surreali si alternano a più meditate scene esistenziali: il camionista losofo, l’ideatore di un sussidiario universale privo di inganni per il prossimo, il precoce genio letterario di un ragazzino nato già vecchio sono solo alcune delle gure al centro di vicende curiose che ci parlano di un senso della vita diverso e al tempo stesso appassionato, attraverso un interessante nonché utilissimo messaggio di resilienza. L’autore ci offre così un testo elegante e raf nato, tutto giocato sui suoi personaggi e lo scambio tra di essi, come ad esempio quello improbabile fra il cultore di vini, amante della buona cucina, e l’amico sportivo ossessionato dalla forma sica, o il fabbricante di biciclette e l’esperto in ristorazione che, stanchi dei rispettivi lavori, niranno per scambiarsi le attività. Tipi bizzarri, o forse no, ma tutti veri e propri eroi di questi nostri tempi inquieti.

Il pensiero d’ogni mattino era sempre lo stesso: smettere. Sapeva ormai di non esserne capace. Aveva provato di tutto, ma aveva sempre rinviato. La data del grande passo era sempre posposta: il prossimo anno, quando mi sposo, quando nasce mio figlio, quando compio quarant’anni, il prossimo Natale, la prossima Pasqua, la prossima Quaresima (per molte Quaresime consecutive), al diciottesimo compleanno del mio primogenito, del secondo, del terzo. Il risultato era sempre, miseramente, lo stesso.

Valerio Di Gravio. Avvocato, è nato a Roma dove opera e insegna Diritto Privato.

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Titolo: Al caffè degli esistenzialisti. Libertà, Essere e Cocktail

Autore: Sarah Bakewell

Collana: Campo dei fiori

Pagine: 500 ca.

Data di pubblicazione: 17 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 20,00

Dopo il successo di Montaigne. L’arte di vivere con più di 20.000 copie vendute, Sarah Bake- well torna a parlare di filosofia raccontando, con uno sguardo fresco e vigoroso, l’affascinante storia di uno tra i più importanti movimenti intellettuali del xx secolo

e dei rivoluzionari pensatori che lo animarono.

Il 20 novembre l’autrice sarà ospite a BookCity.

Parigi, 1933: tre giovani amici si ritrovano al Bec-de-Gaz, bar di rue du Montparnasse. Sono il giovane Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e il compagno di studi filosofici, nonché amico di lunga data, Raymond Aron, assorti nel discutere della nuova corrente concettuale nata a Berlino e chiamata Fenomenologia. «Vedete», dice Aron, «se sei un fenomenologista tu puoi parlare di questo cocktail e fare filosofia al di fuori di questo!». Suggestionato dal mistero racchiuso in quella frase, lo stesso anno Sartre va in Germania alla scoperta del nuovo fermento intellettuale che sta agitando una nazione. A Berlino si avvicina al pensiero del filosofo Husserl e del suo protégé Martin Heidegger, intenti a capovolgere, dalle cattedre dell’università, l’intero pensiero umano, distruggendo la storia della metafisica e ricostruendo la filosofia dalla base. Tornato in Francia, Sartre trova l’ispirazione per ideare una nuova e straordinaria filosofia del vissuto e dell’esperienza quotidiana – una filosofia dell’amore e del desiderio, della libertà e dell’essere – che, incontrandosi con la sensibilità umanistica tipicamente francese, sarà alla base di quei movimenti di attivismo politico e culturale che agiteranno la seconda metà del secolo. Al caffé degli esistenzialisti esplora l’esistenzialismo come una storia di incontri tra idee e personaggi, dai maestri Sartre e de Beauvoir fino al circolo di amici, discepoli e antagonisti, tra cui lo scrittore Albert Camus e il filosofo Maurice Merleau-Ponty. Attraverso le pagine di questo libro, l’autrice intreccia filosofia e biografia creando un meraviglioso ed erudito affresco dove anche un semplice caffè può rivelarsi più misterioso di quanto appare.

I diritti del libro sono stati venduti in 14 paesi:
Brasile, Cina, Francia, Germania, Grecia, Olanda, Corea, Russia, Spagna, Olanda, Svezia, Taiwan, Turchia, Italia

Sarah Bakewell, autrice di due biografie, The Smart (2001) e The English Dane (2005), insegna Scrittura creativa alla City University di Londra.

«Questa delicata, incisiva e incantevole narrazione lascia lo stesso senso di nostalgia e smarrimento che si prova alla fine di un grande romanzo epico». «Daily Telegraph»

«Sarah Bakewell ci racconta con sapienza la storia dell’esistenzialismo. La sua scrittura è elegante, con un tocco luminoso e uno humour tutto anglosassone, intelligente e velato. La descrizione dei misteri della fenomenologia, chiara ed essenziale, è più brillante di quanto abbia mai sentito in un’università francese. La Bakewell regala affascinanti intuizioni».
«The Guardian»

«La Bakewell incastona la storia dell’esistenzialismo nella “storia di un intero secolo europeo”». «Publishers Weekly»

«La Bakewell sembra scrivere senza sforzi. Non ha scritto un manuale, ma dovrebbe essere consigliato a chiunque ne cerchi uno
sulla fenomenologia e l’esistenzialismo. Ha il dono di cristallizzare
le idee chiave. Di volta in volta mi accorgo di come, quando la Bakewell sceglie un soggetto filosofico, questo viene sviluppato
in maniera straordinaria nel suo libro. Ha una brama contagiosa.
Il suo libro è una radura in un fitto bosco filosofico che pochi di noi hanno l’abilità e l’inclinazione per attraversare da soli!».
«Financial Times»

«Questo non è, come si può immaginare, un comune libro sulla filosofia. Bensì l’opposto: è originale, divertente, chiaro e appassionato.
La penna della Bakewell ha un fascino naturale, a differenza
di quella di tanti intellettuali inglesi; si rifiuta di confondere il solenne con il serio. Pochi scrittori hanno il suo stesso talento nel rendere più facili da comprendere idee piuttosto intricate». «Daily Mail»

«Il libro è denso di spunti e ricco di atmosfere. Al suo interno
c’è una chiara comprensione della relazione tra filosofia e biografia». «The Wall Street Journal»

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Titolo: Carpe Diem

Autore: Orazio

Collana: Le strade

Pagine: 110

Data di pubblicazione: 10 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 15,00

 

Carpe diem è forse il verso più famoso della storia: «Mentre parliamo il tempo invidioso fugge;
cogli l’attimo, non credere al futuro».

Pubblichiamo questa scelta delle 30 poesie più belle di Orazio, uomo scontro- so e irascibile, innamorato della saggezza e del vino, uomo solitario che però crede profondamente nell’amicizia, meno nella passione di cui ha sospetto e timore, uomo che esalta la bellezza del mondo da cogliere dove solo è possibile coglierla, il momento presente, per celebrare degnamente il numero 300 della nostra collana principale. Il primo libro pubblicato dalla Fazi nel 1995 è infatti L’Arte Poetica di Orazio, dove è contenuto in nuce il manifesto della casa editrice:

«Scribendi recte sapere est et principium et fons».

Il retto sapere è principio e fonte dello scrivere.

 

In pochi versi tutta una filosofia, oggi più attuale che ma

Quasi tutti conoscono almeno un verso di Orazio, il grande poeta latino, uno dei più grandi di tutti i tempi: se non altro, il famosissimo e universale carpe diem.

Pochi hanno avuto invece l’opportunità di leggerlo e goderne, se non sudando sul latino dei banchi di scuola. Ed è un peccato. Raffinatissimo e intenso, antico e moderno al tempo stesso, Orazio continua – a più di duemila anni dalla morte, avvenuta nell’8 a.C. – a far sentire la propria voce, a meditare sulla fuga del tempo, invitando gli uomini a non lasciarsi sfuggire la densità dell’istante, l’attimo da cogliere e vivere in pienezza. Scontroso e irascibile, innamorato della saggezza e del vino, fu uomo solitario, ma credette profondamente nell’amicizia. Amò le donne con passione, ma della passione ebbe sospetto e timore. Non ebbe figli, né eredi, ma scelse di lasciare al mondo l’inconsistenza della parola poetica: «Un monumento più eterno del bronzo, più alto delle piramidi».
Minacciato da quel “male di vivere” che chiamò funestus veternus, cercò sempre un equilibrio interiore che non si lasciasse turbare dalle alterne vicende della vita, ma seppe anche accettare con un sorriso le debolezze proprie e altrui.
La sua poesia insegue la perfezione e l’eleganza assolute, ma spesso i suoi versi raggiungono la vetta ben più ardua della semplicità. Aspira all’eternità, ma esalta la bellezza del momento presente. Vorrebbe pronunciare la parola “speranza”, ma teme che sia un inganno. Non crede agli dèi, e se ne dispiace.
E così Orazio consacra la sua voce a una dimensione intermedia, a quella terra di nessuno che sta nel mezzo, fra il cielo e la terra: nel “non più” degli dèi fuggiti, nel “non ancora” del Dio che viene.
Questo piccolo libro offre una nuova traduzione di trenta componimenti – tra i più belli – scelti tra Epodi, Odi, Epistole. Una traduzione in versi il più possibile fedele al testo oraziano, ma che ne restituisca facilmente il senso, evitando inutili e pesanti arcaismi. Come tutte le traduzioni, non renderà mai appieno la bellezza dell’originale. Per questo conserva il testo latino a fronte. Ma se tradurre è – inevitabilmente – tradire, è l’unico tradimento che si possa consumare per amore.
dalla prefazione di Giovanni Ricciardi

Non indagare – empio saperlo – quale
destino a me, a te, fu stabilito,
Candida Mente, e non mettere mano a
cabale persiane. Quanto meglio
accettare qualunque cosa venga,
se Giove ci ha assegnato molti inverni,
o se questo sia l’ultimo che stanca
su opposti scogli il mar Tirreno: saggia,
filtra il vino, e in breve spazio accorcia
lunga speranza. Ora che noi parliamo,
il tempo, per invidia, è già fuggito.
Sia tuo il frutto del giorno; e lascia andare
la fede che riponi nel domani.

Il curatore

Giovanni Ricciardi. Giornalista, scrittore, insegnante di latino e greco in un noto liceo classico di Roma, con Fazi Editore pubblica dal 2008 la fortunata serie di gialli che hanno come protagoni- sta il commissario Ottavio Ponzetti, da cui sarà presto tratta una serie televisiva.

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Titolo: Mary Lavelle

Autore: Kate O’Brien

Collana: Le strade

Pagine: 334

Data di pubblicazione: 10 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 18,50

Un grande capolavoro da riscoprire.

Uno studio approfondito dell’identità e della psicologia femminili da una delle scrittrici irlandesi più importanti del Novecento.

Un romanzo affascinante e sorprendente, ambientato
in una Spagna infuocata, in cui si fondono la passionalità ottocentesca di Cime tempestose e il femminismo novecentesco di Gertrude Stein.

Uscito a Dublino nel 1936 e subito censurato perché ritenuto immorale. Mary Lavelle infatti tratta in modo esplicito e con sorprendente modernità il tema dell’omosessualità femminile.

Irlanda, 1922. La giovane Mary Lavelle attraversa il mare per raggiungere Altorno, in Spagna, dove l’attende un incarico di insegnante di inglese e istitutrice presso la famiglia Areavaga. La decisione del danzato John di rimandare le nozze, in attesa di una più soddisfacente stabilità economica, è solo il pretesto della partenza. La verità è che Mary intende seguire, nalmente, l’impulso all’indipendenza. La Spagna risponde perfettamente al suo bisogno d’avventura: i colori sconvolgenti del paesaggio, il carattere misterioso e infuocato degli abitanti, l’eleganza e il sangue della corrida colpiscono profondamente la giovane, iniziata ai misteri dell’affascinante paese del Sud dal circolo delle “miss” irlandesi che vi abitano da molti anni. Una di loro le confesserà il proprio amore, in due pagine di grande intensità che, nel 1936, costarono al libro la censura immediata. Ma Mary è destinata a ricambiare, con sfrenata passionalità, l’amore di Juanito, il glio sposato degli Areavaga, provocando lo scandalo che segnerà la vita di tutti.

«Un romanzo d’amore superiore, intelligente e di largo respiro, appassionante, non convenzionale».
«Times Literary Supplement»

«In quel momento c’erano solo loro, con la coscienza di tutto il resto, da cui non si lasciarono scoraggiare: le loro labbra e il loro cuore, insieme, e la dichiarazione insensata, giovane, fantastica dei loro corpi che si affannavano, si divoravano».

Kate O’Brien(1897-1974) Nacque a Limerick, in Irlanda. Ancora bambina, perse la madre e fu educata in convento. Completò gli studi all’University College di Dublino. Ne seguì una fortunata carriera di giornalista, e nel giro di pochi anni riscosse un indubbio successo anche come scrittrice e drammaturga.

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Titolo: Via dalla pazza folla

Autore: Thomas Hardy

Collana: Le strade

Pagine: 472

Data di pubblicazione: 3 novembre 2016

Prezzo: 19,50

Nuova traduzione di un grande classico.

Una travolgente storia d’amore: il primo grande successo di uno dei massimi esponenti del romanzo vittoriano. Un classico intramontabile.

Al decimo posto nella lista delle migliori storie d’amore di tutti i tempi secondo «The Guardian».

Un’attenta analisi della condizione umana: perché è nella natura, dentro la natura,
via dalla pazza folla appunto, che l’essere umano riesce a mettere a nudo la sua vera anima.

Il romanzo narra le appassionanti vicende di Gabriel Oak, un giovane pastore con cui il lettore non può fare a meno di empatizzare. Innamorato dell’affascinante Bathsheba, bellezza orgogliosa e nullatenente, le chiede di sposarlo ma lei lo ri uta. Poco dopo la situazione si ribalta: mentre lei eredita dallo zio una fattoria, lui perde tutti i suoi averi a causa di un incidente capitato al suo gregge. Si ritrova così costretto a chiederle lavoro e a contendersi le sue attenzioni con altri due uomini. Alla ne riuscirà a sposarla: l’epilogo più desiderato dai lettori. Fra le attente descrizioni bucoliche e la raf natezza di uno stile ricercato e ricco, Hardy non annoia mai.

«A scarnirlo dalla meravigliosa tessitura in cui è intrecciato, il romanzo presenta
la struttura semplice, quasi elementare, delle ballate popolari… O del melodramma, verrebbe voglia di aggiungere: non manca neppure il basso continuo del coro villereccio, con voci soliste che di tanto in tanto se ne escono fuori in effetti, per lo più comici, irresistibili. Ma come si fa a scarnirlo, se si è continuamente presi nell’incantagione della sua musica e dei suoi colori, nel suo tempo lento, bradicardico, con appena qualche accelerata convulsa nei momenti tragici?».
Attilio Bertolucci

Thomas Hardy. Poeta e romanziere inglese, nasce a Edgon Heath, nel Dorset, nel 1840. Via dalla pazza folla, del 1874, fu il primo successo. Fazi Editore ha pubblicato Nel bosco, Due occhi azzurri, Estremi rimedi, Sotto gli alberi, Due sulla torre.

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Titolo: Nebbia sul ponte di Tolbiac

Autore: Léo Malet

Collana: Darkside

Pagine: 170 ca.

Data di pubblicazione: 17 novembre 2016

Prezzo: cartaceo € 15,00

Uno dei padri del romanzo poliziesco francese, un fenomeno da 20.000 copie a titolo.

Dopo il grande successo di Le acque torbide di Javel, torna in una nuova veste gra ca
il capolavoro indiscusso di Léo Malet.

Per la serie I nuovi misteri di Parigi ritroviamo l’affascinante Nestor Burma, autentico mito moderno,
investigatore privato sciupafemmine
e trovacadaveri dalla lingua sarcastica.

Uno che la pistola ce l’ha
ma preferisce usare il cervello.

«Era un quartiere lurido. Mi si appiccicava alle scarpe come il vischio alle zampe degli uccelli. Era scritto che lo avrei sempre dovuto misurare
a piedi in cerca di qualcosa, di un pezzo di pane, un rifugio, un po’ d’amore».

Abel Benoit, un vecchio anarchico, è morto prima di poter parlare con Nestor Burma. Cosa aveva da dirgli? Perché il mondo dell’anarchismo parigino non è più quello di una volta? Quale segreto nasconde? È un’inchiesta dura e dif cile, quella che attende Nestor Burma. Un’inchiesta durante la quale si imbatterà nell’amore e nella morte e dalla quale uscirà scosso come non mai in quello che è unanimemente considerato il capolavoro di Léo Malet.

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Léo Malet. Nato nel 1909 a Montpellier, glio di una sarta e di un impiegato, rimane prestissimo orfano. È il nonno bottaio, grande lettore, che si prende cura di lui e lo inizia alla letteratura. A sedici anni si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna. Vive alla giornata, fa l’impiegato, il manovale, il vagabondo, il gestore di un negozio d’abbigliamento, il magazziniere, il giornalista, la comparsa cinematogra ca. Dopo una dura esperienza in un campo di concentramento nazista, nel 1941 inizia a scrivere polizieschi rmandosi con svariati pseudonimi. Nel 1943 pubblica 120 Rue de la Gare, con cui esordisce la sua creazione narrativa più celebre: l’investigatore privato Nestor Burma, protagonista di una trentina di avventure. Muore nel 1996.

Scrivendo questo post mi sono già segnata almeno tre libri oltre a quello di Hardy…Fazi vuoi rovinarmi?! Novembre sarà un mese moooolto intenso!

E voi, avete adocchiato qualcosa? Fatemi sapere nei commenti!

Stay imbranation

The imbranation girl

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