Recensione:”Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali” di Ransom Riggs

Buongiorno a tutti cari lettori, oggi vi parlerò di un libro davvero particolare, bello dentro e fuori, da cui è stato tratto un film diretto da Tim Burton (e chi altri poteva farlo?) che uscirà nelle sale italiane il 15 dicembre 2016. Scopriamo insieme la casa dei ragazzi speciali di Miss Peregrine. 😉

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Titolo: Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali

Autore: Ransom Riggs

Editore: Rizzoli

Collana: Rizzoli Best

Genere: fantasy

Pagine: 383

Data di pubblicazione: 2 novembre 2011

Prezzo: cartaceo €18,00 / eBook € 9,99

Miss Peregrine – La casa per ragazzi speciali, scritto da Ransom Riggs, è un libro che dopo aver ottenuto notevole successo in tutto il mondo, e anche in Italia, diventa il soggetto dell’omonimo film di Tim Burton (settembre 2016, starring Eva Green).

Si tratta di un romanzo allo stesso tempo gotico e d’avventura, un fantasy per adulti, con inflessioni horror ma anche romantiche, e tutto ciò viene arricchito dalla straordinaria veste grafica, in cui un’iconografia surreale s’intreccia con la parola scritta e assieme ad essa conduce la narrazione (queste caratteristiche spiegano bene come il visionario Tim Burton abbia potuto subirne senza scampo l’attrattiva).

La casa di Miss Peregrine, orfanatrofio per bambini dotati di bizzarri superpoteri, sorgeva sulla sperduta isola di Cairnholm, al largo del Galles: qui è giunto dall’America il giovane Jacob Portman, con il preciso intento di scoprire se siano vere (o almeno parzialmente vere) tutte quelle stravaganti storie raccontate dal nonno Abe, rifugiato presso la casa molti anni prima, mentre il resto d’Europa avvampava nel rogo della Seconda guerra mondiale.
Jacob ha soprattutto l’urgenza di sapere se davvero siano esistiti quei bambini ritratti nelle fotografie mostrategli dal nonno (e mostrate a noi dal libro): immagini d’epoca che paiono uscite da un sogno.

Nella casa, spettrale e diroccata, Jacob e i lettori troveranno sì Miss Peregrine, ma anche parecchie altre cose assolutamente inattese e sbalorditive che di certo non possono essere dette qui. Vi basti un consiglio spassionato: se potete, prima di andare al cinema, leggete i libri di Miss Peregrin. La cura editoriale con cui è realizzato il volume aiuta a immergersi nelle spire dell’incanto e della magia della storia.

Romanzo d’esordio di Ransom Riggs − pubblicato già nel 2011 in Usa ma tornato trionfalmente in libreria nel 2016 grazie al traino del film − questo primo Miss Peregrine è solo l’episodio iniziale di una trilogia dal successo garantito, a cui segue Hollow City – Il secondo libro di Miss Peregrine (originariamente sottointitolato Il ritorno dei bambini speciali), mentre il terzo volume della saga è La biblioteca delle anime, in libreria da ottobre 2016.

Quella che vedete sopra a sinistra è la copertina originale del romanzo, con cui uscì nel 2011, mentre quella a destra è la nuova cover realizzata in occasione dell’uscita del film, e che è stata aggiunta alla vecchia semplicemente a mò di fascetta attorno alla copertina rigida. Sono certa che converrete con me sul fatto che la prima copertina è leggermente inquietante, ma è proprio questo il senso che l’autore vuole trasmettere: un senso di vaghezza, di mistero e anche di malinconia. Dicevo che si tratta di un libro bello dentro e fuori riferendomi alla storia che racconta e all’edizione, all’oggetto “libro”.

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Vi dico questo perché si tratta di un’edizione curata nei dettagli, dalle pagine che scandiscono il procedere dei capitoli, decorate con motivi vintage tanto che sembrano pagine di vecchi diari, alle iniziali decorate, alle lettere scritte a mano, fino alle fotografie che corredano il libro diventandone una parte fondamentale. Quando ho acquistato il libro, ho iniziato a sfogliarlo perché ero incuriosita da quella carta così spessa e quasi invecchiata e mi sono imbattuta nella varie immagini non capendone però il senso. Solo iniziando la lettura ho capito quanto fossero importanti quelle fotografie, e quanto aiutassero il lettore a comprendere meglio ciò che il protagonista vede e vive nelle avventure narrate.

Trattandosi di un libro fantasy, quello che ci viene descritto in alcuni passi della storia è fuori dalla nostra comprensione; ed è qui che entra in gioco l’immaginazione, che da sempre compensa le lacune della ragione. Ecco, diciamo che questa volta l’autore ha voluto darci un aiutino per risparmiare l’immaginazione, portandoci esattamente dove lui voleva e mostrandoci ciò che voleva che vedessimo. Inoltre, alla fine del volume, Riggs  ci dice che tutte le fotografie del libro sono autentiche  e d’epoca, ottenute in prestito dagli archivi personali di dieci collezionisti, di cui viene riportato il nome relativamente ad ogni fotografia. Ma veniamo ora alla storia:

“Mi ero appena rassegnato a un’esistenza noiosa quando iniziarono a succedere cose straordinarie. La prima fu davvero traumatica. E come tutto ciò che ti cambia per sempre, spaccò la mia vita in due metà: il Prima e il Dopo.”

L’io narrante è il protagonista del libro, il quindicenne Jacob Portman, cresciuto con le storie del nonno Abraham, figura cruciale per la svolta di cui parla Jacob. Abraham, “Abe” per gli amici, raccontava al nipote di essere cresciuto in un orfanotrofio su un’isoletta sperduta della Gran Bretagna, un posto magico in cui vivevano “bambini speciali”: c’era Millard, il bambino invisibile, Olive, la bambina che levitava e che dovevano legare con una fune per evitare che volasse via, e tanti altri bambini dai poteri straordinari. Finché Jacob è piccolo il nonno è il suo grande eroe con una storia fantastica sempre pronta da raccontare, ma quando il ragazzo cresce inizia a rendersi conto che il nonno crede “veramente” in quelle favole, come se le avesse vissute davvero. Così Jacob inizia a demitizzare il nonno, chiedendosi il perché di quel comportamento così ossessivo, fin quando suo padre gli racconta cosa era realmente accaduto nell’infanzia di Abe, di come fosse stato l’unico della sua famiglia a lasciare la Polonia prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, con una sola valigetta diretto verso una sconosciuta isola della Gran Bretagna. Non rivide mai più nessuno della sua famiglia, perché furono tutti sterminati dai nazisti. Jacob capisce che le favole del nonno erano solo un modo per trasformare l’orrore che aveva vissuto da bambino in qualcosa di accettabile, anche se continuava a vaneggiare di mostri che lo perseguitavano e che alla fine lo avrebbero ucciso. Ma quando nonno Abe muore, ucciso da alcune “bestie selvatiche” nel bosco mentre andava a caccia, Jacob vede qualcosa che lo sconvolge e lo porterà quasi alla follia, qualcosa o qualcuno che gli fa mettere in discussione tutto ciò che aveva creduto sul conto del nonno. E se quelle storie che raccontava fossero state vere? E se quell’orfanotrofio incantato e i suoi abitanti “speciali” fossero davvero esistiti? Jacob partirà con suo padre alla volta della Gran Bretagna imbarcandosi nella più grande avventura della sua vita, ignaro di ciò che lo attende al di là dell’oceano e di ciò che lo segue…

È stato definito un “fantasy per adulti” e posso confermare che è così. Nonostante il protagonista sia un quindicenne e gli altri personaggi siano spesso bambini alle prese con forze e poteri sovrumani, vale la pena di leggerlo anche se avete superato i vent’anni. L’autore narra la storia in modo coinvolgente e vi ritroverete a pensare a quei bambini speciali come se potessero realmente esistere tanto le loro peculiarità sono rese in maniera semplice. Salta agli occhi il differente rapporto che il protagonista ha con il nonno e con i propri genitori, e in questa differenza mi sono ritrovata molto. Jacob vede il nonno come una figura affascinante, un punto di riferimento che nessuno potrà mai sostituire, la persona che meglio riesce a capire come si sente e a cui confidare i propri segreti; mentre con i genitori ha un rapporto più freddo e distaccato, quasi di sfida, anche se c’è da dire che i suoi genitori non spicchino proprio per simpatia ed empatia eh! Il pizzico di storia del ‘900 che entra nel racconto si farà via via sempre più significativo, tanto che ad un certo punto il passato diventerà il presente. Le atmosfere misteriose in alcuni passi mi hanno ricordato vagamente i libri per ragazzi di Zafon, anche se qui manca tutta quella costruzione della storia che ti porta al brivido, tipica dello scrittore spagnolo. In conclusione il libro mi è piaciuto anche se, non so perché, mi aspettavo qualcosa in più, per cui ora sono curiosa di scoprire come si evolveranno le vicende nei prossimi capitoli. Staremo a vedere. 😉

Nel frattempo fatemi sapere se anche voi lo avete letto e se andrete a guardare il film al cinema. Io ci sarò senz’altro, anche perché il periodo natalizio sarà perfetto per guardare questo film!

Stay imbranation

The imbranation girl

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6 pensieri su “Recensione:”Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali” di Ransom Riggs

  1. Sto aspettando il film e leggere la tua recensione mi ha fatto venire voglia di aspettare il film leggendo il libro in formato cartaceo… Devo andare a vederlo in libreria, perché, se la carta e la cura del dettaglio sono speciali come descrivi, sicuramente sentirò il bisogno di averlo non in formato ebook come mi sono abituata a leggere per motivi di spazio! 🙂 Grazie della condivisione e buona lettura!

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