Recensione: “Tutta la verità su Gloria Ellis” di Martyn Bedford

Buon sabato cari lettori, finalmente sono riuscita ad affrontare questa lettura che ho dovuto rimandare per troppo tempo. Ringrazio infatti la casa editrice per la copia digitale e mi scuso per il ritardo! Per cui non perdiamo altro tempo, e andiamo a scoprire la verità su Gloria Ellis!

cover

Titolo: Tutta la verità su Gloria Ellis

Titolo originale: Twenty Questions for Gloria

Autore: Martyn Bedford

Editore: De Agostini

Collana: Le gemme

Genere: Young Adult

Pagine: 384

Data di pubblicazione: 21 giugno 2016

Prezzo: cartaceo € 14,90 / eBook € 6,99

Gloria Ellis ha quindici anni e odia la sua vita. Odia la stupida cittadina di provincia in cui è cresciuta, la stupida scuola che frequenta e gli stupidi amici che vede tutti i giorni. E per questo che quando nella sua classe arriva un ragazzo nuovo, un ragazzo deciso a infrangere ogni regola, Gloria se ne innamora immediatamente. In apparenza Uman è tutto ciò che lei ha sempre sognato: è brillante, sicuro di sé, imprevedibile. Ed è pronto a trascinarla in un’avventura che non conosce limiti, se non quelli del proprio coraggio. Gloria accetta la sfida e parte – senza lasciare un biglietto, senza salutare nessuno – per una folle e romantica fuga attraverso l’Inghilterra. All’inizio tutto è come lei se l’era immaginato: un’esperienza liberatoria, esaltante. Presto, però, Uman si rivela diverso da quel che sembrava. E quando Gloria se ne accorge, quando scopre la verità su di lui, si ritrova ormai molto lontana da casa. Forse troppo lontana.

La copertina mi è piaciuta e secondo me può attirare i lettori compresi in quella fascia d’eta cui il libro si indirizza. L’unico elemento che non mi convince è quel tornado sullo sfondo che non ha nulla a che vedere con la storia, e che per questo motivo potrebbe fuorviare il lettore. Io non sono mai d’accordo con le copertine che non rispecchiano pienamente l’atmosfera e gli elementi della storia. Detto questo, passiamo ora alla trama: qui il titolo originale ci può essere maggiormente d’aiuto. Perché “Twenty Questions for Gloria”? Perché il libro è strutturato in venti capitoli, ciascuno dei quali corrisponde ad una domanda che a volte viene posta da Gloria a sé stessa, a volte dall’ispettore Katharine Ryan, la quale sta interrogando Gloria presso la stazione di polizia, dopo esser scomparsa per un periodo di circa due settimane. Nella stanza insieme a Gloria c’è, oltre all’ispettore Ryan, anche la madre di Gloria, che resterà molte volte sconcertata da ciò che la figlia racconta. La polizia sta cercando Uman, il ragazzo che credono abbia rapito Gloria, per la polizia Uman è “il cattivo”, ma dovranno ascoltare attentamente la versione di Gloria prima di emettere giudizi affrettati. La ragazza inizia dicendo che era profondamente infelice prima della sua partenza, la sua vita le appariva piatta, ripetitiva: le solite amiche, i soliti professori, il solito cinema il sabato, i soliti genitori assenti. Insomma Gloria ha quindici anni ed è in piena crisi adoloescenziale, quella fase che tutti noi abbiamo attraversato e superato, chi più chi meno con fatica. In un giorno come un’altro, arriva a scuola un nuovo studente, Uman Padeem, che irrompe prepotentemente nella vita di Gloria. Uman è un ragazzo di quindici anni fortemente carismatico, un po’ misterioso, con un passato difficile alle spalle, e in breve tempo riesce a conquistarsi l’attenzione di Gloria. I due ragazzi iniziano a trascorrere molti pomeriggi insieme, tanto da suscitare la gelosia di Tierney, la migliore amica di Gloria. E dopo tanto tempo passato a raccontarsi e a scoprirsi, Uman propone a Gloria di partire, per essere liberi, senza pensieri, per vivere e cogliere il momento. Gloria accetta e così, con sacco a pelo, una tenda da campeggio, e un mazzo di carte a decidere la destinazione, i due partono per un viaggio da cui Gloria tornerà profondamente cambiata.

Per affrontare la lettura di questo libro dobbiamo lasciare da parte la nostra mentalità adulta e razionale, altrimenti passeremmo tutto il tempo a criticare i due protagonisti. Dobbiamo ricordarci di quando anche noi eravamo così piccoli e assetati di libertà e indipendenza, di quando ci sentivamo spesso soli, di quando non sapevamo chi fossimo. Certo, Gloria compie una scelta un po’ azzardata facendo venire un coccoloni ai genitori (e a chi non verrebbe?), ma lo spirito del libro è proprio quello che ci animava alla stessa età di questa ragazza. Il legame che si crea tra Gloria e Uman è molto forte ma soprattutto molto dolce, come solo a quell’eta può essere. I due si confidano le proprie paure, i propri sogni, come vorrebbero essere da grandi, come NON vorrebbero essere, i posti da visitare, le persone da incontrare, e tutto questo avviene nell’intimità di una tenda da campeggio, che in breve tempo diventa il loro santuario, il luogo in cui essere sé stessi lasciando tutto il mondo fuori. Ciò che più ho apprezzato è stato proprio questo particolare legame che si crea tra i personaggi, e la maniera lieve con cui l’autore ha saputo raccontarlo. Mi è piaciuta moltissimo anche l’idea dello scrittore di chiedere ai ragazzi di una scuola media di gareggiare rispondendo a questa domanda “Se potessi realizzare tre desideri, quali sarebbero?”: come premio ha dato ai personaggi i nomi degli autori della risposta che lo ha colpito di più. Così sono nate Gloria e Tierney!

Il finale rimane aperto, e sinceramente, anche se mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo, avrei preferito che il romanzo si concludesse differentemente. Vi ricordo che si tratta di un romanzo per ragazzi, per cui se vi sentite già troppo bacchettoni o troppo cresciuti per questo genere di storie non ve lo consiglio. Detto questo, mi auguro che la mia recensione vi sia stata utile e vi do appuntamento al prossimo post. Ciao! 😉

Stay imbranation

The imbranation girl

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