Recensione (era ora, e pure passata) di “Un semplice gesto di tenerezza” di Akli Tadjer

Buongiorno cari imbranations, questa recensione doveva andare online ieri (cioè oggi, dato che lo sto scrivendo giovedì sera) ma a quanto pare al Mac è preso un colpo apoplettico inspiegabile e si è messo in sciopero per tutto il pomeriggio, perciò ve la beccate oggi! Con questo libro vi ho fatto 5 maroons da non so quanti mesi, e ne ho rimandato la lettura in maniera scandalosa. Forse era un segno del destino. Perché? Scopritelo dopo il salto 😉

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Titolo: Un semplice gesto di tenerezza

Titolo originale: Les Thermes du Paradis

Autore: Akli Tadjer

Editore: Garzanti

Collana: Narratori moderni

Pagine: 244

Data di pubblicazione: 2 aprile 2015

Prezzo: cartaceo € 14,90 / eBook € 9,99

Ci sono mattine in cui ci si sveglia felici. Bastano poche cose, come un raggio di sole che solletica gli occhi e una tazza di caffè fumante che aspetta in cucina. Queste sono le mattine in cui Adele Reverdy adora girare per Parigi tra i vicoli stretti pieni di botteghe e bistrot. Eppure sente che nella sua vita c’è qualcosa che le manca. O meglio qualcuno. Qualcuno con cui passeggiare lungo la Senna abbracciati. Qualcuno con cui condividere tanta bellezza. Per lei non è mai stato facile trovare un fidanzato. Un po’ perché è timida e imbranata e un po’ perché il suo è un lavoro piuttosto imbarazzante: lavora nell’agenzia di pompe funebri della sua famiglia. Ma alla festa del suo trentesimo compleanno, mentre il tramonto incendia Montmartre, inaspettatamente incontra il sorriso di Leo. E si sente come se una luce nuova le avesse finalmente trapassato il cuore. Leo è un ex artista di strada che a causa di un incidente ha perso la vista. Ed è per questo che ha una sensibilità speciale, che va oltre la superficie, dove si nascondono i sentimenti più profondi. Lui riesce a capirla come nessun altro. Ogni suo gesto, ogni sua carezza le raccontano qualcosa della sua anima e della tenerezza di un abbraccio. Con Leo, Adele si sente forte come non lo è mai stata. Tanto forte da lottare per tutto quello che ha conquistato.

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La copertina è tanto caruccia, per carità, però non c’azzecca niente, ma proprio niente, con la storia narrata nel libro, quindi per me è un nì. Stessa cosa per il titolo: che mi rappresenta? Risulta molto più appropriato il titolo originale, dato che si riferisce al luogo in cui la protagonista si incontra spesso con il suo innamorato, quindi almeno una sua pertinenza ce l’ha. Veniamo alla storia: Adele Reverdy, un po’ scialba, un po’ impacciata, un po’ tutto il campo semantico della sfigation e dell’imbranation insomma, sta per compiere trent’anni, e sua sorella Rose le ha organizzato una super festa con tutti i suoi vecchi compagni di liceo e di università. Dettaglio che pesa molto sulla vita sociale di Adele è il suo lavoro: dopo la morte improvvisa dei genitori la ragazza ha rilevato l’azienda di famiglia, non un’azienda qualsiasi, tipo di mozzarelle o di cannucce di carta, ma un’agenzia di pompe funebri. La sua migliore amica è una “tanatoprattrice”( una roba che non sapevo manco io cosa fosse, e su Wikipedia la tanatoprassi è definita “insieme delle cure e del trattamento estetico delle salme prima delle esequie”-.- ), e il suo armadio consiste in una vecchia bara fallata.  Un po’ per questo, un po’ per la sfigation di cui sopra, Adele non è mai riuscita a trovare una persona che sapesse starle accanto. Sua sorella Rose spera che la festa sia una svolta, e che proprio in quell’occasione la timida Adele possa trovare l’anima gemella. La scintilla effettivamente c’è, ma non con l’uomo che Rose sperava di vedere accanto a sua sorella: si tratta di Leo, un ragazzo di colore che faceva il trapezista in un importante circo, ma che dopo un incidente dovuto proprio al suo lavoro è divenuto completamente cieco, e per questo ha dovuto ripiegare su un lavoro di massaggiatore. Dopo la sera del compleanno, Adele si reca spesso alle Thermes du Paradis, dove Leo lavora, e tra un massaggio e l’altro tra i due sboccia l'”ammore”. E uno dice “vabbè, era prevedibile. Ora però chissà quali grandi complicazioni nasceranno nel mantenere un rapporto simile…” Vi avverto, da questo momento in poi non risponderò più delle mie affermazioni, quindi ATTENZIONE!

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Allora…appena iniziato a leggere sembrava carino, sottolineo il sembrava. La storia che veniva presentata era piuttosto stravagante, così come i suoi personaggi, e i riferimenti al lavoro delle pompe funebri, con lapidi ultimo modello di granito violetto, carri funebri fiammanti e assurde richieste da parte dei parenti dei defunti, sono sempre fatti con molta leggerezza e paradossalmente, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, non appesantiscono la trama. Il problema sta nel fatto che, andando avanti nella lettura, il personaggio di Adele si rivela davvero scialbo e inconsistente, e personalmente non l’ho trovata per nulla simpatica. Se ne sta tutto il tempo a ciucciare tubetti di latte condensato e ad ingozzarsi di biscotti dalle ambigue proprietà. Ok la festa. Ok che incontra questo Leo. Ma il messaggio che passa è che lui se la fila solo perché è cieco! Ed è una cosa non brutta, di più! Lei non fa che ripetere che assomiglia al defunto padre, non proprio un modello di bellezza, e che sin da ragazzina ha sempre vissuto male il confronto con la sorella Rose, dietro la quale sbavavano tutti i ragazzi che piacevano a lei. E quando incontra Leo lei si sente apprezzata perché lui non può vederla. Anche questo “amore” che nasce tra i due, non è che sia così coinvolgente per il lettore: amore tra virgolette, perché tra i due è lei che  sembra farsi il film da sola, e quando confessa a Leo di amarlo lui non risponde e, proprio a causa della sua situazione, le dice di non volersi impegnare troppo per non farla soffrire. E tra tutti i problemi che lei potrebbe farsi, ci rompe le palle per tutto il tempo con tale Clara, l’ex di Leo, anche lei ex trapezista, una strafiga che Adele inizia a stalkerare andando a comprare stock di mutande e canottiere nel negozio in cui fa la commessa, per poter capire che tipo è. In tutto questo tempo Clara non ha smesso di andare ogni giorno a farsi massaggiare da Leo alle Thermes du Paradis, convinta che lui la ami ancora e che un giorno torneranno insieme. Per cui in un batter d’occhi la trama si trasforma in un giro di stalkeraggio, in cui non si capisce più chi stalkera chi. Leo tranquillizza continuamente Adele dicendole che non ha nessuna intenzione di tornare con la sua ex, ma lei torna sempre all’attacco: “eh ma quant’è bella Clara”, “eh ma io non sono come Clara”, “ma se potessi riacquistare la vista, ti rimetteresti con Clara?” ecchepalle co ‘sta Clara!!! Arriviamo a tre quarti del libro e ancora non abbiamo capito “di che stiamo a parla!” Adele finalmente si da una svegliata e si informa su quanto verrebbe a costare l’intervento che permetterebbe al suo amato “moro” di riacquistare la vista, intervento che dovrebbe svolgersi a New York. Per cui quando viene a sapere che l’intervento costa un botto, e che per racimolare quella somma dovrebbe vendere baracca e burattini, casse da morto e lapidi come se non ci fosse un domani, le viene una sincope e ricomincia a ciucciare tubetti di latte condensato. E poi dice che le viene da vomitare…e te credo figlia cara, viene da vomitare anche a me solo a pensarci! Comunque dopo aver ammorbato tutti e tirato la lagna per almeno venti pagine, chiedendo praticamente l’elemosina anche ai suoi ex compagni di scuola, che molto gentilmente declinano l’offerta, alla fine riesce a mettere insieme la somma necessaria grazie alla beneficenza dello zio donnaiolo e dell’amica tanatopraché? Ah, ovviamente Leo non sa niente di questa sua raccolta di beneficienza eh! Dopo tutto questo ambaradan, in una storia seria, quando lei dice al suo amato che ha fatto una colletta e ha raccolto i soldi per il suo intervento, a sua insaputa, come minimo ti aspetteresti scintille da parte di lui, il quale, colto nel vivo della propria dignità, si infurierebbe e si rifiuterebbe categoricamente di accettare quei soldi. Da qui, sempre nel caso di una storia seria, deriverebbe un lungo periodo di separazione, con struggimenti da entrambe le parti. Ma questa non è una storia seria, e lui dopo aver detto solo un paio di “oddio amore, ma è troppo, non  posso accettarlo”, senza un briciolo di decenza, accetta di andare a New York per l’intervento, che per una botta di culo assurda viene fissato per tre giorni dopo. Tra parentesi, ma senza parentesi, la botta di culo sta nel fatto che attraverso tutta una serie di conoscenze del fidanzato di Rose (la sorella di Adele), che è oculista, a un poraccio che doveva essere operato tre giorni dopo viene rimandato l’intervento a causa loro. Quindi pure calci in culo e bustarelle -.- E sarebbe questo il “gesto di tenerezza”? Di male in peggio. Che poi la possibilità di riuscita dell’intervento è minima, perché le condizioni degli occhi di  Leo sono davvero pessime. Ma secondo voi, come può andare a finire questa storia? Nella fiera delle banalità, ovviamente l’intervento riesce e quando Leo torna a casa trova ad aspettarlo all’aeroporto le due stalker: Clara, che è ancora convinta di poterlo riconquistare, e Adele che si ciuccia un tubetto di latte condensato.  A questo punto, scusate se può risultare una battuta di cattivo gusto, ma secondo me Leo dev’essersi detto: “me possino cecamme!”

Perdonate l’acidità di questa recensione, dev’essere il caldo, il calo di pressione, il calo di zuccheri, il calo di palpebra, ma io questo romanzo non l’ho proprio retto! E la cosa bella è che me la sono proprio andata a cercare, nel senso che l’ho proprio scelto io in libreria, e non l’ho neppure pagato poco. Ma capita a tutti di prendere degli abbagli, no? A voi non è mai capitato di comprare un libro e poi volerlo lanciare dal balcone? Fatemi sapere nei commenti! 😉

Stay imbranation

The imbranation girl

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10 pensieri su “Recensione (era ora, e pure passata) di “Un semplice gesto di tenerezza” di Akli Tadjer

  1. Ah peccato! L’avevo visto anch’io in libreria e metti la copertina pastello e il titolo dolcino mi aveva invitato alquanto. Ma magari dopo questa tua recensione vedo se ce n’è qualcun’altro che merita i miei soldini 😉

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