Recensione: “Tutto ma non il mio tailleur” di Cecile Bertod

Buongiorno cari imbranations, oggi finalmente riesco a parlarvi del romanzo di Cecile Bertod, intitolato “Tutto ma non il mio tailleur” e pubblicato a marzo dalla Newton Compton.

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Collana: Anagramma

Genere: letteratura rosa

Pagine: 288

Data di pubblicazione: 3 marzo 2016

Prezzo: cartaceo € 12,00 / eBook € 2,99

Trudy Watts ha tutto quello che ha sempre sognato: un lavoro in banca che la soddisfa, un ragazzo fantastico e un appartamento in una delle zone più alla moda di Londra. Non cambierebbe nulla, neanche gli orari impossibili in ufficio. Dopo sei anni dalla sua assunzione, quando ormai sembra stia per arrivare la tanto attesa promozione e il suo matrimonio con Horace è vicino ecco che la catastrofe le piomba addosso. Trudy viene trasferita in una sperduta cittadina della Scozia. L’arrivo è traumatico: detesta tutto e tutti e desidera solo scappare via. L’unico luogo in cui rifugiarsi è un piccolo pub, il cui giovane proprietario si diverte non poco a punzecchiarla. Ed è proprio lì che forse, improvvisamente, la sua vita cambierà…

Una sola parola per definire questo romanzo: scoppiettante! La protagonista è praticamente una pazza furiosa, maniaca del controllo, con una lingua tagliente e un tailleur per ogni occasione: non potrà che esservi simpatica! A 28 anni Trudy lavora per un’importante banca di Londra e sente che la promozione è vicina. Ma per poterla raggiungere dovrà superare un’ultima prova: salvare una filiale che si trova in uno sperduto paesino in Scozia, a Turiff per l’esattezza. Lei, quella che ha tutti i completi coordinati, che ha l’agenda super organizzata e che non sopporta la vita di campagna, si ritrova sbattuta in quel buco melmoso, freddo, umido, pieno di insetti che è Turiff, dove il massimo dell’eleganza è costituito da jeans strappati e camicie di flanella. A tutto questo si aggiunge il fidanzato perfetto Horace, avvocato di successo, che viene sorpreso in flagrante mentre se la spassa con la sua assistita poco prima delle nozze. Trudy non ha alcuna voglia di partire, ma staccare per un po’ da tutto e tutti forse non è una cattiva idea: convinta che con un bel tailleur e uno chignon si possa affrontare il mondo, parte alla volta della Scozia. Dopo un arrivo burrascoso si trova a casa di un barista dagli occhi di ghiaccio, Ethan, che gentilmente le affitta alcune stanze, ma lei non lo sopporta e seguono continui battibecchi. Gli abitanti di Turiff hanno un carattere bonario e vivono una tranquilla vita di paese: c’è il pub in cui scolarsi un paio di birre in cui lavora Ethan, c’è l’appuntamento settimanale con il comitato cittadino e l’apice della vita sociale è la fiera d’autunno in cui vengono eletti il Re e la Regina delle zucche. Trudy non riesce ad abituarsi ai ritmi della sua nuova vita, tanto più che Horace è tornato alla carica e vuole farsi perdonare a tutti i costi, e Ethan diventa sempre più insopportabile, che con quel suo bel sorriso stampato in faccia sembra avere sempre una soluzione a portata di mano. A lavoro ha l’impressione che tutti la detestino per via dei suoi modi autoritari e perché potrebbero perdere il lavoro da un momento all’altro se lei non riesce a salvarli dalla bancarotta. Insomma, tutto sembra andare per il verso sbagliato, ma proprio quando non vede l’ora di tornare a Londra e la tanto agognata promozione è finalmente a portata di mano, Trudy deve ammettere a sé stessa che quel posto le mancherà parecchio, così come le persone, che ha imparato a conoscere e ad apprezzare. Ma la cosa che più non riesce ad ammettere è quanto le mancherà una persona in particolare, Ethan, che con i suoi modi semplici e a volte un po’ rudi la rende irascibile, eppure riesce a farle mettere in discussione i propri sentimenti. Quello tra loro è un rapporto spassosissimo per il lettore, fatto di continui alterchi, insulti, rese incondizionate: lui la definisce insopportabile, asociale, isterica, frustrata, intransigente, despota, e lei gli da dell’idiota, arrogante, stronzo. Fantastico no? Le premesse per una serena relazione ci sono tutte! XD

Ammetto di aver rimandato troppo a lungo la lettura di questo libro temendo di trovare qualcosa di scontato, e invece si è rivelata piacevolissima e soprattutto divertente. Trudy si è subito conquistata la mia simpatia proprio con il suo cinismo e il suo essere una vera rompiballs! I dialoghi sono ben costruiti, le battute sempre serrate e la narrazione non ristagna mai. Ve la consiglio assolutamente come lettura fresca e leggera, ideale da portare in vacanza sotto l’ombrellone: vi assicuro che non vi annoierete mai!

Spero che la recensione vi sia piaciuta. Io vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post. Grazie come sempre per la vostra attenzione, ciao! 😉

Stay imbranation

The imbranation girl

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12 pensieri su “Recensione: “Tutto ma non il mio tailleur” di Cecile Bertod

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