Recensione: “I segreti della casa sul lago” di Kate Morton

Buon pomeriggio cari imbranations, oggi finalmente vi parlerò di un libro che mi sta moooolto a cuore: si tratta del nuovo romanzo di Kate Morton, uscito il 3 maggio per la Sperling & Kupfer. Vi ho già parlato qualche tempo fa della scrittrice, in un post in cui vi annunciavo appunto l’uscita del suo nuovo lavoro, per cui vi lascio qui il link, se volete dargli un’occhiata. Ma ora concentriamoci su di lui:

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Titolo: I segreti della casa sul lago

Autore: Kate Morton

Editore: Sperling & Kupfer

Collana: Pandora

Pagine: 528

Data di pubblicazione: 3 maggio 2016

Prezzo: brossurato 19,90 euro / eBook 9,99 euro

“All’inizio, appena era successo, aveva pensato di confessarlo a qualcuno. Ma adesso era tardi. Erano successe troppe cose. Non c’era nessuno con cui potesse parlarne; non l’avrebbero mai perdonata.” Giugno 1933. La casa di campagna della famiglia Edevane è pronta per la festa del Solstizio e Alice, sedicenne brillante, curiosa, ingenua e precoce scrittrice in erba, è particolarmente emozionata. Sarà una festa bellissima e lei è innamorata, anche se nessuno lo deve sapere. Ma quando arriva mezzanotte, mentre i fuochi d’artificio illuminano il cielo scuro, il piccolo Theo Edevane, che non ha ancora un anno, scompare. E la tragedia spinge la famiglia a lasciare per sempre la casa tanto amata. Settant’anni più tardi, dopo essere stata sospesa dalla polizia per non aver rispettato le regole, Sadie Sparrow decide di prendersi una pausa di riflessione e raggiunge l’amatissimo nonno in Cornovaglia. Quando è già sul punto di lasciarlo per tornare ad affrontare i propri demoni, Sadie scopre una casa abbandonata, circondata da giardini incolti e da una fitta boscaglia. Dove un bambino era scomparso senza lasciare traccia. Per risolvere il mistero, Sadie incontrerà l’unica testimone rimasta, una delle più famose autrici inglesi, Alice Edevane. Che le rivelerà un segreto del passato… più presente che mai. I segreti della casa sul lago è una storia romantica, travolgente e sorprendente, nella quale Kate Morton mescola vite e segreti, luoghi favolosi e atmosfere cariche di mistero nel modo avvolgente e incantevole che milioni di lettori hanno imparato ad apprezzare.

I libri di Kate Morton hanno sempre delle copertine bellissime, e anche questa volta (per fortuna) la Sperling ha ripreso una delle cover originali del romanzo. Vi ho già parlato della mia passione per questa scrittrice e aspettavo davvero con ansia l’uscita del nuovo libro perché la Morton non è una di quelle che pubblica a raffica, ma si fa desiderare. E fa bene. Perché leggendo soprattutto questo suo ultimo lavoro è evidente tutto l’impegno che c’è dietro: i personaggi sono credibili, lo stile è curato e scorrevole e soprattutto la trama è un incastro perfetto di tessere, non una cosa raffazzonata tanto per buttarla là! Mi ha emozionata come solo lei sa fare ed è riuscita ancora una volta a trasportarmi nei luoghi della storia, carichi di mistero, di segreti e circondati da un’aura magica. Non si tratta di un romanzo sdolcinato, pur affrontando temi come l’amore, la passione e la devozione, ma a questi ingredienti sono sapientemente mescolati quelli del romanzo giallo.  Nel prologo leggiamo di una donna inoltratasi nel folto di un bosco durante una notte tempestosa per sotterrare la prova della sua colpa, e il ricordo di quella notte l’avrebbe accompagnata fino alla fine dei suoi giorni. Siamo solo all’inizio del libro, e non riusciamo a capire di cosa si stia parlando, ma tanto basta per mettere “la pulce nell’orecchio” al lettore, il quale viene già messo al corrente del fatto che accadrà qualcosa di terribile: siamo nell’agosto 1933. Ancora una volta la storia è ambientata in Cornovaglia, luogo prediletto della scrittrice, che nei ringraziamenti finali ci dice:

“La Cornovaglia rimane una grande fonte di ispirazione per me, ed è stato un vero piacere trascorrervi tanto tempo, nel mio romanzo.”

Appena voltiamo pagina facciamo un salto temporale a circa due mesi prima: è il 23 giugno 1933 e a Loeanneth, la tenuta della famiglia Edevane, “la casa sul lago”, fervono i preparativi per la grande festa annuale del solstizio:

“La tenuta era stata pulita e agghindata fino a rasentare la perfezione, eppure ovunque lei volgesse lo sguardo vedeva ancora trambusto. I musicisti ingaggiati per la serata sistemavano le sedie dorate sul palco allestito per l’occasione, i furgoni della ditta di catering sollevavano la polvere dal vialetto, e la brezza estiva gonfiava il padiglione montato per metà.”

La “lei” di cui si parla è Alice Edevane, una delle figlie di Anthony e Eleanor Edevane, appena sedicenne, con la passione per la scrittura e innamorata di Ben Munro, il giardiniere della villa venuto da lontano. Alice vive nella casa sul lago insieme ai genitori, alla perfida nonna materna Constance, e alle sorelle Debora, la maggiore, e Clementine, e al fratellino Theo adorato da tutti. In estate e in alcuni periodi dell’anno risiede presso di loro anche un ospite, il signor Daffyd Llewellyn, un vecchio scrittore di favole per bambini legato profondamente ad Eleanor, per la quale, quando era ancora una bambina, aveva scritto La porta magica di Eleanor. Quella notte, durante la festa del soslstizio, accadrà qualcosa che sconvolgerà per sempre le vite di tutti: mentre fuori i festeggiamenti sono al culmine e gli ospiti si godono lo spettacolo di fuochi d’artificio sul lago, il piccolo Theo scompare nel nulla. Da questo fatto ha inizio tutta la storia raccontata nel libro. Iniziano subito le ricerche e gli interrogatori della polizia, ma non viene trovato nulla: sembra che il bambino non si sia mai allontanato da casa. Non solo, ma l’indomani della festa viene ritrovato anche il corpo senza vita dell’anziano scrittore nel bosco, in riva al torrente, tanto che sembra proprio che si sia tolto la vita. Dopo i terribili avvenimenti la famiglia decide di lasciare la casa per trasferirsi a Londra: così la casa sul lago viene chiusa, e con essa vengono chiusi in fondo al cuore tutti i ricordi di quella vita apparentemente perfetta. Solo Eleanor vi si recherà una volta l’anno, probabilmente per piangere ancora il suo bambino. Settant’anni dopo la detective Sadie Sparrow viene allontanata dalla polizia per una pausa forzata, dopo aver rivelato delle informazioni su un caso ad un noto giornalista. Il caso in questione è quello di Maggie Bailey, scomparsa dopo aver abbandonato in casa la figlia piccola Caitlyn per più di una settimana. La madre della donna, Nancy, è convinta che la figlia non avrebbe mai lasciato sola la bambina, e non crede alle affermazioni infamanti dell’ex marito. Sadie non vorrebbe lasciare Londra, ma i suoi superiori sono irremovibili, per cui decide di andare in Cornovaglia dal nonno Bertie, l’unico che potrebbe ospitarla. La vita lì è molto diversa da quella della grande città e Sadie si sente in gabbia e non vede l’ora di tornare a lavoro, finché un giorno mentre sfoga le sue tensioni facendo jogging nei boschi, si imbatte in una vecchia villa abbandonata, e chiedendo in giro scopre che un tempo era stata scenario della misteriosa scomparsa di un bambino. La detective che è in lei ha la meglio sul buonsenso, inizia a raccogliere informazioni sul vecchio caso, e riesce persino a parlare con uno dei poliziotti che a quel tempo si occuparono dell’indagine. Nel frattempo, tutti i componenti della famiglia Edevane sono deceduti, tranne Debora e Alice, che ha 86 anni ed è diventata una famosa scrittrice di romanzi gialli. Sadie tenta di mettersi in contatto con Alice per avere l’autorizzazione ad entrare in casa e perlustrarla in cerca di prove, ma l’anziana scrittrice appare alquanto restia. Mentre Sadie conduce le sue ricerche il lettore viene trascinato continuamente indietro nel tempo e, come uno spettatore invisibile, assiste al primo incontro tra Eleanor ed Anthony, entrambi giovani e bellissimi, con un futuro carico di promesse davanti a loro. Li vediamo innamorarsi, mentre Anthony riporta agli antichi splendori Loeanneth, l’antica dimora di famiglia di Eleanor, giusto in tempo per accogliere la loro primogenita, Debora. Il fantasma della prima guerra mondiale si allunga sulla giovane coppia, e porterà Anthony lontano, in Francia, insieme al suo inseparabile amico Howard, quasi un fratello per lui; qui accadrà qualcosa, legata alla morte di Howard, che segnerà profondamente l’amico e che farà prendere a tutta la storia un piega diversa…

Come avete visto i personaggi della storia sono tanti e ognuno ha un passato da raccontare e delle colpe da espiare: il libro è davvero formato da molte tessere di uno stesso puzzle che sembrano non voler coincidere fino alla fine, ma che si incastreranno alla perfezione nel finale inaspettato. Tanto di cappello a Kate Morton che ha saputo tenere le fila delle singole storie, per intrecciarle con abilità, mantenendo il lettore in bilico tra varie possibilità. Mentre Sadie procede nelle sue ricerche, ogni volta che scopre qualcosa siamo convinti di aver sbloccato un passaggio e di aver svelato un segreto, ma subito dopo rimaniamo delusi, insieme a Sadie stessa, perché l’indizio in realtà ci porta in una nuova direzione. I capitoli sono alternativamente ambientati nel presente e nel passato, in modo che le vicende scoperte nel presente possano essere contestualizzate nel passato. Insomma, l’attenzione del lettore viene sempre mantenuta viva e vi assicuro che la palpebra non cala mai! 😉 Come avrete capito ci tengo molto a questa recensione, perché lei è una delle mie scrittrici preferite e “I segreti della casa sul lago” si è rivelata finora la lettura più bella di quest’anno! Quindi, se vi piacciono i romanzi con salti temporali dal presente al passato, con intrighi e segreti da svelare, il tutto condito da un’ambientazione bucolica, non posso che consigliarvelo. Spero tanto che lo leggiate e che mi facciate sapere cosa ne pensate! A presto!

Stay imbranation

The imbranation girl

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