Booktellers: I misteri di Chalk Hill di Susanne Goga

Salve a tutti e buon pomeriggio! Il libro di cui vi parlo oggi è il romanzo giallo/storico sentimentale di un’autrice tedesca, Susanne Goga, che ha voluto dichiaratamente rendere omaggio ad uno dei più grandi classici della letteratura inglese, nonchè mio libro del cuore, Jane Eyre di Charlotte Brontë.

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Titolo: I misteri di Chalk Hill

Autore: Susanne Goga

Titolo originale: Der verbotene Fluss

Genere: romanzo giallo/storico/sentimentale

Editore: Giunti

Pagine: 416

Collana: A

Pubblicato il: 07/05/2015

Prezzo: Cartaceo 12,00 euro/ EBook 6,99 euro

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Da cosa iniziamo? Dalla copertina ovviamente! (quanto mi piace dire ovviamente?) Mi è piaciuta molto, e il titolo scritto in rosso e in rilievo ha catturato subito la mia attenzione fra gli altri libri sullo scaffale. Una donna sola sotto la pioggia, su una stradina che porta ad una lussuosa e misteriosa casa, immersa nella campagna inglese. Passiamo alla storia: la protagonista è Charlotte (e qui il tributo alla Brontë è più che evidente), una giovane istitutrice tedesca che lascia il suo paese in seguito ad uno scandalo, che viene svelato più avanti, per raggiungere l’Inghilterra, dove l’aspetta un nuovo lavoro e una nuova vita.

“Charlotte guardò verso la costa e pensò a quante persone, prima di lei, dovevano aver compiuto quella traversata, chissà con quali intenzioni e speranze. E lei, cosa stava cercando lei, in Inghilterra? Chi si metteva in viaggio verso un mondo sconosciuto di solito lo faceva per lasciarsi qualcosa alle spalle. Charlotte sospirò, la faccia contro il vento. Una nuova terra, un nuovo inizio. Una nuova avventura”.

Giunta a Chalk Hill, un’imponente villa immersa nei boschi del Surrey, Charlotte conosce subito il personale,la sua piccola allieva Emily, e il padre della bambina, Sir Andrew Clayworth, membro del Parlamento, un uomo freddo e distaccato. L’istitutrice inizia a prendere confidenza con la bambina e con la casa, e non tarda ad accorgersi dello strano comportamento della piccola e dei sinistri rumori che si odono in casa durante la notte. Su tutti aleggia poi il fantasma della giovane moglie di Sir Andrew, Lady Ellen, morta in circostanze misteriose pochi mesi prima dell’arrivo di Charlotte, e della quale non è stato mai ritrovato il corpo. Parallelamente alla storia della giovane istitutrice, seguiamo quella di un noto scrittore e critico teatrale londinese, Thomas Ashdown il quale, dopo la morte della moglie Lucy, in seguito ad una serie di episodi,vince il suo scetticismo e entra in contatto con i membri della Società per la ricerca psichica (realmente esistita e tuttora attiva). In questa Società operavano, e operano, come ci spiega l’autrice “studiosi delle discipline più disparate che, con l’aiuto di metodi empirici dimostrabili, verificano l’esistenza di fenomeni soprannaturali”. All’aggravarsi della situazione della piccola Emily, il padre, preoccupato per la salute della figlia e disperato, si rivolge alla Società in cerca di aiuto. Così Thomas Ashdown sarà inviato a Chalk Hill per studiare il caso della piccola Emily, la quale è sconvolta da visioni notturne della madre, con cui dice di parlare anche durante il giorno. Sir Andrew ha dato l’ordine a tutto il personale della villa di non accennare mai alla morte della moglie, né di nominare il suo nome, per cui risulterà difficoltoso per Charlotte e Thomas venire a capo del fitto mistero che avvolge la morte di Ellen Clayworth, e soprattutto del terribile stato di tensione e paura in cui si trova la bambina.

Sarò sincera, appena ho letto il collegamento con Jane Eyre ho capito che dovevo assolutamente leggerlo. Infatti, nella seconda di copertina leggiamo “Un romanzo pieno di mistero e romanticismo. Una storia che alle atmosfere di Jane Eyre unisce una suspense unica ed elettrizzante”. Come ho già accennato sopra, sono una fan accanita del romanzo della Brontë, e sono stata curiosissima di vedere se effettivamente questo libro gli rendesse omaggio. Il mio giudizio è un Nì, ora vi spiego. Vediamo gli ingredienti della storia: il mistero e la suspense ci sono, e questo non lo metto in dubbio. Fino alla fine sarete infatti curiosi di scoprire se realmente la piccola Emily riesca ad entrare in contatto con un’altra dimensione, o se si tratti di un mistero risolvibile razionalmente. Le atmosfere leggermente gotiche ci sono, dalla casa confinante con un antico bosco in cui i druidi compivano i loro rituali alla cappella in rovina, dai passi che Charlotte ode fuori dalla sua stanza ogni notte alla sinistra scala che conduce a una cantina sotterranea sempre chiusa a chiave. Il romanticismo c’è, ma non nel senso di una possibile storia d’amore fra Charlotte e Thomas (che comunque si piacciono e alla fine si lascia intendere che finiranno insieme), ma nella sua piena accezione originaria di negazione della razionalità, della potenza di una natura incontrollabile (il fiume Mole, nel quale sarebbe annegata Lady Ellen, è considerato minaccioso e popolato da spiriti, ed è proibito a Charlotte ed Emily di avvicinarvisi), di un rinnovato interesse per pratiche occulte, miti e antiche leggende. Ricorrono spesso nel romanzo le allusioni alle favole tedesche, che Charlotte ha portato con se dalla Germania, e che racconterà spesso alla sua allieva, come quella di Cuore Freddo di Wilhelm Hauff. Lessi molto tempo fa anche “Il giro di vite” di Henry James, e la tensione e la componente soprannaturale sono nettamente superiori, e mi azzardo ad accennarne in tale contesto solo perché anche lì abbiamo la storia di un’istitutrice (parliamo di Henry James, mica bruscolini! Straconsigliato!). Come accennavo prima, tra l’istitutrice e il giovane critico teatrale nascerà una simpatia che si trasformerà nel tempo in una complicità sempre più intensa, ma niente di che. Se possiamo definire “attrazione” quella che c’è tra i due personaggi, allora è moooolto ma molto tiepida. Nulla, e ribadisco nulla, in confronto al sentimento struggente che troviamo in Jane Eyre. Anche per quanto riguarda la caratterizzazione della protagonista, siamo molto lontani dalla profondità che la Brontë ha saputo infondere nel suo personaggio. Al di là del fatto che qui abbiamo una giovane istitutrice che arriva in una villa immersa nella campagna inglese, accolta da un padrone freddo e altezzoso, e che sarà testimone di strani avvenimenti in casa, io non ho riscontrato nessun’altra somiglianza con il romanzo di Charlotte Brontë. Inoltre la storia procede lentamente fino all’arrivo a Chalk Hill del critico teatrale Thomas Ashdown, e siamo già oltre la metà del libro. Il romanzo nel complesso mi è piaciuto, dopo la partenza un po’ lenta mi sono incuriosita e non vedevo l’ora di scoprire questi “misteri di Chalk Hill”. Ve lo consiglio se, come me, siete appassionate di storie ambientate nell’inghilterra ottocentesca e di romanzi gotici.

Bene gente, anche oggi ho chiacchierato un bel po’ e spero di avervi ispirati! La prossima recensione librosa sarà su “Les Revenantes”, che racconta i fatti che molti di noi hanno visto nella famosa serie televisiva in onda su Sky (tra l’altro, questa sera alle 21,00 andrà in onda la prima puntata della seconda stagione!), e se non l’avete vista, pentitevene amaramente e correte a recuperare! 😉

Stay imbranation

The imbranation girl

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