Booktellers: La ragazza del treno di Paula Hawkins

Buon pomeriggio a tutti miei cari lettori, come state vivendo questo inizio d’autunno? Io sono di parte, perché è la mia stagione preferita, ma so che non tutti prendono bene questa stagione. Per allietarvi, oggi vi parlo di un libro che è stato il bestseller dell’estate, ma che ancora non avevo letto. Quindi potete godervelo tutti, sia chi non ha ancora dimenticato l’estate, sia chi invece non vede l’ora di rintanarsi sotto una bella coperta sul divano. Questa estate abbiamo visto il libro in questione scalare le classifiche di tutto il mondo, vendendo ben 44 milioni di copie nel mondo, e ben presto sarà anche un film. Io ne ho sempre rimandato la lettura, e ora che l’estate è finita eccomi qui, credo una delle poche persone a non avergli ancora dato una chance.

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Titolo: La ragazza del treno

Autore: Paula Hawkins

Titolo originale: The Girl on the Train

Genere: Thriller/Giallo

Editore: Piemme

Pagine: 306

Pubblicato il: 23/06/2015

Prezzo: Cartaceo 19,50 euro/ eBook 9,99 euro

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua. Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel? Nelle mani sapienti di Paula Hawkins, il lettore viene travolto da una serie di bugie, verità, colpi di scena e ribaltamenti della trama che rendono questo romanzo un thriller da leggere compulsivamente, con un finale ineguagliabile. Decisamente il debutto dell’anno, ai vertici di tutte le classifiche.

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Come si legge nella quarta di copertina, Rachel è una ragazza che non ha una vita invidiabile. Da quando ha divorziato dal marito Tom si è lasciata andare ad una vita solitaria, che riempie solo con alcolici e viaggi in treno fingendo di andare ad un lavoro che in realtà ha perso da mesi, proprio a causa dei suoi problemi con l’alcol. L’unico momento di serenità nella giornata di Rachel è quando, con il treno, si ferma davanti alla casa di una giovane coppia, di cui lei si immagina la vita segreta. Inventa dei nomi per loro, fantastica sulle loro occupazioni, sui loro interessi e sulla loro vita matrimoniale. Il suo ex marito Tom si è felicemente risposato con la donna per la quale l’ha abbandonata, ed è anche diventato padre di una bambina. Rachel prova una fitta di dolore ogni volta che, sempre in treno, passa davanti alla sua vecchia casa, che è divenuta ora il nido d’amore di suo marito e di un’altra donna. Non riesce a guardare avanti, e importuna ancora il marito con telefonate e visite indesiderate. La protagonista allora, idealizza la coppia che osserva dal treno, fino a farla diventare il suo modello ideale di felicità. Ma Rachel si sbaglia. Un giorno la donna che lei aveva sempre osservato dal finestrino del treno scompare, e Rachel dovrà fare i conti con la realtà, una realtà in cui si ritroverà invischiata in prima persona. Per una strana coincidenza, la sera della scomparsa della donna Rachel era uscita e aveva alzato il gomito, perdendo così la lucidità (come le succedeva spesso negli ultimi tempi). Torna a casa confusa e con una brutta ferita alla testa, ma non ricorda nulla di cosa le sia accaduto. Qualcuno l’ha aggredita o è semplicemente caduta o inciampata? Rachel decide di dare un taglio al suo brutto vizio, ma la sua volontà non è ancora sufficientemente forte per affrontare quello che la aspetta. Si avvicinerà a Scott, il marito della donna scomparsa, e importunerà ancora il suo ex e la sua nuova moglie, alimentando anche i sospetti della polizia. Inizierà ad avere strani incubi e le sarà sempre più difficile distinguere tra realtà e allucinazione. Riuscirà Rachel a venire a capo degli strani avvenimenti di quella sera? E quali segreti nascondeva la donna scomparsa, poteva essere così diversa da come Rachel l’aveva immaginata?

Ora, lapidatemi pure, ma a me il romanzo non è piaciuto. Probabilmente le aspettative che nutrivo verso questo libro sono state incrementate dalla grande pubblicità che gli è stata fatta per tutta l’estate. Recensioni su recensioni. Mi appariva la copertina su ogni sito possibile che aprivo. In libreria, all’ingresso, c’era una colonna altissima di questi libri con il gigantesco cartonato di fianco. Mamma, che ansia! Alla fine l’ho letto forse per sfinimento, o forse per curiosità. Visto tutto il bombardamento mediatico mi sono detta “vediamo un po’ com’è!”. Vi confesso che qualcosa mi puzzava. Troppa pubblicità. Però a volte un romanzo viene ampiamente pubblicizzato pur essendo valido, quindi ho voluto leggerlo anch’io. (MEEEEHH! POSSIBILI SPOILER) Cosa non mi è piaciuto? La protagonista innanzitutto. Va bene che una volta eri felice, poi tuo marito ti ha lasciata per un’altra, ma…figlia cara, ripigliati! Questa tizia si attacca alla bottiglia quando è ancora sposata, perché il marito, da perfetto che era all’inizio del libro, piano piano capiamo che non era tutto questo stinco di santo, e la faceva praticamente sentire ‘na merda. Poraccia, sì. Però, perché continui a chiamarlo? A presentarti a casa sua, se questo non te vuole vede’? Poi lei “curiosona” si mette in testa di scoprire cosa è accaduto a Megan, la donna scomparsa. Certo, bella idea. Come se già non si fosse compromessa con l’ex e la moglie, si va a impelagare pure con Scott, il marito di Meghan. Ora, io dico: si sa che quando una donna scompare il primo ad essere sospettato è il compagno/fidanzato/marito di turno. E lei che fa? Diventa sua amica. Ideona!!! All’inizio lui non vuole vederla ne sentirla, ma lei gli si infila praticamente dentro casa, perché a questo punto capiamo che Rachel ha la mania di strusciarsi agli uomini che non se la filano.  Per tutto il libro Rachel ci viene descritta proprio come una squilibrata: è sempre sola, prende il treno tutte le sante mattine solo per far credere alla sua amica, che la ospita in casa, di avere ancora un lavoro, ogni occasione è buona per bere e poi ovviamente ha delle allucinazioni, è sempre confusa, fantastica sulla vita di persone che osserva dal treno, importuna l’ex marito e la nuova moglie Anna (si intrufola in casa loro, prende la bambina e la porta a “fare un giretto” verso i binari…cioè?? Chi non avrebbe sclerato?). Dopo tutto questo però, Rachel è presentata come una vittima, e quando alla stazione di polizia la credono una squilibrata lei si incavola: non è che perché beve qualche goccetto, la possono considerare un fonte inattendibile! What? Mi è sembrato tutto molto incoerente, l’ho trovato quasi noioso in alcuni punti. Nella descrizione riportata sopra si dice che è un thriller “da leggere compulsivamente”. Oh, che vi devo dire, a me sta compulsività non è presa per niente! Sempre sopra leggiamo: “un finale ineguagliabile”. Signora Quarta di copertina, mi consenta di non essere d’accordo. Sarà che ho da poco letto “La gemella silenziosa”, di cui trovate la recensione qui, ma io quello de “La ragazza del treno” non lo definirei proprio un finale ineguagliabile. Non è uno di quei thriller in cui ti rendi conto di  “chi ha fatto cosa” all’improvviso e all’ultimo momento. Assolutamente no, almeno per me. Già a partire dalla seconda metà del libro si inizia ad intuire chi possa essere ricollegato a tutti i fatti accaduti. Ho letto che ne faranno presto un film. Ecco, secondo me questa trama sarà molto più godibile sullo schermo che sulla pagina, un caso raro sì, in genere è il contrario, però sono convinta che come film potrà piacermi molto di più. Ora fatevi sotto con i commenti e dite pure la vostra se avete già letto il libro. Se non l’avete ancora letto invece, e siete arrivati a leggere sin qui, beh sinceramente non vi consiglio di spendere 19,50 euro per questo romanzo. Al massimo vi consiglierei l’eBook, oppure aspettate che esca in edizione economica.

Bene imbranations, siamo arrivati alla fine del post. Spero di avervi tenuto compagnia, nel bene e nel male! 😉 Ciao ciao!

Stay imbranation

The imbranation girl

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7 pensieri su “Booktellers: La ragazza del treno di Paula Hawkins

  1. Io ancora devo finirlo, ma nemmeno io lo trovo sto gran capolavoro, se non altro si lascia leggere rispetto a “una famiglia quasi perfetta” che è davvero TREMENDO.
    Ho odiato quel libro pagina dopo pagina, la vergogna è che lo chiamano pure thriller.
    Quando l’ho finito mi sono chiesta se quelli di newton sappiano cosa sia un thriller…

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      1. Orribile, davvero qualcosa di pessimo. Avevo anche pensato di abbandonarlo ma di solito quando inizio finisco sempre e poi ero curiosa di vedere fino a che punto arrivava la cavolata. Non capisco come possa essere un libro da milioni di copie. Mi ritengo fortunata ad aver comprato l’ebook il giorno in cui newton aveva fatto la promozione da 0.99 cents.

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  2. Concordo con te, nonostante io mi sia presa tra le varie “situazioni” di lei, oppure perchè anch’io quando viaggio mi immagino la vita della gente a caso così per pura fantasia, ma a me è piaciuto non da perderci la testa peró carino dai per una cosa estiva leggera. 😉 Il finale è da buttare nella pattumiera come hai ben fatto notare, un peccato!
    Ho letto anche “Una famiglia quasi perfetta” e siccome sono fissata con le vicende investigative alla Sherlock mi è piaciuto un sacco! 😀

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