Booktellers: La gemella silenziosa di S. K. Tremayne

Buon pomeriggio a tutti! Oggi sono proprio felice di parlarvi di un libro che mi è piaciuto molto. Era da un po’ che non leggevo un thriller, e mi ero dimenticata come ci si sentisse, incollati al libro… finire un capitolo e pensare “ok, ora basta” e invece si deve subito riprendere a leggere il successivo, perché non si può aspettare. Ok, se volete sapere qualcosa in più, saltiamo insieme e seguitemi!

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Titolo: La gemella silenziosa

Autore: S. K. Tremayne

Titolo originale: The Ice Twins

Genere: Thriller

Editore: Garzanti

Pagine: 307

Collana: Narratori moderni

Pubblicato il: 10/09/ 2015

Prezzo: 16,90 euro

A Sarah piace il silenzio assoluto della sera che avvolge l’isola di Skye. Le piace muoversi piano nella penombra e accarezzare delicatamente i biondi capelli della sua bambina di sette anni, Kirstie, che si è appena addormentata. Mentre osserva le sue manine che stringono il cuscino, Sarah ripensa a quando quelle mani si stringevano a quelle, identiche, della sorella gemella Lydia. Niente le distingueva: stesse lentiggini, stessi occhi azzurro ghiaccio, stesso sorriso giocoso. Ma, un anno prima, Lydia è morta improvvisamente e ha lasciato un vuoto così grande che ha costretto Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti su quell’isola nel mare della Scozia. Lì, tra scogliere impervie e cieli immensi, Sarah sente che lei, la bambina e suo marito Angus potranno forse ritrovare la serenità. Eppure, mentre si avvicina l’inverno, Kirstie è sempre più strana. Diventa silenziosa, riflessiva, stranamente interessata a cose che prima non amava. Sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa. Quando un giorno si scatena una violenta tempesta, Sarah e Kirstie rimangono isolate. Nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: “Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io”. Sarah è devastata e il tarlo del dubbio comincia a torturarle l’anima. Cos’è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? E possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?

Partiamo dal titolo e dalla copertina. Poteva andarci peggio, ve lo devo dire, però quelli che danno i titoli ai libri nell’edizione italiana devono essere davvero dei casi umani. A loro piace complicarsi la vita, e complicarla anche a noi, eheh che ci vogliamo fare? Ma dico, c’è un titoletto originale tanto caruccio, che non vi dovete neanche impegnare più di tanto a tradurre, “Le gemelle di ghiaccio”, fra l’altro espressione che ricorre più di una volta nel romanzo. Allora perché vi dovete inventare queste cose sciatte? Però, come ho detto sopra, ci poteva andare peggio, quindi non ci lamentiamo troppo. La copertina per me è un Nì. Qui si poteva fare davvero di meglio per dare un’idea al lettore dell’inquietudine del romanzo. Perché sappiate che la parola chiave di questa storia è proprio “inquietudine”, e ve la ripeterò fino alla nausea! Invece la copertina ci presenta semplicemente due gemelline in primo piano e sullo sfondo una lingua di terra sfocata terminante con un faro. Visto così sembra un romanzo di Nicholas Sparks, senza nulla togliere a questo autore, ma solo per dire che in questo caso il genere è totalmente diverso. Ora però dobbiamo guardare oltre le apparenze del titolo e della cover, e addentrarci a piccoli passi nella storia. Angus e Sarah Moorcroft sono una giovane coppia, genitori di due gemelle omozigote, perfettamente uguali, Kirstie e Lydia, e vivono in una bella casa  a Camden, Londra. Già dopo la nascita delle gemelle c’erano state tensioni nella coppia, poi tutto era sembrato tornare alla normalità fin quando un terribile incidente sconvolge la loro vita. Una delle gemelle cade da un balcone della casa dei nonni e non riesce a sopravvivere. Una delle gemelle. Chi però? È questo il dubbio atroce che tormenta la madre per tutto il libro. Quale delle due gemelle si è salvata, e quale invece non c’è più?

“Sono uguali in tutto.

Solo la loro madre può distinguerle.

O forse no.”

Per quattordici lunghi mesi sono stati tutti convinti che sia stata Lydia a morire. Poi un giorno Kirstie dice qualcosa di sconcertante, “Mamma, perché continui a chiamarmi Kirsie? Io sono Lydia. Kirsie è morta, non io”. La madre è sconvolta, non vuole crederci, e inizia ad osservare Kirstie, a come sia effettivamente cambiata negli ultimi tempi, a come somigli sempre più a Lydia, la gemella morta. Sarah si convince di essersi sbagliata, che tutti si sono sbagliati: non è Kirstie la gemella rimasta viva, ma Lydia, la sua preferita. Mentre questi pensieri sconvolgono la mente di Sarah, c’è anche un’altra questione da affrontare. La giovane coppia ha infatti deciso di vendere la casa di Londra e andare a vivere nel vecchio cottage della nonna di Angus, ricevuto in eredità, che si trova nella remota isola di Skye, in Scozia. Sarah è felice di questo cambiamento. Finalmente potrà ricominciare una nuova vita con la sua famiglia, con la figlia che le è rimasta, lontano da tutti. Appena arrivano si rendono conto che il cottage non è in buone condizioni, e che si trova su un’isoletta distante mezz’ora dalla terra ferma, ed è raggiungibile in barca oppure, quando c’è la bassa marea, a piedi. Ma la zona è molto pericolosa e isolata, e bisogna far attenzione a non rimanere incastrati fra gli scogli o impantanati nelle insidiose pozze di fango. Ma questo non scoraggia Sarah anzi, tenersi occupata nei lavori di ristrutturazione le fa bene. La situazione della figlia però (Lydia o Kirstie) peggiora di giorno in giorno. È sempre così silenziosa e solitaria, e la guarda in quel suo nuovo modo, strano e inquietante. Nella nuova scuola i problemi si presentano fin dal primo giorno: la bambina non riesce a fare amicizia con nessuno, si comporta in modo strano, dice di parlare con la sorellina morta e gli altri bambini, spaventati da lei, la allontanano. Sarah crede che sua figlia sia convinta di essere la gemella morta. Consulta uno specialista, ma questo non fa che accrescere i suoi dubbi. Molti strani episodi si succederanno, la tensione fra marito e moglie crescerà di giorno in giorno. Fin quando, una notte, Sarah e la bambina resteranno sole nel vecchio cottage, in balia di una terrificante tempesta. Dopo aver incolpato il marito per la morte della figlia la donna è sconvolta, e fra sussurri e strane visioni negli specchi, questa notte sarà decisiva per tutti. Riuscirà Sarah a scoprire la vera identità della figlia? E riuscirà a venire a capo dei segreti, delle parole non dette e della rabbia del marito?

Suspance, tensione, brividi, insidie, fiducie perse e riconquistate, misteri, segreti, rompicapi, storie di fantasmi. Troverete magistralmente dosati tutti questi ingredienti, e il risultato è un romanzo che vi terrà incollati alle pagine fino all’ultima battuta. L’ho letteralmente divorato in due giorni, e mi ha tenuta sveglia fino a notte fonda, perchè non potevo aspettare che si facesse giorno per sapere come andava a finire! E devo dire che la veglia è stata ben ripagata. Il finale non è stato del tutto spiazzante (parlo per me eh), perchè avevo già iniziato a fiutare qualcosa nell’ultima parte. Però mi è piaciuto. Tanto, tanto, tanto. E poi, sarà che io ho un debole per la Scozia, per il suo folklore, che in questi luoghi è legato indissolubilmente alla vita reale. Antichissime leggende, miti, storie di fantasmi, luoghi in cui il contatto fra il mondo dei vivi e quello dei morti è così sottile da poter giustificare gli eventi più inaspettati. Per un certo verso mi ha vagamente ricordato un romanzo di Audrey Niffenegger (meglio nota come l’autrice di “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”), “Un’inquietante simmetria” (se ve lo siete perso, recuperate subito!) in cui veniva affrontato lo stesso argomento della morte di una gemella, e della sinistra presenza di quest’ultima nella vita della sorella sopravvissuta. Tornando al nostro romanzo, ve lo consiglio? Direi proprio di sì! Correte in libreria e lasciatevi stregare da “La gemella silenziosa”, un romanzo fresco fresco di stampa, uscito solo giovedì scorso.

Buona lettura! 😉

Stay imbranation

The imbranation girl

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13 thoughts on “Booktellers: La gemella silenziosa di S. K. Tremayne

  1. Se devo dirti la verità, non mi capita spesso di comprare dei thriller, a parte quei casi in cui, improvvisamente, un libro qualunque inizia pian piano a raccontarti un grande mistero. Credo che il motivo principale sia legato alla paura che provo di fronte alle possibili facili cadute di stile dei thriller. Ho sempre creduto che sia una delle tipologie di libri e racconti più difficile da scrivere, forse perchè mantenere alta l’attenzione è un raro talento. Ma il libro che hai presentato mi incuriosisce moltissimo … ! Anche se da titolo e copertina pensavo ad una trama molto diversa, lo ammetto. Trasmettono una calma fuorviante che viene poi smentita nel corso del racconto.

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    1. Esatto, la copertina trasmette troppa “calma” come dici tu. Invece la trama è in continua tensione, ti fa dubitare ad ogni pagina, credi di aver capito e poi ti accorgi che è tutto capovolto. Te lo consiglio davvero, non te ne pentirai! 😉

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  2. Grazie a te, Lewis e Devilish (per non parlare de La Svamps) sto praticamente dilapidando lo stipendio in libri. Acquisti meravigliosi, per carità, ma tra voi e Vigevano (che ha aggiunto 4 libri alla lista “da leggere”) sto andando in rovina… Confido che me lo presti 😋 e magari anche quello della Niffegger!

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  3. Anche se i thriller non sono il mio genere, ogni tanto mi piace leggerne qualcuno.. e questa tua recensione mi ha convinto!! Brava!!
    Ah, credo che dovrò ordinarlo on line, qui a Monaco c’è una libreria italiana ma non è proprio fornitissima.. lo trovo facilmente, vero?
    Un bacio,
    Sabrina

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